EU KIDS Act, stop ai social per gli under 13: cosa prevede la proposta approvata dalla Commissione europea

La Commissione europea ha adottato il 17 settembre 2026 l’EU KIDS Act, una proposta legislativa volta a rafforzare la sicurezza e la tutela dei minori nell’ambiente digitale. Il provvedimento introduce nuove misure per regolamentare l’accesso dei più giovani ai social media, rafforzare la protezione dei minori sulle piattaforme online e garantire strumenti più efficaci per la verifica dell’età, con particolare attenzione alla tutela della privacy.

EU KIDS Act: limiti di età e sicurezza online dei minori

La Commissione europea ha adottato, il 17 settembre, l’EU KIDS Act. L’obiettivo è quello di rafforzare la sicurezza online dei minori.

La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha affermato:

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Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono mai state progettate pensando al loro benessere. Il nostro KIDS Act inverte l'onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al comando, fornendo loro gli strumenti per aiutare i propri figli a navigare in un mondo online più sicuro.

L’intervento della Commissione si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla necessità di garantire una maggiore tutela dei minori nell’ambiente digitale. Von der Leyen aveva annunciato nel mese di luglio l’intenzione di presentare, dopo la pausa estiva, una proposta legislativa per introdurre limiti all’accesso dei minori ai social media. Il 16 settembre, durante il discorso sullo stato dell’Unione, la presidente della Commissione europea aveva anticipato che la proposta sarebbe stata presentata il 17 settembre.

La proposta prevede un approccio graduale sull’accesso dei minori alle piattaforme di social media ed è strutturata attorno a quattro pilastri. Prevede il divieto per le piattaforme social di consentire l’accesso agli under 13 e introduce un limite minimo di 15 anni per permettere ai minori di creare autonomamente un account.

Per i minori tra i 13 e i 15 anni è invece previsto il controllo parentale.

L’EU KIDS Act prevede inoltre obblighi per i servizi online che offrono "social media, condivisione di video, videogiochi online, assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale e chatbot" agli utenti under 18.

"Tra queste misure figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinano i minori in un vortice di contenuti dannosi", si legge in un comunicato.

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Sono inoltre vietati lo scorrimento infinito senza punti di arresto, i trucchi basati sulle ricompense e le notifiche push durante le ore di sonno, nonché i contatti indesiderati da parte di sconosciuti.

Gli assistenti virtuali e i chatbot dovrebbero essere disattivati per impostazione predefinita. Inoltre, non devono essere progettati per imitare relazioni umane in un modo che possa portare l’utente a sviluppare dipendenza emotiva nei loro confronti.

Per gli account dei minorenni, le impostazioni iniziali dovrebbero essere orientate alla massima privacy, con la geolocalizzazione, la fotocamera e il microfono disattivati.

EU KIDS Act: verifica dell’età e applicazione della normativa

In base al KIDS Act dell’UE, i servizi online e gli app store dovranno adottare sistemi per verificare l’età degli utenti. Tra le possibili soluzioni rientra l’app europea per la verifica dell’età, progettata per non conservare né documenti di identità né dati biometrici. La questione rappresenta uno dei principali punti di equilibrio della proposta. Per gli account già esistenti, invece, dovranno effettuare una stima dell’età sulla base di indicatori considerati attendibili.

La proposta riguarda anche l’applicazione efficace della normativa, prevedendo obblighi di controllo e di conformità per le piattaforme, alle quali spetta dimostrare che i propri servizi siano sicuri e adeguati anche per gli utenti minorenni.

La proposta è sottoposta all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio, dando così avvio al procedimento legislativo volto alla sua valutazione e alla successiva eventuale adozione.