Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso: nessun differimento della pena, in relazione alla domanda di grazia, per Mario Roggero, il 72enne gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo.
L'udienza si era svolta ieri, mercoledì 16 settembre 2026: il collegio presieduto da Marcello Bertolato ha respinto l'istanza, in linea con quanto già stabilito dai giudici della Sorveglianza di Torino.
Nessun differimento della pena per Mario Roggero
Per i giudici della Sorveglianza di Milano, l'istanza è “inammissibile”. Infatti, a differenza di quanto argomentato dalla difesa del detenuto, i giudici ritengono che “differimento della esecuzione della pena, in caso di presentazione di grazia è istituto applicabile esclusivamente nell'ipotesi in cui l'esecuzione della pena non sia ancora iniziata”.
Nel caso del gioielliere, l'istanza è stata presentata il 21 luglio scorso, ossia quando lui era già detenuto nel carcere di Bollate, dove si era costituito il 17 luglio: proprio per questo motivo non può essere accolta.
Il Tribunale di Sorveglianza ha inoltre evidenziato che si tratta di un istituto “di carattere eccezionale”, pensato per chi è ancora in libertà.
Il nodo della "reiterazione dell'istanza"
I giudici ritengono, inoltre, che si sia di fronte a una ‘reiterazione dell’istanza’, dal momento che il Tribunale di Sorveglianza di Torino si è già pronunciato sul punto il 9 settembre scorso; di conseguenza la questione è inammissibile anche per scongiurare la possibilità di un’ulteriore reiterazione delle istanze difensive sul punto.
Nell'udienza del 16 settembre, Mario Roggero aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, evidenziando come avesse iniziato una "rivalutazione critica" del suo comportamento.
L'avvocato Stefano Marcolini, che lo assiste, aveva già annunciato di voler impugnare la sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Torino. Resta invece aperta la domanda di grazia presentata dalla moglie di Roggero, prerogativa del Capo dello Stato.