L'Eurovision Song Contest ha annunciato una modifica al proprio regolamento, stabilendo che il Paese vincitore, che tradizionalmente ospita l'edizione successiva, non potrà più farlo qualora si trovi in stato di guerra. Secondo le nuove regole, "l'emittente vincitrice non potrà automaticamente ospitare il Concorso se un conflitto armato, una situazione geopolitica sensibile o qualsiasi altra situazione influisce materialmente sulla sicurezza, l'incolumità o la stabilità del suo Stato o della sua regione immediata", hanno dichiarato gli organizzatori dell'Eurovision in un comunicato.
La manifestazione dell'Eurovision Song Contest, che nel 2026 si è svolta a Vienna (l’Italia era rappresentata da Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo), è una coproduzione internazionale che coinvolge le emittenti pubbliche membri dell'European Broadcasting Union (Ebu). La gara è organizzata ogni anno dall'emittente del Paese vincitore dell'edizione precedente. Poiché l'Ebu conta membri non europei, la gara include Paesi situati al di fuori del continente. In futuro, "se lo riterrà necessario, l'Ebu potrà commissionare una valutazione indipendente della sicurezza della regione del Paese vincitore", hanno dichiarato gli organizzatori in un comunicato stampa.
A seguito di tale valutazione, l'Ebu consulterà il comitato esecutivo dell'Eurovision Song Contest per stabilire se il Paese vincitore "sia in grado di ospitare la manifestazione in condizioni di sicurezza". La dichiarazione non cita esplicitamente alcun Paese. Tuttavia, Israele è andato vicino alla vittoria di questo imponente concorso canoro televisivo negli ultimi due anni, classificandosi al secondo posto sia nel 2025 che nel 2026. Cinque Paesi, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno boicottato l'edizione di Vienna (un fatto inedito), rifiutandosi di partecipare alla celebrazione musicale insieme a Israele; hanno contestato le modalità con cui Israele ha condotto la guerra nella Striscia di Gaza in risposta agli attacchi del 7 ottobre 2023.
In futuro, qualora un Paese fosse ritenuto non idoneo a ospitare l'Eurovision, l'Ebu individuerà un paese ospitante alternativo. L'organizzazione dell'evento avverrà "a proprio nome e non sarà tenuta a realizzarlo per conto di un altro membro". L'Ucraina ha ospitato l'Eurovision Song Contest a Kiev nel 2017, nonostante nell'est del Paese fosse in corso dal 2014 un conflitto che vedeva coinvolti separatisti filorussi sostenuti da Mosca. Tuttavia, nel 2023, l'Ucraina pur avendo vinto l'edizione del 2022 non ha potuto ospitare la manifestazione a causa della guerra scatenata dall'invasione su larga scala da parte della Russia. L'Eurovision Song Contest si è quindi tenuto a Liverpool, nel Regno Unito, per conto dell'Ucraina.