Perché tutti dovrebbero mettere sempre una tazza in lavastoviglie: è indispensabile - Webnews

Soprattutto nelle case dove calcare, grasso e residui di cibo finiscono per sporcare filtri, guarnizioni e bracci di lavaggio, costringendo la macchina a lavorare peggio. Non è una scorciatoia miracolosa, né sostituisce la manutenzione indicata dal produttore. Però, fatto con regolarità e buon senso, può evitare sprechi e qualche guasto di troppo. Un gesto semplice. A patto di farlo bene.

Con il passare dei mesi, la lavastoviglie perde colpi. Succede perché all’interno si accumulano calcare, grasso e impurità: finiscono nel filtro, sulle guarnizioni, sulle pareti e nei bracci di lavaggio. L’acqua circola peggio, il detersivo rende meno. E il risultato si vede: piatti opachi, bicchieri segnati, stoviglie che non escono pulite al primo giro.

Quando la macchina lava male, la reazione più comune è scegliere programmi più lunghi o temperature più alte. È qui che i consumi aumentano. Una lavastoviglie sporca può usare più acqua ed energia e, col tempo, diventare più fragile. Il calcare, soprattutto nelle zone con acqua dura, può ridurre la resa della resistenza e creare problemi ai componenti interni.

Non è soltanto una questione di pulito. Una macchina trascurata può portare a cattivi odori, scarico lento e lavaggi da ripetere. Tradotto: sprechi. “Se il filtro è ostruito, l’acqua gira male e il detersivo lavora peggio”, spiegano spesso i tecnici quando vengono chiamati su apparecchi ancora abbastanza nuovi. Prima arrivano i segnali. Poi, se si insiste, arriva il guasto.

Il trucco della tazza: aceto, limone o bicarbonato nel ciclo a vuoto

Il trucco della tazza è molto semplice: si mette nella lavastoviglie vuota una tazza con aceto di sidro, oppure con succo di limone o bicarbonato di sodio, e si avvia un ciclo senza piatti. Secondo il consiglio rilanciato dal sito francese, l’operazione andrebbe fatta circa una volta al mese, così da tenere l’interno più pulito e limitare i depositi.

Mano che posa una tazza bianca con liquido nel cestello inferiore di una lavastoviglie aperta
Una tazza nel cestello della lavastoviglie durante un ciclo a vuoto: il gesto semplice per la pulizia mensile e consumi più bassi.

Prima si svuota la macchina. Poi si controlla che sul fondo non siano rimasti pezzi di cibo o residui grossolani. A quel punto si sistema la tazza nel cestello superiore, o comunque in un punto stabile, e si avvia il ciclo a vuoto. Meglio seguire sempre il manuale del proprio modello ed evitare prodotti aggressivi o miscugli improvvisati.

L’aceto e il limone sono usati da tempo contro odori e depositi leggeri. Il bicarbonato, invece, può aiutare a rimuovere sporco e residui. Serve però prudenza: non tutti i produttori consigliano l’uso frequente di sostanze acide, come l’aceto, su guarnizioni e parti delicate. Prima di farne un’abitudine, quindi, conviene dare un’occhiata alle istruzioni. Un controllo veloce può evitare danni inutili.

Programma eco, filtro pulito e carico giusto: così si tagliano gli sprechi

La tazza nel ciclo a vuoto aiuta a tenere in ordine la macchina, ma il risparmio vero nasce dalle abitudini di tutti i giorni. La prima è usare il programma eco, presente su molti modelli recenti. Dura di più, è vero, ma lavora a temperature più basse e consuma meno energia rispetto ai cicli intensivi. Per stoviglie normalmente sporche, spesso basta e avanza.

Conta anche il tipo di elettrodomestico. Una lavastoviglie in classe energetica alta, oggi indicata dalle etichette europee con scala da A a G, può consumare meno acqua e meno elettricità rispetto a modelli vecchi o poco efficienti. Il risparmio non si vede in un solo lavaggio. Si vede alla distanza, ciclo dopo ciclo, settimana dopo settimana.

Poi c’è il filtro, il grande dimenticato. Va tolto e pulito con regolarità, perché trattiene cibo e grasso. Se si intasa, l’acqua non gira bene e il lavaggio peggiora. Anche il carico corretto fa la differenza: piatti distanziati, bicchieri ben fermi, pentole sistemate senza bloccare i bracci irroratori. Una lavastoviglie piena, ma non schiacciata, lava meglio. E non costringe a rifare tutto da capo.

Gli errori da evitare: troppo carico, risciacquo inutile e stop a metà ciclo

Uno degli errori più frequenti è il sovraccarico della lavastoviglie. Riempirla fino all’ultimo spazio può sembrare una furbata, ma spesso succede il contrario: l’acqua non arriva ovunque, il detersivo resta intrappolato e alcune stoviglie escono ancora sporche. Risultato: si rilava. E lo spreco raddoppia.

Da rivedere anche il risciacquo preventivo sotto il rubinetto. Togliere i pezzi di cibo più grandi va bene. Lavare i piatti prima di metterli in macchina, invece, significa consumare acqua senza motivo. Molti detersivi, tra l’altro, funzionano meglio quando trovano sporco da sciogliere. Il consiglio pratico degli installatori è sempre lo stesso: “Basta raschiare, non serve prelavare”.

Meglio non interrompere un programma già avviato, se non è necessario. Aprire lo sportello o fermare il ciclo può cambiare tempi, temperatura e asciugatura, con risultati meno efficaci. Alla lunga, queste cattive abitudini pesano sui consumi, sulle prestazioni e sulla durata dell’elettrodomestico. La regola resta semplice: manutenzione mensile, filtro pulito, programma adatto e carico ordinato. La lavastoviglie ringrazia. E anche la bolletta.