
Nel riquadro, la ferita alla testa di Abderrahim Fakir. Sullo sfondo, i tentativi degli agenti di calmarlo
Bologna, 27 luglio 2026 – È una tragedia che prende forma un frame alla volta, quella di Abderrahim Fakir. La morte del 42enne deceduto al culmine di un fermo di polizia al Pilastro, prima periferia di Bologna, ha ancora particolari da svelare e la dinamica di quanto accaduto, così come i suoi protagonisti e il ruolo avuto nella tragedia, vengono svelati dalle immagini che in questo momento occupano la concentrazione degli investigatori. A partire dai frame della bodycam di uno dei due agenti intervenuti per contenere Fakir. Un dispositivo il cui girato restituisce ora un nuovo spezzone di una decina di secondi.
Le fasi finali del contenimento
Immagini in cui si vede l’agente tenere la testa del 42enne premuta sull’asfalto, mentre frontalmente altri due comuni cittadini si avvicinano. Sono le fasi finali del contenimento, poco prima che Abderrahim perdesse i sensi. In questo frangente, oltre al ragazzo a torso nudo che sin da subito è stato identificato come il cittadino che più attivamente e più a lungo ha aiutato gli agenti a bloccare Fakir, la bodycam immortala un altro giovane, maglia bianca e piedi scalzi, chinarsi sul 42enne prendendolo per una spalla, agevolando con questo gesto l’ammanettamento di Abderrahim.

Abderrahim Fakir, morto al Pilastro domenica 19 luglio a 42 anni
Sono 4 i passanti che hanno aiutato gli agenti
Sarebbero quattro in tutto i civili che hanno preso parte, con tempi e modalità diverse tra di loro, all’azione di contenimento. Prima che i poliziotti si rendessero conto che il 42enne era privo di sensi, con il successivo disperato tentativo di rianimazione da parte dei sanitari. Un fermo che ha portato sin da subito all’apertura di un fascicolo d’inchiesta modello 45-bis per omicidio colposo, con l’annotazione preliminare dei due agenti di polizia e i quattro sanitari del 118 intervenuti.
Acquisita una telecamera
Nell’ambito di tale indagine la squadra mobile è al lavoro per setacciare ogni secondo della tragedia del Pilastro. A tal proposito potrebbe essere d’aiuto anche una telecamera acquisita in questi giorni dagli investigatori. Un dispositivo situato nella zona in cui Fakir ha perso la vita, tra via Panzini e via Svevo, e che potrebbe avere ripreso in tutto o in parte gli istanti dell’intervento: da quando l’uomo inizia a dare in escandescenze a quando, dopo quasi un’ora, perde la vita.
L’ascolto dei testimoni
Parallelamente alle indagini sulle immagini della tragedia, l’inchiesta nelle mani dei pm Arienti e Ambrosino (coordinati dal procuratore capo Paolo Guido) procede anche con l’ascolto di diversi testimoni. A cominciare, questo pomeriggio, dai familiari di Fakir.
I familiari di Fakir
In procura sono stati convocati per le 15, e poi usciti esattamente due ore dopo, Yossra, Mohamed e Khadija Fakir, rispettivamente nipote, fratello e sorella di Abderrahim. I tre, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo, a quanto si apprende hanno parlato ai pm per ricostruire la figura del parente. Chi era Abderrahim, cosa facesse e soprattutto anche gli ultimi due travagliati mesi di vita del 42enne, in cui si erano verificate almeno due crisi psichiche prima di quella del Pilastro.
Attesa per gli altri esami
Nel grande mosaico di un’indagine difficile e articolata, la chiave di volta potrebbe arrivare nelle mani dell’autorità giudiziaria quando verranno depositati gli esiti definitivi dell’autopsia. L’esame, "molto complesso” per usare le parole dei periti, ha già restituito alcuni dati oggettivi come lo schiacciamento dei polmoni di Fakir e la presenza massiccia di sangue negli organi respiratori. Ma quando tali circostanze si siano verificate, come e, soprattutto, per responsabilità di chi o cosa sono in via di definizione. Ecco perché occorreranno ancora tanti altri esami specifici a partire dall’analisi del cuore di Fakir. L’organo, asportato durante l’autopsia, a fine agosto verrà esaminato dall’anatomopatologa Cristina Basso, per poi passare tutto il pool di consulenti all’esame degli esiti tossicologici a inizio settembre. Presumibilmente, secondo questa tabella di marcia, a metà settembre sarà dunque la volta degli esami istologici sui campioni di tessuto.