- Home
- Cronaca
- Fakir e la guerra delle perizie: “Aveva problemi medici pregressi”. Il legale: “Sono tutte illazioni”
Dagli esami sul 42enne morto durante il fermo di polizia emergerebbero scompensi. Ma per un quadro definitivo si attende la relazione complessiva dei medici

L’intervento degli agenti terminato nell’immobilizzazione di Fakir (a destra) che ne ha causato la morte il 19 luglio

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google
Bologna, 16 settembre 2026 – È un quadro di problematiche di salute pregresse quello che starebbe emergendo dal compendio di accertamenti ancora in corso e a corredo dell’autopsia svolta a fine luglio sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto al quartiere Pilastro di Bologna al culmine di un contenimento di polizia, lo scorso 19 luglio. Un grave quadro di salute per cui comunque sono ancora attesi gli esiti specifici – anche su eventuali cause di tale condizione – da tutti gli approfondimenti che sta compiendo il pool di esperti incaricati dalla procura di Bologna. Mancano su tutti gli esiti degli esami istologici eseguiti sugli organi di Fakir, cuore compreso.

I filmati degli scontri di piazza all'indomani della morte di Abderrahim Fakir al Pilastro di Bologna
Non escluse problematiche di salute importanti
Ma mentre dall’esame esterno era emerso inizialmente che l’organo cardiaco del 42enne morto ammanettato fosse normoconformato, ciò non ha escluso che su Fakir gravassero comunque altre problematiche di salute importanti, compresi a quanto trapela altri scompensi degli organi. Circostanze su cui il parere del consulente di parte della difesa dei familiari di Fakir è netto: “Sono illazioni speciose”, scandisce il professor Vittorio Fineschi, mentre l’avvocato Fabio Anselmo sostiene: “Non ci sono al momento risultanze anche solo parziali. E tutto questo sarebbe comunque giuridicamente irrilevante”.
Segni di schiacciamento e compressione dei polmoni
L’elemento resta infatti da inserire nel contesto più ampio che piano piano sta prendendo forma intorno alla tragedia di Bologna, per cui sin da subito è stato stabilito anche come Fakir presentasse segni di schiacciamento e compressione dei polmoni, con sversamento ematico all’interno. Ancora, i test tossicologici preliminari hanno rilevato tracce di cocaina nell’organismo, sebbene anche qui manchino per ora all’appello i risultati più dettagliati del tossicologico: così da dire quanta sostanza stupefacente e quando essa sia stata assunta dall’uomo ed eventuale rilevanza o meno. La risposta definitiva e attesa nei prossimi giorni dalla procura è dunque la causa della morte di Fakir, sulla base dell’incrocio di tutti questi elementi acquisiti e in via di acquisizione e il raffronto degli stessi per stabilire con certezza perché il 42enne sia morto.
Accertamenti tecnici a supporto dell’inchiesta aperta
Nell’attesa delle risposte dalla relazione sull’autopsia, continuano anche gli accertamenti tecnici a supporto dell’inchiesta aperta a modello 45-bis dalla procura di Bologna. In particolare, il lavoro del Ris di Parma – che nelle scorse settimane aveva compiuto una ricostruzione tridimensionale di via Svevo, dove Fakir è morto – si sta concentrando ora nella ricostruzione dinamica dell’azione dei due agenti di polizia che hanno contenuto il 42enne marocchino. Proprio il ’film’ di quella mattina (assemblato dagli investigatori grazie alle immagini 3D), il filmato della bodycam e la quindicina di video amatoriali girati dai residenti, saranno utili per ripercorrere passo dopo passo l’azione degli agenti e verificare eventuali scostamenti dal protocollo d’azione oppure no.
La ricostruzione tridimensionale della sequenza di contenimento
Allo stesso tempo, la ricostruzione tridimensionale della sequenza di contenimento sarà utile a chi indaga anche per le verifiche del caso sulla condotta dei quattro operatori della Croce Rossa intervenuti, che assieme ai due poliziotti completano il numero di sei persone iscritte nel fascicolo a modello 45-bis e per cui al momento è attivo lo ’scudo penale’. Il lavoro degli inquirenti si sta concentrando anche sul momento esatto in cui Fakir è morto. Così da stabilire se l’intervento dei sanitari e il tentativo di rianimazione è stato compiuto tardivamente oppure quando ormai non c’era già più nulla da fare. Infine, continuano le ricerche del secondo cellulare ricondicibile a Fakir, mentre dal primo dispositivo sono stati estratti dati utilizzati per ricostruire le ultime ore del 42enne, in particolar modo la sera prima della tragedia del Pilastro.
© Riproduzione riservata