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- Femminicidio: vandali al memoriale di Samanta: “Il ricordo è più forte dello sfregio”
Foto strappate e vasi rovesciati nel luogo in cui, al Barco, si ricorda la donna. La Conferenza donna democratiche: “Portiamo un fiore, un pensiero, una luce. Atto di partecipazione”

Samantha Zironi, uccisa con una coltellata

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Ferrara, 31 agosto 2026 – “È molto triste vedere vandalizzato un luogo della memoria. I rifiuti abbandonati, le fotografie strappate e i vasi di fiori rovesciati nello spazio dedicato a Samanta Zironi rovinano un luogo nato spontaneamente dalla sensibilità di persone che conoscevano Samanta, per ricordarla e dire pubblicamente che la violenza contro le donne può colpire chiunque, anche chi ci abitata accanto”.
Con queste parole, Mascia Morsucci commenta, a nome della Conferenza donne democratiche, gli atti di vandalismo che, nei giorni scorsi, hanno interessato il piccolo angolo di ricordo nato vicino al condominio di via Gatti Casazza nel quale la donna è stata uccisa. Per la Conferenza donne democratiche “quel piccolo altare di memoria non è solo un simbolo. È qualcosa di più autentico: un gesto di cura. Un drappo rosso, alcune fotografie, fiori, un messaggio scritto a mano. Segni semplici capaci di tenere viva la coscienza di una comunità”.
La camminata per ricordarla
Alcune settimane fa, prosegue Morsucci, “le strade del Barco avevano accolto la camminata per Samanta. Eravamo in tanti. Una partecipazione intensa, costruita dall’impegno delle donne e dalla forza delle loro voci unite, che aveva trovato ascolto e condivisione. Chi ha compiuto quel gesto di spregio – prosegue – probabilmente non ha nemmeno un messaggio da lanciare o una causa da affermare. Forse non sapeva nemmeno chi fosse Samanta”. Per questo “la risposta non può essere soltanto l’indignazione. La risposta è ancora una volta la partecipazione. Portiamo ancora e di nuovo un fiore, un pensiero, una luce per Samanta. Restituiamo dignità a quello spazio e al significato che rappresenta. Facciamo in modo che a un gesto di incuria rispondano tanti gesti di attenzione”. Perché, conclude, “se una sola persona può strappare una fotografia, un’intera comunità può dimostrare che il ricordo di Samanta è più forte di qualsiasi sfregio. E che la memoria, quando viene condivisa, non può essere cancellata”.
Uccisa il 30 maggio: fermato il marito
Samanta Zironi, cinquant’anni, è stata trovata senza vita nel suo appartamento al civico 25 di via Gatti Casazza, al Barco, nella notte del 30 maggio. A chiamare i soccorsi è stato il marito, il 52enne Vladimiro Lombardi. La donna era a terra accanto al letto matrimoniale. A ucciderla, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato un colpo di coltello al torace. Al termine degli accertamenti, la polizia ha fermato Lombardi, il quale si è però sin da subito dichiarato estraneo ai fatti. L’uomo, indagato per il femminicidio della moglie, è stato portato in carcere.
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