Guerra in Ucraina, Trump vuole il faccia a faccia. La proposta del capo della Cia a Mosca: “Vertice con Putin e Zelensky”

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Il Cremlino: “Un incontro è possibile solo per finalizzare gli accordi”. La Russia si prepara ad “attacchi massicci” contro i siti energetici ucraini

Donald Trump con Vladimir Putin in Alaska il 15 agosto 2025 (AFP)

Donald Trump con Vladimir Putin in Alaska il 15 agosto 2025 (AFP)

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Roma, 31 agosto 2026 – Emergono i primi dettagli concreti della visita che il capo della Cia, John Ratcliffe, ha effettuato a Mosca nei giorni scorsi. Nel frattempo la guerra prosegue, con Kiev sotto una pioggia di fuoco da quattro notti e la Russia che prepara attacchi ancora più pesanti contro i siti energetici dell’Ucraina. Il segnale politico più rilevante arriva dalla missione del numero uno dell’intelligence americana: secondo Axios, Ratcliffe ha proposto un incontro trilaterale fra Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. La visita aveva anche l’obiettivo di capire se i vertici dei servizi russi potessero contribuire a convincere Putin a riprendere i negoziati con Kiev sotto la mediazione degli Stati Uniti.

Volodymyr Zelensky e Donald Trump a Washington (Afp)

Volodymyr Zelensky e Donald Trump a Washington (Afp)

Il tentativo c’è stato, ma i risultati non si vedono ancora, soprattutto da parte russa. Zelensky ha annunciato nuovi contatti con gli inviati del presidente degli Stati Uniti. “Stiamo facendo tutto il possibile perché la guerra non rimanga l’unica opzione per il futuro. È importante che l’America condivida molte delle nostre opinioni sulla situazione, sia al fronte sia per quanto riguarda gli attacchi”, ha detto il presidente ucraino.

Mosca: “Non ci sono le precondizioni per negoziati”

Da Mosca il copione non cambia. “Restiamo aperti ai negoziati, ma al momento non esistono le precondizioni”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, accusando Kiev di non voler “impegnarsi in una vera soluzione”. Quanto a un vertice fra Putin, Trump e Zelensky, Peskov ha ribadito che “un simile incontro è possibile solo allo scopo di formalizzare gli accordi”, perché il negoziato è “complesso e pieno di dettagli”. Il nodo dei territori resta il principale ostacolo: Mosca continua a rivendicare il Donbass, mentre il piano occidentale prevede cessate il fuoco, ritiro delle truppe dai territori contesi e una zona economica franca.

Continuano gli attacchi incrociati

Sul terreno l’escalation continua. Kiev è stata colpita per la quarta notte consecutiva da un massiccio attacco di droni. Zelensky ha riferito che negli ultimi quattro giorni la Russia ha impiegato quasi 1.500 velivoli senza pilota di vario tipo, circa 800 dei quali a propulsione a getto, più difficili da intercettare. Il sindaco Vitaliy Klitschko ha segnalato incendi e danni in diversi quartieri della capitale, anche a edifici civili. Intanto è salito a 38 il bilancio delle vittime del raid russo che ha colpito un deposito di armi e munizioni incuneato tra le abitazioni a Myla, vicino Kiev.

L’Ucraina continua a colpire in profondità le infrastrutture petrolifere russe: secondo i media, l’ultimo raid ha interessato una raffineria nell’oblast di Leningrado. Putin ha promesso rappresaglie e Mosca ha annunciato “attacchi massicci” contro le installazioni energetiche ucraine, una minaccia che preannuncia un altro inverno durissimo. Kiev chiede ai partner di rafforzare la difesa aerea e di anticipare parte dei fondi europei previsti per il 2027: il nuovo ministro della Difesa Yevhenii Khmara punta a coprire un deficit del bilancio militare di 27 miliardi di dollari.

La diplomazia vaticana

Sul fronte diplomatico, l’inviato vaticano monsignor Paul Gallagher, appena rientrato da Mosca, dove ha preparato la visita del cardinale Matteo Zuppi prevista per settembre, insiste sulla necessità di non isolare la Russia e di mantenere aperto il dialogo. Ma, almeno per ora, i segnali che arrivano dal Cremlino vanno nella direzione opposta.

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