Il Ministero della Salute ha deciso di imporre una decisa stretta sulla sicurezza, la custodia e la tracciabilità dei farmaci stupefacenti, a partire dal Fentanyl, all'interno delle strutture sanitarie pubbliche e private. Il dicastero ha infatti trasmesso alle Regioni una bozza di decreto che definisce standard minimi e uniformi su tutto il territorio nazionale. La nuova regolamentazione prevede l'installazione di casseforti certificate, sistemi di allarme anti-intrusione, accessi elettronici nominativi, impianti di videosorveglianza e l'obbligo di effettuare una verifica formale delle giacenze con conteggio delle scorte almeno ogni 48 ore. La misura, resa nota da QuotidianoSanità, arriva per contenere i rischi di deviazione di questi farmaci ad altissimo potenziale d'abuso verso i circuiti clandestini.
Il provvedimento
Il provvedimento trova la sua radice in un quadro di attenzione crescente che il Governo italiano aveva già formalizzato a marzo 2024 con il lancio del Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Il Fentanyl è uno stimato analgesico e anestetico impiegato nella terapia del dolore, ma caratterizzato da una potenza fino a cento volte superiore a quella della morfina. Sebbene in Italia l'uso ricreativo o illegale del farmaco sia rimasto limitato rispetto alle drammatiche dimensioni della crisi sanitaria negli Stati Uniti, le autorità di intelligence e sanitarie avevano comunque raccomandato di non abbassare la guardia, evidenziando la necessità di intensificare i controlli sui flussi e prevenire eventuali furti nelle strutture sanitarie.
A dare una spinta decisiva alla stesura delle nuove norme è stato un episodio di cronaca avvenuto tra il 22 e il 24 giugno 2026 presso la farmacia dell'Ospedale Israelitico di Roma.
In quell'occasione sono state sottratte 80 fiale di Fentanyl, una quantità rilevante che gli esperti stimano equivalente a circa duemila dosi sul mercato illegale. L'episodio ha fatto scattare l'intervento immediato dei Carabinieri del NAS e della Procura di Roma. Le indagini hanno presto messo in luce pesanti falle nei sistemi di vigilanza interni della struttura, portando all'iscrizione nel registro degli indagati di due custodi e spingendo la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Salute a intervenire per colmare le vulnerabilità riscontrate.Verso il via libera
Il decreto in fase di approvazione andrà a regolamentare un ampio spettro di ambiti, interessando le farmacie ospedaliere e territoriali, i singoli reparti, i magazzini centralizzati, gli istituti penitenziari e perfino i servizi veterinari. Tra le prescrizioni principali stabilite dal Ministero vi è il divieto assoluto di deleghe generiche in materia di vigilanza sui farmaci, unito all'obbligo di tracciare in modo puntuale ogni passaggio di chiavi o credenziali digitali. Inoltre, per il trasporto interno delle sostanze tra un reparto e l'altro, diventerà indispensabile utilizzare contenitori antieffrazione e sigillati.
Infine, il testo impone procedure estremamente rigide in caso di anomalie: qualora si verifichino furti, manomissioni o discrepanze durante i controlli periodici, le strutture saranno tenute a inviare una comunicazione formale al responsabile entro dodici ore, ad avviare un conteggio straordinario immediato delle scorte e a segnalare tempestivamente l'accaduto sia all'Agenzia Italiana del Farmaco sia alle autorità giudiziarie. Dall'entrata in vigore del decreto, gli enti e gli ospedali avranno 60 giorni di tempo per adeguare i propri protocolli e dotarsi delle tecnologie necessarie.
Ultimo aggiornamento: lunedì 7 settembre 2026, 17:11
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