VENEZIA - La stretta sul Fentanyl arriva anche in Veneto. In questa estate contrassegnata dal clamoroso furto su commissione all’Israelitico di Roma, la Regione ha trasmesso alle aziende sanitarie e ospedaliere, così come alle strutture private accreditate e alle farmacie territoriali, una circolare che dispone un ulteriore rafforzamento dei controlli per impedire l’uso e la circolazione impropri di medicinali contenenti l’oppioide sintetico e i suoi derivati. Sulla base delle linee guida stilate del ministero della Salute, viene indicata come «obiettivo prioritario» l’adozione «di specifiche procedure operative riguardanti il controllo delle scorte (attraverso l’esecuzione di inventari periodici e il corretto utilizzo dei registri di carico e scarico), la verifica dell’integrità delle confezioni e la limitazione dell’accesso ai farmaci, da consentirsi esclusivamente a personale autorizzato e adeguatamente formato».
Cos'è
La nota è stata inviata da Giovanna Scroccaro, responsabile della direzione regionale Farmaceutico, protesica e dispositivi medici. In particolare negli allegati viene specificato che «in Italia il Fentanyl è utilizzato per scopi consentiti e sotto controllo medico come anestetico generale negli interventi di chirurgia maggiore e per la gestione del dolore cronico grave che richiede la somministrazione continua a lungo termine di oppioidi», nonché «per il trattamento del dolore episodico intenso in pazienti già in terapia di mantenimento con un oppioide per il dolore cronico da cancro». Il problema è dovuto all’impiego, al di fuori dell’uso chirurgico e terapeutico, dei fentanili sintetizzati illecitamente, ad esempio nella variante «10.000 volte più potente della morfina». Non a caso «negli Stati Uniti e in Europa si è registrato un numero significativo di decessi» in seguito all’assunzione di queste sostanze, spesso in combinazione con l’eroina, presentate con nomi suggestivi che rischiano di attutire la percezione del rischio. È il caso ad esempio della polvere, di colore giallo chiaro, chiamata “White Persian” e contenente anche i “paper trips”, cioè pezzi sottili di cartone impregnati con Fentanyl. Devastanti le conseguenze provocate dal suo abuso, tanto da meritarsi il triste appellativo di “droga degli zombie”. La documentazione spedita ai direttori generali e ai farmacisti dà conto degli effetti dovuti alla dipendenza: «Sintomi caratteristici di astinenza (sudorazione, ansia, diarrea, dolori ossei, crampi addominali, brividi o cute anserina – secca e rugosa, ndr. –) si manifestano quando l'uso è interrotto. Possono verificarsi interazioni gravi quando il Fentanyl è miscelato con l’eroina, cocaina, alcool o altri depressivi del sistema nervoso centrale, ad esempio benzodiazepine». L’overdose determina gravi problemi di respirazione. «La morte improvvisa – è evidenziato – può verificarsi a causa di arresto cardiaco o grave reazione anafilattica. La dose letale stimata di Fentanyl negli esseri umani è di 2 milligrammi».
Raccomandazioni
A fronte di tutto questo, l’area Sanità raccomanda «di segnalare tempestivamente alle autorità competenti eventuali casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette o dei medicinali», con «l’obbligo di comunicare» gli episodi anche alla direzione Farmaceutico. In queste settimane le indicazioni impartite dalla Regione vengono recepite dalle varie aziende venete, per essere declinate all’interno delle rispettive strutture organizzative. Ecco allora i controlli periodici delle scorte, attraverso inventari programmati per verificare la corrispondenza tra giacenze fisiche e documentazione registrata. Ma anche gli accertamenti sull’integrità delle confezioni e le ispezioni di sicurezza nei vari reparti ospedalieri in cui il Fentanyl viene utilizzato per gli scopi anestetici o terapeutici. L’obiettivo è evitare che le fiale vengano rubate o comunque distribuite impropriamente.