Ferragosto a Napoli, l'editoriale del direttore: il crinale di metà agosto

C'è un momento preciso, nel cuore della stagione, in cui i tramonti iniziano ad allungarsi. È il giorno di Ferragosto: non soltanto una pausa di mezza estate, ma un vero spartiacque del calendario e anche dell’anima. Da questo crinale in poi, l’estate – mai torrida come quest'anno – inizia la sua dolce discesa. Si stacca la spina ancora per un po', sì, ma sotto pelle si avverte già quell'inquietudine buona della ripartenza. Quel retrogusto un po’ acre che si avverte nei pomeriggi della domenica. Si comincia a guardare a settembre, all'autunno che viene, a tutto quello che ci aspetta. E quest’anno è davvero tanto. Napoli arriva a questo snodo a testa alta, spinta dal vento di un turismo ormai costante anche ad agosto. Un flusso incessante di visitatori, italiani e stranieri, ha riempito le strade, i vicoli del centro storico, imusei e le coste, confermando la città come una delle grandi capitali culturali ed emotive d'Europa, in una stagione che ha visto anche le altre perle della Regione - dalle isole e Pompei al Cilento, dalla Reggia di Caserta all'offerta alternativa delle zone interne ricche di frescura e buon cibo - contribuire con ottimi numeri all'offerta complessiva della Campania. Eppure il meglio, per la nostra vetrina internazionale, deve ancora venire. Soprattutto per Napoli. L'autunno che ci attende si preannuncia straordinario, proiettando la nostra città al centro del panorama sportivo e d'élite mondiale. L'America's Cup, il grande circuito della vela, torna ad abbracciare il mare del Golfo, portando le sfide tecnologiche e sportive più affascinanti del pianeta in uno scenario unico al mondo.

I campionati Europei di volley, in una cornice d'eccezione come Piazza del Plebiscito, trasformeranno il salotto della città in un'arena a cielo aperto. Il tutto mentre il cuore azzurro del Napoli che celebra i 100 anni già scalpita per la ripresa, a giorni, del campionato.

Napoli, dunque, si scopre sempre più forte e capace di attrarre. Eppure, proprio mentre lo sguardo si allunga verso questi orizzonti luminosi, non è possibile voltarsi dall'altra parte. Il quadro di questa estate caldissima non sarebbe onesto se raccontasse solo i numeri positivi del turismo o l'attesa dei riflettori internazionali. Perché, a pochi chilometri dal centro, la terra trema e la paura resta. Il territorio di Pozzuoli e dei Campi Flegrei sta vivendo mesi di profonda angoscia. Le forti scosse legate al bradisismo hanno riaperto nelle ultime settimane ferite antiche e mai davvero rimarginate, lasciandosi dietro case inagibili, attività in ginocchio e la tragedia umana degli sfollati. Non può esserci vera festa a Napoli, allora, se una parte del suo cuore pulsante, la orgogliosa comunità flegrea, vive nell'ombra dell'ansia e dell'abbandono.

Ferragosto ci consegna questa realtà a due facce, tipica di questa terra da sempre abituata a convivere con la bellezza assoluta e la fragilità estrema. La ripresa di settembre dovrà viaggiare su due binari: valorizzare l'orgoglio e l'energia dei grandi eventi in arrivo, dimostrando la capacità organizzativa e la maturità di una grande metropoli e pretendere risposte e vicinanza concreta per Pozzuoli e le zone colpite dal bradisismo. Qui ci auguriamo fortemente che la Politica trovi la sintesi di una strada condivisa, come pure in questi giorni hanno auspicato autorevoli rappresentanti delle istituzioni governative, regionali e locali, pur da diverse posizioni e livelli di responsabilità. Ciò avvenga all'insegna dell'efficienza, delle risposte ineludibili e strutturali non più figlie dell'emergenza. L'estate va verso il suo tramonto, ma l'autunno che ci aspetta richiede lucidità, solidarietà e coraggio. Epperò con la certezza, tipicamente napoletana e nel dna della Campania, che non c'è scossa o ripartenza che possa trovarci impreparati, purché si resti uniti.