Medio Oriente
Il presidente del Comitato dei capi di Stato Maggiore avrebbe parlato con altri consiglieri del Presidente Trump. In Yemen in corso scontri con miliziani filo-sauditi. Libano, intensi bombardamenti israeliani a Nabatieh
Artiglieria israeliana nel Sud Libano,07082026 (afp)
Artiglieria israeliana nel Sud Libano,07082026 (afp)
Almeno tre palestinesi feriti nella Striscia di Gaza
Almeno tre palestinesi sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco a Nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo rende noto al Jazeera, che cita il Nasser medical complex, e attribuisce la responsabilità dell'attacco agli israeliani.
Libano: all'alba raid israeliani vicino al Mansouri
Raid israeliani vicino alla città libanese di al Mansouri. Lo riporta l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Secondo la Nna, all'alba, i bombardamenti hanno danneggiato diverse abitazioni nella zona.
Accordo Libano-Israele su 'rosa' per guida monitoraggio disarmo
Libano e Israele hanno raggiunto un accordo su una lista ristretta di Paesi che potrebbero inviare truppe per monitorare il disarmo di Hezbollah, in base a un accordo mediato dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato un funzionario libanese, aggiungendo che saranno gli Stati Uniti a selezionare i Paesi dalla lista. Il funzionario - stando a quanto riporta Haaretz - si e' rifiutato di rivelare i nomi dei Paesi presenti nella lista o il loro numero. Un altro funzionario libanese e due diplomatici stranieri avevano precedentemente dichiarato che Israele e gli Stati Uniti avevano posto il veto sulla Francia. La lista e' stata stilata durante gli incontri tra Libano e Israele nell'ambasciata statunitense a Roma questa settimana, l'ultimo ciclo di colloqui sull'attuazione dell'accordo del 26 giugno che lega il progressivo ritiro delle truppe israeliane dal Libano al disarmo di Hezbollah, che verrebbe "verificato" da una terza parte.
Presidenza palestinese elogia patto della Mecca
La Presidenza palestinese ha accolto con favore la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, descrivendolo come un importante passo strategico per rafforzare la sicurezza e la cooperazione in tutto il mondo islamico. In una dichiarazione, la presidenza ha ribadito l'auspicio della Palestina che l'accordo funga da punto di partenza per il rafforzamento del "sistema di sicurezza collettiva arabo e islamico". Poi, ha sottolineato che un quadro di sicurezza unificato è essenziale per proteggere la regione, sostenendo al contempo i diritti dei palestinesi e la legittima lotta per "porre fine all'occupazione israeliana e istituire uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale".
Esercito yemenita, condotta azione militare contro Houthi
Il portavoce delle forze armate yemenite afferma che l'esercito ha condotto operazioni contro le forze e le attrezzature degli Houthi su diversi fronti lungo le linee di contatto. In un video trasmesso da Yemen TV, il portavoce ha dichiarato che l'azione è stata una risposta a quelli che ha definito ripetuti attacchi degli Houthi contro le forze governative e i civili. Ha affermato che l'operazione ha raggiunto i suoi obiettivi e ha avvertito che ulteriori attacchi da parte degli Houthi sarebbero stati contrastati con una risposta militare "senza alcuna clemenza".
Houthi proseguono offensiva, almeno 12 attacchi missili
Gli Houthi promettono che gli attacchi contro gli "alleati dell'Arabia Saudita" continueranno. Secondo quanto riportato, gli Houthi hanno lanciato almeno 12 attacchi missilistici contro la provincia orientale di Hadramout e quella di Marib. Si tratta di due delle principali roccaforti del governo yemenita che negli ultimi due giorni sono state oggetto di attacchi da parte del gruppo yemenita. Secondo i funzionari di Ansarullah Houthi, questi attacchi missilistici e con droni continueranno contro coloro che definiscono "alleati dell'Arabia Saudita" o "proxy sauditi" sul suolo yemenita. Questa è l'accusa rivolta al governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. Secondo le sue ultime dichiarazioni, il movimento Houthi ritiene che il governo stia coordinando con l'Arabia Saudita una potenziale offensiva militare via terra contro le posizioni di Ansarullah Houthi. Naturalmente, anche il governo yemenita ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui afferma che l'unico modo per porre fine a questo conflitto è che il governo di Ansarullah a Sanaa rinunci al potere e al controllo sulle aree attualmente sotto la sua giurisdizione. La maggior parte delle province yemenite rimane sotto il controllo di Ansarullah Houthi, e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale intende avvalersi del sostegno saudita per cercare di spodestarli dal potere
Media Iran, in Yemen in corso scontri con miliziani filo-sauditi
Fonti di informazione hanno riferito che i questo momento sono in corso intensi scontri tra le forze yemenite e i miliziani affiliati all'Arabia Saudita nella parte occidentale del paese.
Cnn, Capo di Stato Maggiore Caine cerca via d'uscita da guerra
Nelle ultime settimane, il generale Dan Caine, presidente del Comitato dei capi di Stato Maggiore, ha chiarito in privato ad altri consiglieri di alto livello di Trump che gli Stati Uniti devono trovare una via d'uscita dalla guerra con l'Iran. E' quanto riporta la Cnn. Per Caine la mossa sarebbe necessaria poiché le opzioni militari sul tavolo per intensificare il conflitto potrebbero ritorcersi contro di loro e la sola potenza aerea difficilmente consentirà di raggiungere gli obiettivi dichiarati dal presidente Donald Trump, secondo tre fonti informate sulla questione.
Nabatieh, intensi bombardamenti israeliani
L'altura di Ali Taher, alla periferia di Nabatieh Al-Fawqa, è oggetto di intensi bombardamenti di artiglieria israeliani.
Iran, export petrolio si ferma a causa blocco navale Usa di luglio
Nessuna petroliera ha caricato greggio sull'isola di Kharg, principale terminale iraniano per le esportazioni petrolifere, da almeno una settimana. I dati più recenti sul traffico marittimo e le immagini satellitari, riferisce il Jerusalem Post citando a sua volta il Financial Times, suggeriscono che il rinnovato blocco navale statunitense abbia di fatto fermato le vendite di petrolio greggio di Teheran. Gli Stati Uniti hanno reintrodotto a metà luglio il blocco navale dei porti iraniani, dopo il fallimento di un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Le operazioni sull'isola di Kharg, strategica per l'industria petrolifera iraniana, si sono fermate il 31 luglio, secondo Kpler ed Energy Aspects, società specializzate nell'analisi dei mercati globali dell'energia, delle materie prime e dei trasporti marittimi. Le immagini satellitari hanno inoltre mostrato che tutti e tre gli attracchi dell'isola erano “vuoti da un periodo prolungato”, secondo la società di intelligence marittima Windward. Martedì erano ancorate nell'area di attesa intorno a Kharg appena 16 navi, il livello più basso dall'inizio di luglio. Circa nove barili di greggio iraniano esportato su dieci vengono caricati sulla piccola isola corallina nel Golfo settentrionale, poiché gran parte della costa iraniana è troppo bassa per consentire l'attracco delle grandi petroliere. “Il blocco è efficace, nel senso che non c'è molto traffico di petroliere in entrata o in uscita”, ha spiegato Richard Bronze, responsabile della geopolitica di Energy Aspects. Secondo Bronze, tuttavia, la perdita dei proventi derivanti dalle esportazioni non dovrebbe esercitare nell'immediato pressioni su Teheran affinché faccia concessioni nei negoziati con gli Stati Uniti. L'Iran, ha osservato, ritiene di avere il vantaggio sullo Stretto di Hormuz ed è disposto ad assorbire pesanti conseguenze economiche per sfruttare tale posizione. Secondo il Financial Times, l'Iran ha continuato a caricare petroliere a Kharg durante i sei mesi di guerra con Stati Uniti e Israele, rendendo l'attuale paralisi una delle più lunghe dall'inizio del conflitto. La United Against Nuclear Iran (UANI), organizzazione con sede a Washington che monitora le spedizioni di petrolio iraniano, ha riferito di non aver individuato, dal 12 luglio, alcuna petroliera carica di greggio iraniano riuscita a lasciare il Golfo. Per il momento Teheran continua a incassare i ricavi derivanti dai carichi partiti dal Golfo durante il cessate il fuoco e che stanno raggiungendo soltanto ora i clienti asiatici. Secondo UANI, 26 petroliere battenti bandiera iraniana sono arrivate nelle acque al largo della Malesia, dove il petrolio iraniano viene spesso trasferito da una nave all'altra prima di essere inviato alle raffinerie cinesi. Secondo Bronze, Teheran potrebbe beneficiare anche dell'aumento dei prezzi del petrolio prima che quei barili vengano effettivamente venduti. Nelle prossime settimane, tuttavia, anche questa fonte di entrate potrebbe esaurirsi. “La sabbia sta finendo nella clessidra» per quanto riguarda la durata di questa capacità di generare ricavi, ha affermato l'analista. Il blocco impedisce inoltre all'Iran di ricostituire la disponibilità di petroliere vuote da utilizzare per i nuovi carichi a Kharg. Le navi che hanno già scaricato il greggio in Asia non sono rientrate nelle acque iraniane: secondo UANI, alcune sono ferme al largo dello Sri Lanka, mentre altre sono state avvistate vicino all'Oman e al Pakistan. Il Brent, riferimento internazionale per il prezzo del greggio, era quotato venerdì a poco meno di 82 dollari al barile a Londra, mentre gli operatori attendono un accordo che consenta di ripristinare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Alti funzionari del ministero degli Esteri iraniano hanno riferito questa settimana di aver raggiunto un'intesa con l'Oman sulle coordinate geografiche di una nuova rotta marittima attraverso lo Stretto. Tuttavia, dal mercoledì non sono emersi segnali di ulteriori progressi. Quel giorno le parti avevano dichiarato che una dichiarazione congiunta era nelle ”fasi finali". Lo stop alle operazioni a Kharg non ha ancora provocato un significativo aumento del livello delle scorte nei serbatoi dell'isola, secondo Energy Aspects. Questo potrebbe indicare che Teheran ha già iniziato a ridurre la produzione nei propri giacimenti per evitare di esaurire lo spazio disponibile per lo stoccaggio. I negoziati tra Iran e Oman si stanno svolgendo bilateralmente, ma una fonte informata sulla situazione ha riferito al Financial Times che, qualora venisse raggiunto un accordo accettabile per le parti, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco e ripristinerebbero l'esenzione dalle sanzioni sul petrolio, consentendo agli acquirenti di tornare a comprare liberamente il greggio iraniano.
Stretto di Hormuz (ipa)
Libano, Israele bombarda Al Mansouri
L'agenzia di stampa nazionale libanese (NNA) riferisce che la città di al-Mansouri, nel sud del Libano, è stata oggetto di intensi bombardamenti di artiglieria israeliani. Secondo quanto riportato da NNA, l'attacco ha provocato l'incendio di un'abitazione in città.
Fonti Usa, prevediamo accordo con Oman su Hormuz a a breve
Un alto funzionario americano ha dichiarato a Reuters che Iran e Oman stanno procedendo verso un accordo sulla riscossione dei pedaggi nello Stretto di Hormuz, aggiungendo che "ci aspettiamo un accordo a breve". Allo stesso tempo, il funzionario ha affermato che "una volta raggiunto un accordo che permetta agli scambi commerciali di proseguire senza problemi, gli Stati Uniti revocheranno il blocco dei porti iraniani".
Onu, 82% di edifici a Gaza risulta danneggiato
Nella Striscia di Gaza circa l'82 per cento degli edifici risulta danneggiato. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Farhan Haq, citando i dati del Centro satellitare delle Nazioni Unite. "Si tratta di oltre 200 mila strutture danneggiate in qualche misura, e si stima che due terzi di esse siano state completamente distrutte", ha aggiunto. Dall'ottobre scorso, ha ricordato, il numero degli edifici distrutti è aumentato del 9 per cento. La maggior parte dei 2,1 milioni di abitanti di Gaza è ancora sfollata e vive in condizioni precarie.
Distruzioni a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, il 31 luglio 2026 (AFP)
Pezeshkian: "Gli Usa vogliono una spaccatura tra noi e i Paesi vicini"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che l'Iran non cerca la guerra né l'espansione territoriale, ma non cederà alla "coercizione". In dichiarazioni riportate dall'emittente iraniana IRIB, Pezeshkian ha affermato che l'Iran agisce unicamente per perseguire le proprie capacità di difesa e la propria sicurezza. Ha ribadito le affermazioni di Teheran secondo cui gli Stati Uniti avrebbero utilizzato basi nei Paesi del Golfo per colpire l'Iran, aggiungendo che Washington intende creare una spaccatura tra l'Iran e i suoi vicini regionali. Tuttavia, Pezeshkian ha affermato che l'Iran ha risolto molti dei suoi problemi con gli Stati confinanti. Se le pressioni e le minacce contro l'Iran cessassero, non ci sarebbe motivo per cui le tensioni debbano persistere.
VIDEO - "L'attacco a uno è a tutti": patto Riad-Ankara-Islamabad sul modello Nato
Firmato l' 'Accordo della Mecca'. Deterrenza verso l'Iran, indipendenza dagli Usa e asse Difesa.