Francesco Saviane è libero: revocati i domiciliari all'ex professore accusato di violenza sessuale su 7 minorenni

PADOVA - Dopo due mesi agli arresti domiciliari – i primi giorni nella canonica di Albignasego, dove viveva da anni – e il resto in un paese in un’altra zona del Veneto, da alcuni giorni Francesco Saviane è tornato ad essere un uomo libero. Revocati i domiciliari, ha un solo obbligo da rispettare: non può vivere nel Padovano perché è tra la città del Santo e la sua provincia che ha commesso i fatti per i quali era stato arrestato la mattina del 15 maggio, cioè la violenza sessuale su sette minorenni (maschi e femmine) che gli erano stati affidati nel suo ruolo di ex docente di religione all’istituto Barbarigo e di animatore parrocchiale. Accusa di violenza sessuale aggravata dall’aver agito all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione per la quale nei prossimi giorni gli verrà notificata la fissazione dell’udienza di giudizio immediato, come richiesta dal sostituto procuratore Sergio Dini. Una richiesta che lascia aperta a Saviane, 36 anni, assistito dall’avvocato Ernesto De Toni, la possibilità di accedere al rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena.


I fatti

A far emergere ogni cosa e dare il via (verso la fine di marzo) a indagini complesse ma veloci è stata una delle vittime, un ragazzo che nei mesi scorsi aveva confidato ad un altro insegnante del Barbarigo di aver subito morbose attenzioni (ben di più di strusciamenti e palpeggiamenti) da parte del 36enne. Una versione troppo dettagliata e narrata con grande sofferenza per non essere approfondita. E così il suo vissuto è diventato, in pochi giorni, materiale per il lavoro degli agenti della squadra mobile padovana. 
I poliziotti si sono resi conto di trovarsi di fronte a una realtà molto più ampia rispetto a un caso isolato. Dal cellulare della vittima, infatti, sono emerse chat con altri ragazzi e amici che avevano vissuto la sua stessa esperienza e che si confidavano, maledicendo il modo di agire del loro professore o animatore. 
Fatti che sarebbero cominciati nel 2017 e si sono interrotti il primo marzo 2026, giorno dell’ultima contestazione riportata nel capo d’accusa: in pratica pochi giorni prima che il tutto venisse denunciato. 


La difesa

Nel faccia a faccia con il giudice durante l’interrogatorio di garanzia, Saviane aveva detto che le accuse mosse nei suoi confronti nascevano da «interpretazioni» e «fraintendimenti» di gesti e parole dette con leggerezza ma senza nessun intento provocatorio o a sfondo sessuale.

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L’eco

La notizia dell’arresto di Saviane aveva scatenato un putiferio soprattutto nella parrocchia di San Lorenzo di Albignasego: il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, dopo giorni di riflessione, era infatti arrivato a chiedere al parroco don cesare Contarini di lasciare la guida della comunità pastorale proprio per aver accettato che il 36enne trascorresse la detenzione domiciliare nella sua canonica. L’ex professore aveva lasciato quasi subito la canonica mentre l’addio di don Contarini (ex preside dello stesso Barbarigo) era arrivato il 25 maggio anche sull’onda delle raccolte firme da parte di centinaia di parrocchiani e genitori di bambini che frequentavano l’asilo: petizioni che, il 30 giugno, hanno portato anche la coordinatrice del “Centro Infanzia San Lorenzo-Carlo Liviero”, suor Annamaria Menesello. La petizione era nata dalla preoccupazione delle famiglie per la sicurezza e la tutela dei bambini del centro e chiedeva l'allontanamento dei responsabili educativi e gestionali, un chiarimento pubblico alle famiglie e l'attivazione di verifiche indipendenti a protezione dei minori.