Un gesto che sembra corretto quando cambia stagione può in realtà alterare consumi e conservazione, perché la manopola del frigorifero non si interpreta allo stesso modo su tutti i modelli.
In estate molti aumentano il numero pensando di aiutare l’elettrodomestico contro il caldo, mentre in inverno fanno l’opposto. Il punto, però, è capire quale temperatura deve davvero esserci dentro e quando ha senso modificare la regolazione.
La temperatura del frigorifero non va cambiata alla cieca
La temperatura da mantenere nel vano frigorifero non dovrebbe cambiare liberamente con le stagioni. Per la sicurezza degli alimenti deperibili, EFSA raccomanda di conservarli sotto i 5 °C. Una regolazione attorno ai 4 °C rappresenta quindi un riferimento prudente per l’uso domestico, mentre il congelatore dovrebbe restare intorno ai -18 °C.
Quello che può cambiare tra estate e inverno è la posizione della manopola necessaria per raggiungere quella temperatura. Se la cucina supera i 30 °C, il frigorifero deve smaltire più calore e alcuni modelli possono richiedere una regolazione leggermente più fredda. Siemens, per esempio, suggerisce di passare indicativamente da 5 a 4 °C nei mesi più caldi. Ma non è una regola universale.
Sui frigoriferi moderni con sensori elettronici, spesso non serve intervenire: l’apparecchio adatta automaticamente il funzionamento per mantenere il valore impostato. Nei modelli con termostato meccanico, invece, la scala da 1 a 5 o da 1 a 7 non indica direttamente i gradi. In genere un numero più alto corrisponde a più freddo, ma il comportamento preciso va verificato sul manuale.
L’errore che può aumentare inutilmente i consumi
L’errore più comune è portare la manopola al massimo appena arriva l’afa. Se il vano era già sotto i 5 °C, abbassarlo a 2 o 3 °C non offre automaticamente una conservazione migliore, mentre può far lavorare più a lungo il compressore. Lo stesso vale in inverno: ridurre troppo il raffreddamento solo perché la stanza è più fresca può far salire la temperatura interna oltre il livello adatto ai cibi deperibili.

Regolare la manopola del frigo su un livello moderato aiuta a conservare i cibi senza aumentare inutilmente i consumi.
Per questo il riferimento non dovrebbe essere la stagione, ma la temperatura reale misurata dentro il frigorifero. La posizione 1, 2 o 4 può dare risultati diversi a seconda di marca, età dell’apparecchio, quantità di alimenti, frequenza delle aperture e temperatura della cucina. Copiare l’impostazione di un altro frigorifero rischia quindi di essere inutile.
Il controllo più semplice si fa con un termometro da frigorifero posizionato sul ripiano centrale, seguendo le istruzioni del produttore. Bisogna lasciargli il tempo di stabilizzarsi e leggere il valore senza aprire continuamente lo sportello. Se la temperatura resta intorno ai 4 °C, non c’è motivo di aumentare il freddo soltanto perché fuori fa più caldo.
Come ridurre i consumi senza compromettere gli alimenti
Anche le abitudini incidono. Aprire spesso la porta, inserire pentole ancora calde o lasciare le guarnizioni sporche aumenta il lavoro del compressore. Un frigorifero esposto al sole o vicino a forno e fornelli consuma inoltre più energia. È importante anche rispettare gli spazi di ventilazione previsti dal costruttore, perché il calore deve poter essere disperso correttamente.
Il freezer merita un discorso più semplice: per la conservazione domestica il riferimento resta circa -18 °C durante tutto l’anno. Abbassarlo molto oltre questo valore aumenta i consumi senza un vantaggio proporzionato nella maggior parte degli usi. Anche qui conviene evitare regolazioni “a sensazione” e controllare il valore effettivo.
Estate e inverno, quindi, possono richiedere una diversa posizione della manopola su alcuni apparecchi, ma l’obiettivo non cambia: mantenere gli alimenti alla temperatura corretta senza raffreddare inutilmente. Il vero errore è inseguire il caldo o il freddo esterno girando il termostato alla cieca. Un termometro e il manuale del frigorifero permettono di trovare la regolazione giusta senza sprecare energia.