Funerali di Emma Bonino, Carla Taibi, sua assistente storica: «Emma ha vinto, perché oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l'Italia e il mondo»

C'è una bandiera dell'Europa sulla bara di Emma Bonino. Intorno, il silenzio di chi è venuto a salutarla per l'ultima volta e i volti di una politica che, davanti alla storica leader radicale, sembra aver sospeso le proprie divisioni. I funerali di Stato della leader di +Europa, morta lo scorso 11 settembre, a 78 anni, si sono svolti, nella sala della Promoteca del Campidoglio. Una cerimonia laica nella quale non si è salutata soltanto una protagonista di oltre cinquant'anni di storia italiana. Si è salutata una donna minuta, con la voce inconfondibile e una tenacia che sembrava impossibile dentro quel corpo minuto. Una donna che ha trascorso la sua vita a chiedere più libertà e diritti, a mettere davanti al Paese le questioni che il Paese avrebbe preferito non vedere.

L'arrivo della premier Giorgia Meloni ai funerali di Emma Bonino

L'arrivo della premier Giorgia Meloni ai funerali di Emma BoninoFILIPPO MONTEFORTE/Getty Images

Per salutarla sono arrivati il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Presenti politici di tutti gli schieramenti: da Carlo Nordio a Elly Schlein, da Massimo D'Alema a Paolo Gentiloni, da Carlo Calenda a Matteo Renzi, fino a Giuseppe Conte.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio MattarellaFILIPPO MONTEFORTE/Getty Images

«Emma non ha mai pensato di essere sola, ha sempre riconosciuto il ruolo di Marco Pannella, della politica radicale. E ha deciso di mettere quel patrimonio nel partito che ha fondato, nel nome della sua battaglia più grande: gli Stati uniti d'Europa come destino unico per le persone e le loro libertà» ha ricordato Carla Taibi, storica assistente di Emma Bonino. «Non avrebbe voluto una commemorazione. Il modo migliore per ricordarla è certamente tenere insieme tutte le sue battaglie, difendendo quanto ha già ottenuto e continuando quelle incompiute, tenendo presente il suo modo di combatterle, con rigore, con studio, con ostinazione, col metodo della non violenza. Anche quando era impopolare, anche quando per vincerle era necessario perdere tante volte. Ed Emma ha perso tante volte, ma come Marco e lei amavano ripetere “la durata è la forma delle cose”, e lo hanno dimostrato. Emma ha vinto, perché oggi nessuno può dire che non abbia cambiato l'Italia e il mondo». E aggiunge: «Se oggi per i crimini di guerra esiste la speranza che la giustizia internazionale possa punire i colpevoli è anche grazie al suo lavoro, a quello dei suoi compagni. Emma non ha mai smesso di credere nell'Europa, nemmeno davanti alla malattia, anche quando era lei ad avere bisogno di noi».

La segretaria del Pd Elly Schlein

La segretaria del Pd, Elly SchleinFILIPPO MONTEFORTE/Getty Images

Ricordando un episodio vissuto al suo fianco davanti a un'immensa platea di ragazzi e ragazze, Taibi ha raccontato: «La Emma pubblica e privata era in qualche modo inscindibile, una donna che anche quando la vita le chiedeva di fermarsi continuava a guardare oltre se stessa e soprattutto al futuro. Oggi sarebbe qui a dirci di smetterla di ricordare, e iniziare a darci da fare, perché c'è ancora troppo da fare. “Siate troppo” diceva, “non abbiate paura di avere troppi sogni, perché il giovane è chi sogna e immagina il futuro”. Ecco Emma, ti promettiamo di non avere paura e di essere ancora una volta troppo».

È intervenuta Filomena Gallo, avvocata cassazionista e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, con un saluto personale e politico all’amica con cui ha condiviso per molti anni battaglie, obiettivi e impegno per i diritti civili. «Emma ci manca già. A me manca già il suo sguardo che diceva tanto: quegli occhi azzurri, chiarissimi, capaci di essere severi, ironici e subito dopo affettuosi. Il testimone passa anche a chi non ha conosciuto Emma, ma oggi, attraverso i nostri ricordi, può incontrarne le idee e scegliere di portare un po’ più avanti una delle sue battaglie». Grazie Emma.