
di Sonia Amaolo
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martedì 21 luglio 2026, 03:50
PORTO SANT'ELPIDIO Furti a raffica negli chalet: cresce la tensione sul lungomare, operatori esasperati. Una serie di raid e tentativi di intrusione sta agitando il lungomare in questi giorni di piena stagione. Gli stabilimenti balneari sono nel mirino di ladri, alimentando una percezione di insicurezza sempre più diffusa tra operatori e residenti.
La percezione
Nella notte tra domenica e lunedì ignoti hanno sfondato l’ingresso dello chalet ristorante La Terrazzina, rovistando all’interno e causando danni alla struttura.
Sul fatto sta adesso indagando la Polizia. L’episodio arriva dopo la sparizione di tavole da salvataggio in diversi stabilimenti, tra cui lo Storione, e dopo una serie di piccoli furti sotto gli ombrelloni: asciugamani, palette, rastrelli. Anche lo Storione, l’altra notte, è stato di nuovo colpito nonostante il proprietario abbia preso a dormire lì per difendere la sua attività. Sul caso sta adesso indagando la Polizia. La scorsa notte è stata particolarmente movimentata: più chalet hanno segnalato tentativi di intrusione e ieri mattina due agenti di Polizia hanno inseguito un giovane che si è calato da un balcone davanti alla chiesa della Faleriense, scena avvenuta sotto gli occhi dei bambini delle colonie. Si è poi scoperto che si trattava di un topo d’appartamento. A rendere il clima ancora più teso è il ricordo dell’aggressione del 19 giugno: l’operatore balneare Giovanni Armellini era stato accoltellato da tre pregiudicati, un italiano e due stranieri, mentre cercava di allontanarli dalla spiaggia. L’uomo era quindi stato ricoverato per le percosse. Ancora provato, ha scelto di dormire nel suo chalet per proteggerlo. «Siamo esasperati, la situazione è difficile», ha detto ieri.
I sacrifici
«Eccomi, dopo 16 ore di lavoro dormo nel mio chalet per difendere i nostri sacrifici» aveva scritto sui social in un post successivamente diventato virale, segno di una preoccupazione condivisa. Tra i residenti circolano proposte di ogni tipo: vigilanza privata, ronde spontanee, contributi economici collettivi per più controlli notturni. Tutti riconoscono l’impegno delle forze dell’ordine, ma lamentano che i responsabili dei furti «non restano in carcere e tornano a delinquere». Il sindaco Massimiliano Ciarpella in più occasioni ha ribadito una linea dura: «Chi delinque deve pagare. Personaggi noti per furti e spaccate devono restare in carcere, non ha importanza che siano italiani o stranieri. Non si può aspettare che accada l’irreparabile». Parole che tornano al centro del dibattito, mentre Polizia, carabinieri, Guardia di Finanza e polizia municipale presidiano il territorio e le telecamere registrano ogni movimento.
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