Gas, scorte Ue ai minimi da 13 anni: perché cresce l’allarme in vista dell’inverno

Gli stoccaggi di gas dell’Unione europea risultavano pieni al 63%, una quota nettamente inferiore alla media di circa l’80% registrata negli ultimi anni. Situazione più complicata in Gran Bretagna, dove la capacità di ‘immagazzinare’ è particolarmente ridotta

Un impianto di stoccaggio del gas a Grijpskerk, in Olanda (Ansa)

Un impianto di stoccaggio del gas a Grijpskerk, in Olanda (Ansa)

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Roma, 29 agosto 2026 - Non solo carburanti, la crisi energetica riguarda anche (e soprattutto) il gas. L’Europa si avvicina alla stagione più fredda con le scorte ai livelli più bassi degli ultimi 13 anni, alimentando le preoccupazioni sui mercati energetici. A riferirlo è il Guardian, secondo cui tra gli operatori cresce quello che alcuni analisti definiscono un vero e proprio "panico invernale”.

Nell’ultima settimana di agosto, gli stoccaggi di gas dell’Unione europea risultavano pieni al 63%, una quota nettamente inferiore alla media di circa l’80% registrata negli ultimi anni nello stesso periodo. Si tratta, inoltre, di uno dei livelli più bassi mai raggiunti alla fine dell’estate.

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Già nei giorni scorsi Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Ne-Nomisma energia, spiegava che sarà il gas l’incubo in bolletta, con il rischio di aumenti “fino al 30%”.

Se il ritmo attuale delle iniezioni dovesse rimanere invariato, l’Ue potrebbe entrare nella stagione del riscaldamento con scorte inferiori di circa un quinto rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Secondo l’analista del gas Greg Molnar, i livelli potrebbero così scendere ai minimi dal 2013, aumentando la pressione sui mercati e i timori in vista dell’inverno.

Possibili problemi sui prezzi nell’inverno

"I bassi livelli di stoccaggio aumentano naturalmente il rischio di una maggiore volatilità dei prezzi durante l'inverno", ha avvertito Molnar, sottolineando che ondate di freddo o periodi caratterizzati da poco vento potrebbero far aumentare ulteriormente il consumo di gas. Particolarmente esposto potrebbe essere il Regno Unito, uno dei maggiori consumatori di gas in Europa ma con una capacità di stoccaggio interna relativamente ridotta. Chris O'Shea, amministratore delegato di Centrica, proprietaria di British Gas, ha affermato questa settimana che il Paese dispone di "quasi nessun gas in stoccaggio" in vista dell'inverno. Le riserve europee hanno faticato a risalire verso l'obiettivo, già ridimensionato, dell'80% prima dell'inizio della stagione fredda.

Tre cause principali

A pesare sono state le gravi interruzioni delle esportazioni di petrolio e gas dal Golfo provocate dalla guerra tra Stati uniti, Israele e Iran. Hanno contribuito inoltre un finale particolarmente freddo dello scorso inverno e un utilizzo del gas per la produzione elettrica superiore alla media durante le ondate di caldo estive. Secondo Bjarne Schieldrop, capo analista delle materie prime del gruppo bancario nordico Seb, il mercato europeo del gas era rimasto relativamente calmo durante l'estate nella speranza di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di una conseguente ricostituzione delle scorte. "Ora nessuno si aspetta che questo accada presto", ha osservato.

Una nave nello Stretto di Hormuz (Ansa)

Una nave nello Stretto di Hormuz (Ansa)

La dinamica del panico invernale

"Di conseguenza, nell'ultima settimana il mercato europeo del gas naturale è entrato in una sorta di panico invernale". Nonostante non siano previste vere e proprie carenze fisiche di gas, gli operatori si attendono prezzi più elevati. Il prezzo di riferimento europeo ha superato nelle ultime settimane i 68 euro per megawattora, il livello più alto degli ultimi tre anni e più del doppio rispetto all'inizio del 2026.

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