Russell 'pugile suonato' da Antonelli, Wolff: "Un anno così? Un duro colpo"

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Il team principal della Mercedes prova a capire le ragioni della "crisi" del 28enne inglese

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Pubblicato il 18 Settembre 2026 ore 08:00

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La spaccatura nel box Mercedes

Per un Andrea Kimi Antonelli che domina la Formula 1, c’è un George Russell che sembra entrato in una spirale negativa quasi senza via d’uscita. Per questioni certo tecniche, legate alla difficoltà di adattarsi alla nuova generazione di macchine di F1, ma anche psicologiche: partito con i gradi di capitano del box Mercedes, il 28enne si è visto superato a destra, all’improvviso, da un giovane e arrembante compagno di squadra che potrebbe laurearsi campione del mondo prima di lui, che da tanti anni aspettava la sua occasione a sgomitare con macchine poco competitive. Una situazione che, di fatto, spacca in due il garage perché mentre l’entusiasmo monta gara dopo gara dalla parte di Antonelli, il team Russell affronta una delusione dopo l’altra, e ora pure gli sfottò dei rivali Max Verstappen e George Norris.

Come gestire Antonelli e Russell

La situazione è però ben nota per il team principal Toto Wolff, che ha quasi sempre avuto a che fare con un pilota dominante e un altro in difficoltà: “È da circa 15 anni che mi capita che una parte del box sia contenta e l’altra no. Fa semplicemente parte di questo sport e del nostro lavoro, e l’unica cosa che posso fare è cercare di essere trasparente e onesto su tutto. In squadra parliamo sempre di ogni singolo scenario, stiamo dando il massimo sostegno possibile a entrambi, qualunque cosa accada. Ecco perché a volte si tratta di dare una spinta di incoraggiamento al pilota, altre volte di esercitare un po’ più di pressione. Quindi è quello che continuerò a fare”.

La prestazione di Russell a Madrid rispetto ad Antonelli? Non ne capisco le ragioni – prosegue Wolff nel corso della stessa conferenza stampa dopo la bandiera a scacchi, a cui FormulaPassion.it ha preso parte – perché si vedeva il ritmo che aveva verso la fine, quando stava recuperando su Leclerc. Era il più veloce in pista, ma dopo il primo cambio gomme quel ritmo non c’era più. Non so proprio dove sia il problema e dobbiamo analizzarlo perché chiaramente il potenziale c’è, sia in lui che nella macchina. Dobbiamo solo sbloccarlo. Dall’altra parte, Kimi, data la sua personalità così con i piedi per terra, non viene distratto da nulla al di fuori della pista. Ha una situazione familiare eccellente e non vedo alcun rischio che perda la testa, proprio perché è così dominante”.

L’aspetto psicologico che stoppa George

Nei prossimi anni – aggiunge – continueremo ad avere discussioni su cosa potrebbe distrarlo, cosa gli fa bene, sul tipo di ambiente di cui ha bisogno. Per quanto riguarda George, come ho detto prima, ci possono essere gare buone e gare cattive, anni buoni e anni cattivi, ma stiamo parlando di un pilota che ha già vinto tutto ciò che potenzialmente poteva vincere. Ha vinto ogni singolo campionato di karting, la F3 al suo esordio, la F2 al suo esordio, fino ad arrivare alla Williams. Stiamo parlando di un top driver, ma dobbiamo capire cosa gli serve per liberare quel potenziale. Naturalmente, c’è anche l’aspetto psicologico perché, ad avere una stagione come la sua quest’anno, si subisce un duro colpo. Ma i grandi si riprendono e penso che Russell abbia tutto ciò che serve per lottare per i campionati con Antonelli. Magari questo è andato male, ma ce ne saranno altri”.