Giallo Sinner, il ‘fastidio’ al ginocchio lo costringe al forfait: “Non sono pronto”

“Niente Us Open, devo recuperare dal problema al ginocchio”. Jannik non aveva mai saltato un Major, come lui solo Sampras. Obiettivo Pechino

Jannik Sinner, 25 anni, per la prima volta in carriera salta una prova del Grande Slam (Epa)

Jannik Sinner, 25 anni, per la prima volta in carriera salta una prova del Grande Slam (Epa)

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Roma, 22 agosto 2026 – C’è un altro Slam in cerca di… autori. Jannik Sinner, suo malgrado, deve stracciare un copione degli Us Open che pareva già scritto per lui, perché a New York non andrà. Gelo d’agosto nell’estate di un dubbio cresciuto giorno dopo giorno come un fiume per le abbondanti piogge: sin da quelle prime visite di controllo, poi per le continue sessioni di terapie al J Medical di Torino. Sarà il terzo Slam della stagione senza la chance della sfida da blockbuster fra il numero 1 e la sua nemesi, Carlos Alcaraz.

“Siamo tornati ad allenarci a Montecarlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto di aver bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro”, l’asciutta spiegazione dell’altoatesino. Quel dolore, quel “fastidio”, come lo aveva definito lui stesso in prima battuta, va evidentemente ben oltre qualcosa di trascurabile. L’anno in cui i campioni si riscoprono fragili, ma sono capaci di trovare nella via della pazienza una strada per investire sul proprio futuro. Lo ha fatto Carlitos negandosi Roland Garros e Wimbledon per l’importante problema al polso, lo farà anche Sinner ora, rimandando per l’ennesima il rientro in campo per spegnere del tutto quel dolore al ginocchio.

“Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore”, il rammarico del re del tennis, che rimarrà sul trono Atp almeno fino al 500 di Pechino (al via il 30 settembre), prossima data in calendario per il presunto rientro. Saranno 85 giorni senza una partita ufficiale, in quella che è già la seconda assenza dai campi più lunga della sua carriera dopo la sospensione per il caso Clostebol. Dall’oriente ripartirà la lotta per difendere il 3.550 punti accumulati l’anno scorso fra Pechino, Shanghai, Vienna, Parigi e le Atp Finals. Nel mezzo l’esibizione milionaria del Six Kings Slam (21-24 ottobre), dove Jannik è il protagonista assoluto.

Jannik Sinner (Ansa)

Jannik Sinner (Ansa)

Poca cosa rispetto alla salute del 25enne azzurro, che in queste settimane ha più volte insistito sul fatto di considerare il proprio corpo come “un capitale”. Come dargli torto dopo i malesseri avvertiti a Roma e deflagrati con il blackout del Roland Garros? Team e giocatore hanno ora fra gli obiettivi primari quello di non stressare eccessivamente il fisico del campione, ma anche di abituarlo alla fatica. Ne sono stati una riprova gli allenamenti americani sotto il solleone di inizio stagione, serviti a temprare il corpo ed evidentemente a mettere a segno l’incredibile filotto di cinque masters 1000 solo nel 2026. Ma anche il ’gioco d’anticipo’ fatto con gli Slam quest’anno, volando nella città del torneo 15 giorni prima ed evitando le gare di preparazione.

Ora c’è una infiammazione al ginocchio da tenere a bada, o almeno questo pare che sia. Perché in perfetto stile Sinner, il riserbo è al limite del religioso sulla salute del 25enne di Sesto Pusteria. Ma intanto si lavora perché il fastidio non si tramuti in qualcosa di più grave e ingestibile. Lo stop ricorda un po’ quello di due anni fa, quando l’azzurro si fermò una ventina di giorni per curare un problema all’anca, saltando il torneo del Foro Italico. Le risposte le daranno campo e terapie, mentre la casella vuota al nome Sinner in un torneo del Grande Slam arriva dopo 27 presenze consecutive dell’azzurro Jannik nei tabelloni principali dei quattro Major stagionali: dagli US Open 2019 il campione altoatesino è sempre stato al via in Australia, Roland Garros, Wimbledon e US Open. Prima di lui solo un ex numero 1 del mondo, Pete Sampras nel 1999, si era visto costretto a saltare lo Slam americano. E in quella stagione aveva pure vinto Wimbledon.

Il programma prevede ora di rimanere in Europa e proseguire il recupero con lo staff medico e quello dedicato alla preparazione atletica, con l’obiettivo di farsi trovare pronto per la tournée asiatica e per i tornei di Pechino e Shanghai.

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