Giochi del Mediterraneo al via, ma Lecce non se ne accorge: zero promozione in città

Prendono il via domani da Lecce i Giochi del Mediterraneo, ma in città e nel Salento se ne sono accorti in pochi. Perché per un evento sportivo di livello internazionale, giunto quest’anno alla sua 20esima edizione, poteva esserci magari una campagna di comunicazione più incisiva e diffusa sul territorio. Il fulcro di tutto sarà Taranto, certo. Ma Lecce, che ha beneficiato di risorse finanziarie pubbliche rilevanti per l’ammodernamento del suo palazzetto dello Sport di piazza Palio e per la copertura dello stadio di Via del Mare, sarà comunque coinvolta insieme ad altri centri del Brindisino.

I primi appuntamenti

Giusto per citare gli appuntamenti più importanti, già domani, alle 18, il PalaVentura ospiterà Italia-Bosnia di volley femminile. E per quanto riguarda il calcio, sabato prossimo, 22 agosto, la Nazionale giovanile maschile italiana esordirà, alle 21, contro la parigrado dell’Albania. Lunedì 24, poi, sempre alle 21, è in programma Albania-Kosovo. Mentre questo sabato, per il torneo di calcio femminile, alle 10.30 si sfideranno le formazioni di Portogallo e Kossovo.
Ma di tutto questo per le piazze e lungo le strade di Lecce – in questo periodo, tra l’altro, il Salento è pieno di turisti - non sembra esserci traccia: non un manifesto o un totem in centro, non un evento o una conferenza preventiva rispetto alla manifestazione. Da quanto si è appreso il sindaco Adriana Poli Bortone, che è in vacanza in Grecia, rientrerà in Italia per partecipare nella serata di dopodomani, venerdì 21, alla cerimonia di apertura dei Giochi allo stadio Iacovone di Taranto.
È bene precisare che il Comune di Lecce non è tra gli organizzatori dell’evento, ma forse qualche iniziativa alla vigilia dello start, insieme al Comitato presieduto da Massimo Ferrarese, si sarebbe potuta programmare.

La polemica

A rilevare l’occasione sprecata è stato ieri l’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza, Carlo Salvemini. «Attraversando oggi Lecce, è difficile accorgersi che la città stia per ospitare una competizione sportiva internazionale – spiega Salvemini -. Stiamo parlando di quasi 4mila atleti provenienti da 26 Paesi, impegnati in 33 discipline. Per numero di partecipanti, nazioni e sport coinvolti, è la più grande manifestazione sportiva internazionale multidisciplinare mai organizzata in Puglia. Taranto è naturalmente il cuore dei Giochi. Lecce è una delle città chiamate a ospitarli e il peso di questo ruolo si misura anche dalle risorse ricevute: circa 39 milioni di euro per riqualificare il Via del Mare e il PalaVentura. Un investimento pubblico enorme e prezioso, che resterà nel tempo. Di quei 39 milioni, 25 sono destinati alla copertura dello stadio, un’opera attesa da anni da tutti i tifosi del Lecce. Eppure molti vivono quell’opera senza collegarla alla manifestazione, che ne ha reso possibile la realizzazione».

Come detto, a poche ore dall’inizio non ci sono manifesti, totem, bandiere, brochure, un calendario diffuso delle gare, iniziative capaci di creare attesa. «Moltissimi leccesi probabilmente ignorano che potranno assistere a partite di volley e calcio tra rappresentative nazionali – aggiunge Salvemini -. Un’occasione perduta e anche un brutto segnale, perché restituisce l’impressione che una competizione sportiva sia considerata importante soprattutto quando consente di finanziare nuovi impianti. A chi spettasse promuovere il calendario, coinvolgere le società sportive, organizzare momenti pubblici o rendere riconoscibile la presenza dei Giochi è una questione che i diversi soggetti organizzatori possono chiarire tra loro. Dal punto di vista della città il risultato resta lo stesso: Lecce ha beneficiato delle risorse della manifestazione, senza essere stata accompagnata a viverla». Secondo l’ex primo cittadino leccese, «la scelta di distribuire le gare in più comuni poteva diventare un’occasione per collegare i territori coinvolti, attraverso iniziative comuni, scambi tra società sportive, momenti di incontro e proposte capaci di accompagnare il pubblico da una sede all’altra. I Giochi – dice ancora Salvemini - potevano raccontare una Puglia capace di collaborare, accogliere il Mediterraneo e riconoscersi parte di uno stesso appuntamento. Ancor più considerando i tanti turisti presenti. Tutto questo accade in un momento straordinario per lo sport italiano. Portare ragazze e ragazzi sugli spalti, permettere loro di vedere dal vivo una gara internazionale, accendere una curiosità che domani potrebbe diventare passione: anche così si costruisce cultura sportiva».