Il primo concerto di Giorgia? «Una tragedia – racconta a Sette –. Erano i primi anni Novanta, il mio gruppo apriva il concerto di un altro. Avevo un repertorio americano, salgo sul palco e canto un pezzo sconosciuto. Il pubblico comincia a urlare: “Zitta, zitta, vattene a casa”. Un trauma». Un trauma che superò solo grazie a suo padre Giulio Todrani, cantante ed ex componente del duo Juli & Julie. «Gli dissi di portarmi a casa, che non faceva per me. Mi rispose: “Fanne un’altra. Se va uguale, ti accompagno io. Se va meglio, ci pensi”. Andò meglio. Ancora oggi è il mio punto di riferimento musicale: ha 83 anni e suona nei locali come se avesse iniziato ieri».
Gli esordi
Giorgia racconta che da bambina cantava di nascosta da suo padre. Poi i vicini fecero la spia. Lui la volle sentire e così cominciò tutto. «Ha intravisto del potenziale e mi ha consigliato di studiare musica, ma solo se ne avessi avuto voglia». E se non avesse fatto la cantante, «volevo insegnare letteratura inglese». E oggi ha un rimpianto: «Non ho finito l’università».
Sanremo e Baudo
La Giorgia che vince Sanremo nel 1995 con Come saprei «mi fa tenerezza». Pippo Baudo? «Per anni – racconta ancora a Sette – ho avuto un timore reverenziale nei suoi confronti, gli davo persino del lei. Un giorno mi ha proposto di partecipare a una cosa, ma gli ho detto che non me la sentivo. Abbiamo discusso e attaccato il telefono. Poco dopo ci siamo risentiti come se nulla fosse successo: il segno di un rapporto vero e sincero. Ci volevamo un bene immenso».
Poi c'è Sanremo 2025 quella che viene definita per lei una rinascita. «La chiamerei una nascita nuova. Ho pensato più volte di fermarmi o cambiare: già al terzo disco mi dicevo che forse avevo dato tutto, e anche intorno al 2008 mi sono posta la stessa domanda. (...) Sanremo 2023 è stato faticoso, ma necessario. Mi sono rimessa a lavorare a testa bassa, dalla promozione al tour teatrale. La co-conduzione del 2024 mi ha dato coraggio e mi ha aiutata a riprendere le misure con quel palco: per me è come tornare nell’utero materno, è lì che sono nata. Senza quei passaggi non sarei arrivata al 2025 con la stessa consapevolezza. A cinquant’anni potersi rimettere a studiare, come se si fosse più giovani, è una bella occasione di crescita personale».
Alex Baroni
È successo ancora una volta, sempre a X Factor. Una canzone di Alex Baroni, suo compagno di vita prima di morire tragicamente, la fa ancora commuovere. «Il tempo, lo dico anche in una canzone (Io fra tanti, ndr.), non cancella niente. La vita ti prende a calci e ti dice “vivi”. Impari a vivere di nuovo, ma le persone che ci lasciano restano con noi e rimane un buco nero».
Emanuel Lo
Da vent’anni Giorgia è al fianco del ballerino Emanuel Lo. «Avevo 31 anni e lui 23 quando ci siamo innamorati e gli dicevo: ma dove andiamo? Io sono più vecchia, passerà il tempo, vorrai una più giovane e mi lascerai. Ogni tanto glielo dico ancora, ma a differenza degli inizi non mi risponde più e si mette a fare altro (ride, ndr.). Abbiamo avuto momenti belli e momenti più complessi, ma siamo cresciuti insieme».
E il matrimonio è una possibilità? A Sette, la conduttrice di X Factor risponde così: «La proposta c’è stata anni fa, con tanto di anello e io ho detto sì. Quindi tutto molto figo, ma poi nella nostra pigrizia più totale nessuno ha organizzato perché stavamo facendo altre cose.
Sono passati gli anni, è nato un figlio e mille altre cose. Poi ora è diventata un po’ una cosa scaramantica, capito? Se non ci pensa lui, è difficile: ho troppe cose da fare (ride, ndr)».Poi parla di suo figlio Samuel, nato nel 2010. Parla di quello che la spaventa. «Mi spaventa la crescente mancanza di empatia e solidarietà. Hanno già problemi ereditati dalle generazioni precedenti, non vorrei che prendesse piede l’egoismo. In Samuel per fortuna non vedo questo atteggiamento. Il disinteresse per gli altri è un male oscuro: così la violenza rischia di prevalere e la società degenera».
Ultimo aggiornamento: venerdì 23 ottobre 2026, 12:38
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