Sette persone davanti al portone, intente a consumare sostanze e senza volersi spostare. Gli abitanti del condominio Fabio, in via Felisati a Mestre, raccontano di essere rimasti bloccati in casa ieri mattina, per paura di attraversare l’ingresso. Dopo tre segnalazioni attraverso YouPol, l’app della Polizia, e una telefonata al 113, la pattuglia è arrivata dopo le 9, quando il gruppo era già stato allontanato da alcuni condomini. «Avevamo paura nelle nostre case», dichiarano i residenti al Gazzettino.
Il palazzo si trova nel rione di via Piave e comprende 53 appartamenti e uffici, oltre ad alcune camere del vicino hotel Aaron. Da anni chi vi abita convive con i bivacchi davanti all’edificio e deve fare zigzag tra le persone per passare. Nello spazio affacciato su via Felisati stazionano persone tossicodipendenti che si iniettano sostanze a tutte le ore del giorno e della notte; nello stesso punto passano spacciatori a vendere droga. Un paio di settimane fa, lungo il perimetro del condominio, sono stati trovati vasi di cactus pieni di siringhe.
L’altro giorno l’assemblea condominiale ha approvato il progetto per chiudere l’intero ingresso con una cancellata. La recinzione dovrebbe delimitare lo spazio del palazzo che si affaccia sulla strada: per realizzarla si parla di una spesa di mille euro per proprietario.
Le richieste di aiuto e la tensione al portone
Ieri, di prima mattina, la situazione descritta dagli abitanti era diversa da quella dei consueti bivacchi: le sette persone sedute davanti alla porta di uscita non dormivano, ma erano sveglie e consumavano sostanze. Secondo il racconto dei residenti, la loro presenza impediva sia di uscire sia di entrare nel palazzo. Gli abitanti si dicono terrorizzati e riferiscono che nessuno se l’era sentita di varcare il portone.
La prima richiesta di aiuto su YouPol è partita alle 7:13. Ne è seguita una seconda poco dopo, poi una terza alle 8:08. Dopo le prime segnalazioni le forze dell’ordine non sono arrivate e, durante l’attesa, gli animi si sono scaldati: qualcuno ha battuto sui vetri.
Un abitante ha quindi aperto uno spiraglio del portone per chiedere al gruppo di liberare il portico. A quel punto una delle persone sedute all’esterno si è alzata con atteggiamento minaccioso e ha cercato di avvicinarsi a lui. Secondo i testimoni, i due stavano quasi per venire alle mani, ma il portone si è subito richiuso, lasciando il gruppo fuori e i residenti all’interno.
Nel frattempo è arrivata anche l’addetta alle pulizie, descritta come terrorizzata.Non vedendo arrivare agenti dopo le segnalazioni tramite l’app, un altro inquilino ha telefonato al 113 ed è stato richiamato poco dopo. Nella telefonata ricevuta, ha riferito, gli è stato detto: «Oggi la zona è di competenza dei carabinieri».
A far allontanare il gruppo sono stati tre uomini che abitano nel condominio: si sono presentati alle persone ancora ferme davanti al palazzo e sono riusciti a mandarle via. Gli agenti sono arrivati dopo le 9, quando davanti all’ingresso non c’era più il gruppo. Gli abitanti riferiscono di aver atteso la pattuglia quasi tre ore dalla richiesta di aiuto e sottolineano che la situazione era stata risolta dall’intervento di alcuni condomini.
All’arrivo degli agenti era presente l’addetta alle pulizie, impegnata a raccogliere i resti lasciati davanti al palazzo. È un lavoro che svolge ogni mattina, dopo i bivacchi.
Le denunce e il progetto della recinzione
Nei mesi scorsi i condomini del Fabio, anche insieme agli abitanti dei palazzi vicini, hanno inviato numerose PEC di denuncia al Comune e alla Prefettura, corredate da fotografie dei bivacchi. Temono che prima o poi possa accadere qualcosa di grave e che anche chi ancora risiede nella zona possa essere costretto ad abbandonare il rione di via Piave.
I residenti dicono di sentirsi «prigionieri in casa nostra» e descrivono il condominio come «ostaggio dei tossicodipendenti». Protestano per le condizioni in cui vivono e per la necessità di autotassarsi per una recinzione destinata a proteggerli. Nel progetto approvato in assemblea hanno chiesto una modifica, portando l’altezza della cancellata a un metro e 80 centimetri.
Ultimo aggiornamento: venerdì 23 ottobre 2026, 12:25
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