Maurizio Rustignoli (Coop Spiagge): "Vuoto normativo, serve una riflessione"

Maurizio Rustignoli (Coop Spiagge)

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L’aggressione sfiorata al bagnino di salvataggio di Lido di Dante, costretto a fronteggiare gli insulti di un gruppo di bagnanti dopo aver fatto rispettare le regole di sicurezza, riporta sotto i riflettori una realtà che, secondo gli addetti ai lavori, si ripete ormai ogni giorno sulle spiagge della Riviera. A lanciare l’allarme è il presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, Maurizio Rustignoli, che invita ad aprire una riflessione sul ruolo dei marinai di salvataggio.
"Quello accaduto a Lido di Dante è un episodio di grande maleducazione – osserva –. Il marinaio è stato molto intelligente a non cedere alla provocazione e a non fare degenerare la situazione, ma il problema va ben oltre questo singolo fatto". Per Rustignoli, infatti, "i marinai di salvataggio sono professionisti brevettati, ai quali viene affidata la salvaguardia della vita umana, ma quando impartiscono indicazioni non hanno alcun tipo di autorevolezza istituzionale".
Una contraddizione che, secondo il presidente della Cooperativa Spiagge, pesa ogni giorno sul loro lavoro. "Succede regolarmente che un bagnino richiami chi cammina sulle scogliere, mettendo a rischio la propria incolumità perché basta scivolare per farsi molto male. Oppure invita le persone a uscire dall’acqua quando arriva una perturbazione o viene issata la bandiera rossa. E troppo spesso viene insultato, riceve parolacce o viene contestato. Sono richiami fatti sempre con educazione e spirito di prevenzione, ma questo non basta". Rustignoli sottolinea come, anno dopo anno, ai marinai venga chiesto sempre di più. "Le ordinanze regionali impongono standard sempre più elevati: dotazioni perfette, controlli continui, pause pranzo ridotte, una presenza costante. Tutto giusto, perché la sicurezza viene prima di tutto. Ma nessuno si preoccupa di garantire loro l’autorevolezza necessaria per svolgere fino in fondo il proprio compito".
Da qui l’appello alle istituzioni. "È una carenza che denunciamo da anni. Bisogna aprire una riflessione sul ruolo del marinaio di salvataggio, nell’interesse delle località balneari e della sicurezza di tutti. Non si può continuare a pretendere sempre di più da questi professionisti senza metterli nelle condizioni di essere realmente ascoltati. L’episodio di Lido di Dante è grave, ma rappresenta soprattutto il sintomo di un problema molto più ampio che ogni estate si ripresenta sulle nostre spiagge".
l. p.
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