Guerra Ucraina, piano di Kiev con Usa e Ue per la pace: cosa prevede

Introduzione

Potrebbe aprirsi uno spiraglio per arrivare alla conclusione della guerra tra Russia e Ucraina. Ad annunciare un passo in questa direzione è stato Volodymyr Zelensky: nel corso di un colloquio con i giornalisti, infatti, il presidente ucraino ha fatto sapere che Kiev, insieme agli Stati Uniti e all'Europa, ha elaborato un piano per porre fine al conflitto. Si tratterebbe, secondo quanto spiegato dallo stesso Zelensky, di “idee condivise dagli americani, dagli europei, e sono il risultato di colloqui conclusi tra gli americani, noi e i russi”.

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Quello che devi sapere

Su cosa si basa il piano di pace

Nel dettaglio, secondo quanto spiegato ancora da Volodymyr Zelensky, il piano prevederebbe “un cessate il fuoco, una zona economica franca e il ritiro delle truppe". Il presidente ucraino ha detto che “ci siamo accordati con Jared Kushner e Steve Witkoff (gli inviati di Donald Trump, ndr) e abbiamo riassunto tutte queste discussioni in un unico punto: quali sono le reali possibilità di porre fine alla guerra? Gli americani vogliono parlare con noi e con i russi”.

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Cosa prevede il piano di pace

Nel dettaglio “c'è un'idea per un cessate il fuoco, questo è il punto principale”, ha spiegato ancora Zelensky. “La seconda parte riguarda la proposta americana di una zona economica franca”. Si tratta di un piano in cui "noi e i russi facciamo gli stessi passi indietro, creando così una zona cuscinetto, una sorta di zona economica franca, sotto una qualche forma di guida. Non è ancora chiaro quale, ma si tratterà di una terza parte. E la terza: cosa faranno l'Ue e la Nato e cosa è disposta a fare l'Ucraina in questo senso?". Inoltre “a quanto ne sappiamo, la parte americana ha qualche altra idea. Vogliono trovare il momento giusto per condividerle. Li stiamo aspettando", ha aggiunto Zelensky.


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La finestra temporale per le trattative

Per quanto riguarda la finestra temporale durante la quale i negoziati potrebbero concretizzarsi, questa si dovrebbe estendere dal vertice del G20 in programma a Miami dal 14 al 15 dicembre fino alla fine dell'estate del 2027. Una finestra così divisa perché, ha spiegato ancora Zelensky, al termine di quel periodo “inizieranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Crediamo che oggi questa sia la fase più attiva in cui la diplomazia può portare alla fine della guerra. Questo vale per la fine di quest'anno e fino alla fine dell'estate del 2027”.

Cosa potrebbero chiedere i russi

"A mio parere, Steve Witkoff e Jared Kushner vogliono davvero portare la vittoria al presidente Trump. E vogliono trovare un formato per i negoziati con i russi”, ha detto ancora Zelensky. “È molto difficile per loro trovare un formato che porti i russi ad accettare la fine di questa guerra senza il ritiro dell'Ucraina dal Donbass e altre decisioni inopportune. Il segnale è che i russi insistono esclusivamente sul fatto che gli ucraini debbano ritirarsi dalla parte orientale del loro paese, altrimenti se ne impadroniranno. Ai russi non importa quante vittime avranno e quanto tempo ci vorrà. Vogliono comunque raggiungere questo obiettivo".

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Il nodo delle garanzie di sicurezza

Sulle trattative, in ogni caso, aleggia anche lo spettro delle eventuali garanzie di sicurezza da riconoscere all’Ucraina. Secondo Zelensky la più importante di queste garanzie sarebbe l’adesione alla Nato: “Ho una domanda: chi ci garantisce che non andranno oltre? Vi assicuro che finora né l'America né l'Europa sono in grado di dare tali garanzie. Ma è risaputo che i russi vogliono andare oltre".

L’attesa per una risposta russa

Non è arrivata, almeno per adesso, una risposta da parte della Russia all’annuncio di Zelensky. In precedenza però nel corso della giornata è intervenuto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov: “I paesi della Nato e dell'Unione Europea non potranno sottrarsi pubblicamente e in anticipo all'impegno di fornire assistenza militare all'Ucraina e di perseguire una linea russofoba". Lavrov ha sottolineato che la Russia terrà conto di tutto ciò che le "élite apertamente russofobe stanno facendo ora in Gran Bretagna, a Bruxelles, a Parigi, a Berlino, negli altri paesi della Nato e dell'UE, nella stragrande maggioranza di questi Paesi”.

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