A qualsiasi latitudine, anche nei Challenger, si parla di Sinner e Alcaraz. Proprio in un torneo di categoria i due si affrontarono per la prima volta, e ora non potrebbero esserne più lontani. Ma in ogni caso dominano l’argomento tennis. Lo dimostra l’intervento di Victor Hanescu, ex n.26 al mondo e capace di raggiungere i quarti del Roland Garros 2005, dal Challenger di Olbia. Il romeno, presente in Sardegna come coach di Cezar Cretu, ha giocato nell’era dei Big Three e ha sottolineato delle differenze tra loro e Sinner e Alcaraz: “La differenza principale tra le due ere è la costanza. Da un certo punto di vista capisco Jannik e Carlos, perché nonostante la giovane età hanno già vinto diversi tornei importanti. Forse non hanno gli stessi obiettivi, magari non c’è l’ambizione di vincere così tanto come è capitato ai Big Three“.
“Sinner e Alcaraz si accontentano di giocare bene”
Hanescu ha la sua spiegazione a proposito dei dominatori del tennis attuale: “Sinner e Alcaraz sono contenti di stare in campo e di giocare bene a tennis e per loro sembra essere sufficiente“. Non manca il pensiero per un giocatore ben più anziano di loro due, ma con ancora tanta fame: “Un altro Slam per Nole? Mi impressiona perché riesce a mantenere un livello di tennis ancora molto alto. Ora come ora penso sia difficile che possa tornare a vincere un Major“.
Per quanto sia forte l’ammirazione anche per Sinner e Alcaraz, Hanescu non sembra mostrare dubbi su quale era, tra la loro e la sua (dei Big Three) fosse più competitiva: “Penso che l’aspetto impressionante fosse proprio la costanza. Oggi, nelle fasi finali degli Slam, abbiamo diversi giocatori giovani che si alternano tra di loro. La mia impressione su quell’epoca è che fosse semplicemente impossibile giocare la semifinale di un Major. Perché i posti che contavano venivano sempre occupati da loro tre e da Andy Murray che riusciva a inserirsi spesso. Affrontarli era un’esperienza estrema, avevano delle caratteristiche uniche“.