«Ho lasciato il lavoro da Samsung per viaggiare, ora con mia moglie gestisco una fattoria in Corea. Il mio consiglio? Non fatelo»

Otto anni fa un dipendente di Samsung Electronics, stanco del suo lavoro come sviluppatore software, ha mandato un messaggio agli amici annunciando di voler lasciare tutto per girare il mondo. Da quella decisione è nata una storia che parte dalla Corea del Sud e torna alle radici, nel senso più concreto del termine: oggi, come racconta a Business Insider, Kang "Kay" Soo-il, 39 anni, gestisce insieme alla moglie una fattoria a conduzione familiare. Ma non è una vita che consiglierebbe.

Il messaggio che ha cambiato tutto

Tutto è partito da una frase buttata lì in un gruppo di amici: «Sto lasciando il lavoro per viaggiare per il mondo!», ha scritto Kang. A rispondergli è stata Lily, amica d'infanzia all'epoca hostess di volo, diventata poi sua moglie: «Anche io sto lasciando il lavoro». Una coincidenza che nessuno dei due aveva programmato: si conoscevano sin dalle scuole medie ed erano cresciuti a pochi minuti di distanza a Yesan, cittadina rurale a circa due ore e mezza da Seul. Da lì la storia si è mossa in fretta: «Abbiamo iniziato a frequentarci a gennaio ed eravamo sposati a maggio», racconta. Un mese dopo il matrimonio sono partiti insieme per il giro del mondo.

Due anni in viaggio

Il viaggio, finanziato con i risparmi di entrambi, li ha portati dalla Russia all'Europa, fino a Nord e Sud America, tra il 2018 e il 2020. A Calgary, in Canada, dove Kang aveva già vissuto da studente, la coppia è rimasta più a lungo del previsto, colpita dall'orgoglio con cui i contadini locali parlavano del proprio lavoro: «In Corea del Sud quel tipo di atmosfera non esiste. L'agricoltura viene spesso vista con un senso di vergogna». Un contrasto che per Lily, cresciuta in una famiglia di agricoltori dediti alla coltivazione del deodeok — una radice di montagna usata nella cucina coreana — non è mai stato un problema, avendo sempre portato con orgoglio le proprie radici contadine. Durante i viaggi, i due si sono accorti che il deodeok era praticamente introvabile fuori dalla Corea.

Il ritorno alla fattoria

Tra le grandi capitali visitate e la vita di campagna, la coppia ha scoperto di preferire quest'ultima. Nel 2020 ha deciso di tornare a casa e rilevare la fattoria di famiglia di Lily, attiva da tre generazioni e fondata quasi 45 anni fa dalla nonna. «Non è stato difficile ottenere il permesso dai suoi genitori. Erano d'accordo fin dall'inizio», racconta Kang. Alla fine del 2022 l'attività è stata rilanciata con il nome Deodeokmong, "il sogno del deodeok". Nei primi due anni, però, quasi metà del raccolto finiva scartato perché non abbastanza attraente per il mercato: da qui la scelta di trasformarlo in biscotti al burro, latte e scone. Un contributo di circa 100 milioni di won (circa 65mila euro) da un programma governativo locale ha permesso di rinnovare l'attività e il brand, aprendo le porte a collaborazioni con resort e grandi magazzini come Hyundai Department Store.

«Non fatelo»

Oggi Kang e Lily hanno una bimba di 5 anni e aspettano il secondo figlio.

Lei si occupa di branding e marketing, lui di coltivazione e contabilità. L'equilibrio tra le due cose resta difficile da trovare: «Non ho ancora trovato il giusto equilibrio tra genitorialità e lavoro», ammette.

A chi sogna di lasciare un lavoro d'ufficio per dedicarsi all'agricoltura, Kang non usa mezzi termini: «Non fatelo!». L'agricoltura, spiega, è talmente difficile da sembrare spesso un'impresa vana. Ma per chi ha davvero valutato ogni opzione e non intende arrendersi, il consiglio è testare prima lo stile di vita: vivere in campagna per almeno tre mesi prima di decidere, e studiare non solo manuali tecnici, ma anche libri di business e branding — «gestire una fattoria moderna non significa solo coltivare, è complesso quanto le vendite e il marketing».


Ultimo aggiornamento: martedì 22 settembre 2026, 14:16

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