Mamma Daniela Ferrari e il ricovero di giugno: sto ancora male, io inseguita ovunque. Papà Giuseppe e i soldi agli avvocati: “Corruzione? Avrei dovuto chiedere la fattura”

Un’immagine dell’intervista di ’Quarto Grado’ a Giuseppe Sempio

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Garlasco (Pavia) – “Per noi sarà un sollievo quando mio figlio verrà scagionato definitivamente”. Daniela Ferrari e il marito Giuseppe Sempio, nelle due interviste andate in onda ieri sera a Quarto Grado du Rete4, continuano a ripetere che il figlio Andrea non è chi ha ucciso Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. Alle stesse telecamere, una settimana prima, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia aveva dichiarato che la chiusura indagini, notificata il 28 settembre, era già stata in qualche modo un sollievo, cosa che dalla risposta non vale anche per la mamma.
"Sto ancora male"
Inevitabile la domanda sulle sue condizioni di salute, dopo il ricovero in ospedale dello scorso 17 giugno: “Come si sente adesso?”. “Ancora male - risponde Daniela Ferrari - sto ancora prendendo farmaci e la cosa più pesante e assurda è il fatto di non poter uscire di casa. Non posso permettermi di andare a fare una passeggiata a piedi oppure 100 metri da qua al supermercato, a qualsiasi ora del giorno vengo inseguita”.

Un frame, tratto dalla trasmissione Quarto Grado, di Andrea Sempio (TV/QUARTO GRADO)
“Io spero in una giustizia giusta” risponde la donna alla domanda se ha fiducia nella giustizia, aggiungendo che “in questo momento, finché mio figlio non verrà scagionato, non posso dire di averne, perché ne sento troppe”. E soprattutto “Ho paura che la verità non basti”. “Non rispondo” poi alla domanda sulle nuove indagini sull’inchiesta del 2007 con i tanti dubbi sull’operato del Ris e in particolare sul Dna sui pedali della bicicletta del condannato Alberto Stasi: “Io di Dna non ci capisco assolutamente niente”. Però “no”, non crede all’innocenza di Stasi, ma aggiungendo che “si è indagato, secondo me, in una sola direzione, all’epoca solo contro Stasi e adesso solo contro Sempio”.
Giuseppe Sempio: "Tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura”
Al marito Giuseppe viene invece chiesto se ha paura che anche il figlio Andrea venga coinvolto nel filone parallelo sulla presunta corruzione per l’archiviazione del 2017: “Spero che mio figlio non venga fatto entrare in questa cosa”. Ammette che, con l’archiviazione dal Gip di Brescia dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, aveva sperato che anche a lui toccasse la stessa sorte. Invece risulta ancora indagato, con anzi gli sviluppi di quell’inchiesta, rilanciati dalla medesima trasmissione, che ipotizzano un coinvolgimento anche di altri, avvocati e polizia giudiziaria, come peraltro già anticipato in ipotesi nel decreto di archiviazione del Gip di Brescia.
“Se tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura” dice Giuseppe Sempio a proposito dei soldi pagati, in contanti, agli avvocati di allora. Sottolineando però che “quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l’hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro”. E alla domanda sulla possibilità che quei soldi invece fossero finiti, a sua insaputa, alla polizia giudiziaria, risponde semplicemente: “Non credo”.
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