«Il buddismo è la mia felicità»  - L'Unione Sarda.it

Tortolì.

02 agosto 2026 alle 00:49

Barbara Piras: le difficoltà ci sono sempre, ma le affronti molto meglio 

Ci sono rivoluzioni che non fanno rumore. Succede per caso, un giorno del 1993. Mentre ristrutturava la sua casa in centro nota un operaio dell’impresa edile, sempre calmo, sereno e sorridente. Parla con lui e scopre che è buddista da anni. «Io ero una persona tormentata», racconta. «Sapere che lui aveva tanti problemi, ma affrontava tutto con un atteggiamento pacifico. Gli chiesi come facesse e mi invitò a una riunione di discussione. Durante l’incontro ascoltai le persone confrontarsi sui principi buddisti applicati alla quotidianità. Una frase, in particolare, mi rimase impressa: “il buddismo serve alle persone per diventare felici”. Avevo poco più di trent’anni e quella promessa mi colpì come un fulmine. Mi chiesi: davvero si può imparare a essere felici?».

«Così cambiò la mia vita»

Barbara Piras, architetta, classe 1959, originaria di Villagrande e tortoliese d’adozione fin dall’adolescenza, pratica il buddismo da quel giorno del ’93. In quella riunione recita per la prima volta Nam-myoho-renge-kyo , mantra che nella tradizione della Soka Gakkai rappresenta la dedizione alla legge di causa ed effetto e il mezzo per far emergere la propria saggezza interiore. Da allora non ha più smesso. Oggi mette a disposizione una parte della sua casa dove custodisce il Gohonzon, il pergameno sacro davanti al quale, ogni settimana, si ritrova un gruppo di praticanti buddisti dell’Ogliastra.

«Le difficoltà esistono sempre. Cambia il tuo stato vitale. Non ti senti più schiacciato dagli eventi, riesci a guardarli dall’alto e trovi dentro di te la forza per affrontarli. La felicità - spiega Barbara - non coincide con l’assenza dei problemi».

Rivoluzione silenziosa

È quella che la filosofia buddista definisce “rivoluzione umana”: trasformare sé stessi per trasformare il mondo che ci circonda. Una rivoluzione silenziosa, fatta di piccoli passi quotidiani. Barbara ne ha sperimentato gli effetti soprattutto nel rapporto con i genitori: «Ero sempre stata tormentata anche nel rapporto con loro. Poco alla volta sono cambiata io e quel legame si è trasformato in qualcosa di bellissimo. È stato uno dei cambiamenti più profondi. Ho capito quanto fossi cresciuta come essere umano».

Dagli anni Ottanta

La sua è anche la storia di una comunità che in Ogliastra affonda le radici nella metà degli anni Ottanta, quando la prima praticante arriva da Baunei. Oggi il gruppo, che fa parte della Soka Gakkai, organizzazione buddista laica di origine giapponese, riunisce fedeli di Tortolì, Lanusei, Ilbono, Cardedu e, negli ultimi anni, si unisce alle realtà di Muravera e Villaputzu. Sono una trentina i praticanti attivi, ma in quarant’anni circa duecento persone hanno condiviso almeno un tratto di questo percorso. Intanto, Barbara continua ad aprire la porta della sua casa ogni settimana. Lo fa con la stessa convinzione nata 33 anni fa, quando intuisce che la felicità non è una meta lontana, ma un cammino da costruire ogni giorno. Un passo, una preghiera, una trasformazione alla volta.

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