Tortolì.
02 agosto 2026 alle 00:49
Tragedia del rimorchiatore, un processo atteso da quattro anniQuattro anni dopo la tragedia del rimorchiatore Franco P, affondato al largo della Puglia, i familiari delle vittime non hanno la certezza di cosa sia accaduto. Tra le cinque persone dell’equipaggio morte c’era anche Andrea Loi. Aveva 58 anni ed era di Tortolì. A un anno dall’incidente probatorio, non è ancora cominciato il processo. «Vogliamo che venga accertata la verità sulla morte di nostro fratello Andrea e di quanto accaduto la sera del 18 maggio 2022», afferma Giuseppe Loi (52), da tempo emigrato nella Penisola.
Inchiesta lumaca
La famiglia Loi è assistita dall’avvocato Francesco Filograsso. Sono nove le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Bari che ipotizza i reati di cooperazione colposa in naufragio e omicidio colposo plurimo. Fra gli altri, risultano indagati gli armatori Antonio Santini e Stefano Marchionne, rispettivamente legale rappresentante e presidente della società Ilma di Ancona proprietaria del rimorchiatore e del pontone. Con Loi morirono Luciano Bigoni, di Ancona, e Ahmed Jelali, di origini tunisine e residente a Pescara. Di due marittimi di Molfetta, Mauro Mongelli e Sergio Bufo, i corpi non sono mai stati recuperati, quasi certamente ancora in fondo al mare con il rimorchiatore. «L’incidente probatorio - osserva l’avvocato Filograsso - si è concluso a giugno 2025. A quel punto il pm avrebbe dovuto prendere una strada: archiviazione o avviso di conclusione indagini e la successiva richiesta di rinvio a giudizio. Ci dicono che la decisione è ancora in itinere. È vero che non esistono rischi di prescrizione, però questo non significa che non bisogna arrivare a una conclusione perché gli anni passano. Le responsabilità sono chiare». Tra gli elementi forniti dal legale anche un audio che Loi aveva inviato alla moglie al momento della partenza dal porto: «Nel vocale - rivela il legale - aveva riferito che stavano partendo in ritardo per via di un problema al motore». Elemento che, secondo il legale, avvalorerebbe la tesi delle responsabilità degli armatori e dei proprietari del rimorchiatore.
Dolore vivo
Sono passati oltre quattro anni, ma quella tragedia è rimasta una ferita aperta tra i familiari, ancor di più perché non hanno ancora avuto giustizia. «La tragedia ha cambiato la vita di tutti noi. Mio fratello Andrea - dice Loi - faceva parte di quel gruppo di marinai, tutti uomini esperti di mare, non sprovveduti: vogliamo e pretendiamo giustizia». Andrea Loi aveva lasciato Tortolì in giovane età per questioni di lavoro. Si era stabilito ad Ancona, dove abitava con la famiglia. Non aveva mai spezzato il legame con la sua cittadina, dove non mancava di rientrare per brevi periodi di ferie. Come avvenuto anche nel 2021, quando aveva trascorso qualche giorno insieme ai familiari. Non poteva immaginare che quello sarebbe stato il suo ultimo soggiorno nella cittadina che gli diede i natali.
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