La città da scoprire.
25 luglio 2026 alle 00:43
Uscendo da Castello, attraversata la Porta dei Leoni, si percorre una strada ripida che nasconde un passato ricco di storia. Si tratta di via Mazzini. In passato doveva essere una via molto frequentata, non solo perché conduceva alla porta d’ingresso meridionale della città fortificata, ma perché qua si trovavano botteghe e artigiani specializzati nella lavorazione di nobili metalli, tanto da meritare, come ci ricorda ancora oggi la targa toponomastica, l’appellativo di “via degli Argentari”. Nei secoli successivi la sua denominazione cambiò in quella attuale, in onore di uno dei massimi esponenti del Risorgimento italiano.
All'interno dell'aiuola circolare, che fa angolo con via Spano, troviamo oggi una grande palma. Nel 1913 questo spazio ospitò il busto in bronzo del filosofo Giordano Bruno, condannato a morte per eresia. L'opera venne rimossa nel 1926. La sua presenza si rivelò troppo scomoda per il regime.
Si racconta che le anziane signore si inchinassero davanti alla statua scambiandola per quella di un santo e che la sua presenza causò non pochi fastidi ai sacerdoti durante il passaggio delle processioni. Quello che sappiamo per certo è che, dopo diversi anni, il busto venne collocato all'interno del complesso universitario di Sa Duchessa, in cui, ancora oggi, è possibile ammirarlo.
Ma la raffigurazione del filosofo non è l'unica cosa ad essere scomparsa col tempo. I terribili bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale lasciarono ampi spazi vuoti, ancora visibili, devastando buona parte degli edifici un tempo presenti. Le abitazioni che in passato si addossavano alle mura difensive non esistono più. Lo spazio è adesso occupato da pochi parcheggi. E pensare che proprio in una di queste case venne alla luce lo scrittore Giuseppe Dessì. Ce lo ricorda una targa posizionata sotto quel che rimane della base di una antica garitta, che un tempo ospitava i soldati di vedetta. E se, parafrasando quel che disse lo scrittore, gli anni passano e Cagliari sembra ringiovanire, la via Mazzini, a dispetto del nome, aspetta ancora il suo risorgimento.
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