La città piange il “suo” vigile coraggioso  - L'Unione Sarda.it

Il funerale.

25 luglio 2026 alle 00:43

In basilica l’ultimo saluto a Pietro Isola, il soccorritore quartese morto in addestramento 

Un quarto d’ora prima della messa il silenzio nel sagrato viene rotto dal suono dell’Eli Drago 143, l’elicottero che scorta dall’alto il feretro trasportato verso la Basilica di Sant’Elena da un’autoscala dei pompieri. Ad attendere Pietro Isola – il vigile del fuoco morto a 59 anni pochi giorni fa durante un’esercitazione sul lago Temo, nel Sassarese – decine di colleghi in divisa arrivati da tutta l’Isola, parenti, amici, e tantissimi quartesi. Presente anche il capo del Corpo nazionale dei vigili, Eros Mannino.

Commozione

Originario di Quartu, la sua città dove tornava con la famiglia nel tempo libero e per le ferie, Isola abitava da anni ad Alghero dopo il trasferimento per lavoro, e fra pochi mesi sarebbe andato in pensione.Proprio Quartu ieri pomeriggio lo ha accolto per l’ultimo saluto. In prima fila nella Basilica la moglie Angela Curreli, abbracciata alle due figlie. Davanti all’altare la foto di Pietro Isola che lo ritrae felice al lavoro, posizionata ai piedi della bara avvolta dal Tricolore, sopra c’è il suo amato caschetto da vigile. Intorno il picchetto d’onore dei pompieri.

Durante la messa celebrata dall’arcivescovo Giuseppe Baturi, insieme al parroco della basilica, don Alfredo Fadda, il ricordo del vigile-coraggio stroncato da un malore durante un’esercitazione. «Grazie per ciò che ha fatto e che voi tutti fate a servizio della collettività, rischiando la vita per salvare quella degli altri», le parole di Baturi rivolte alle decine di vigili del fuoco presenti nella basilica che a stento è riuscita a contenere i tanti presenti al rito funebre. «Pietro ha svolto il suo lavoro con professionalità, dedizione, bontà, e con amore. Ha trasformato il suo lavoro in una missione, un esempio da seguire in ogni ambito professionale. Che il Signore dia la vita eterna a quest’uomo che ha dato tanto, come marito, padre, nonno, e come esperto vigile del fuoco».

Il ricordo

Poi la lettera a Santa Barbara, protettrice dei pompieri, letta da una giovane vigilessa. E infine il discorso di Nicola Micele, direttore regionale dei vigili del fuoco. «Pietro non si tirava mai indietro, amava donarsi agli altri. Questa tragedia ci racconta una storia di grande passione e dedizione. Noi abbiamo un compito adesso, onorare la sua memoria, e portarlo come esempio per le nuove generazioni dei vigili».

Presenti anche il sindaco Graziano Milia, il presidente del Consiglio comunale Tonio Pani, e il vice comandante della Polizia locale Antonello Angioni. «Una perdita e un dolore immenso per tutta la comunità quartese», dice commosso Milia, «Pietro era una persona benvoluta, un esempio di coraggio che la nostra città non dimenticherà mai. Alla famiglia e al Corpo dei vigili del fuoco l’abbraccio di tutta Quartu».Poi, prima del viaggio verso il cimitero, il dono della bandiera Tricolore con caschetto da parte dei vigili del fuoco alla famiglia, seguito dall’applauso fra le lacrime.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi