Il caso di un malato oncologico, mesi di attesa per il referto: “Non può iniziare la chemio”

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Anatomia patologica: il paziente aspetta la risposta su una recidiva asportata. Il reparto sconta da tempo problemi legati anche alla mancanza di personale

Continuano i problemi legati ai ritardi dell’anatomia patologica, con attese che durano mesi per ottenere i referti degli esami (foto di repertorio)

Continuano i problemi legati ai ritardi dell’anatomia patologica, con attese che durano mesi per ottenere i referti degli esami (foto di repertorio)

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Macerata, 14 luglio 2026 – Malato oncologico, da più di due mesi aspetta dall’Ast di Ancona la risposta sul grado di malignità di una recidiva asportata. E, di conseguenza, non può iniziare nessuna chemioterapia. È la condizione in cui si trova un maceratese, segnalataci da un nostro lettore, A. P., che evidenzia gli ormai cronici ritardi nella refertazione degli esami istologici che interessano la sanità marchigiana. Una brutta situazione che, tra l’altro, nel periodo estivo tende a peggiorare. I laboratori di Anatomia patologica, infatti, registrano un aumento nei ritardi con cui mandano i referti negli ospedali, compresi quelli con forte sospetto di carcinoma, con tutti i rischi che da questo deriva. La tempestività con la quale viene effettuato e refertato un esame, infatti, può davvero fare la differenza.

È vero che si stanno facendo sforzi per affrontare le difficoltà, ma evidentemente non sono abbastanza. Il numero degli anatomopatologi, ma anche del personale tecnico, nonostante l’eccezionale impegno dei professionisti presenti, è di gran lunga insufficiente rispetto alle necessità. Circa due anni fa, nella nostra Ast, un paziente ricevette il referto (che tra l’altro certificava una brutta situazione) dopo cinque mesi e mezzo. Nella relazione della Perfomance 2025 dell’Ast di Macerata, un consuntivo delle attività dello scorso anno, si rileva come una delle maggiori criticità riguardi proprio “la saturazione dell’Anatomia patologica con una forte crescita dei volumi (+44.31%)”, indice di una forte attività diagnostica che, però, “rischia di generare collo di bottiglia nei tempi di refertazione, con un impatto a cascata che potrebbe ritardare i percorsi chirurgici”.

Due operatrici sanitarie in una corsia d’ospedale: continuano i problemi legati ai ritardi dell’anatomia patologica, con attese che durano mesi per ottenere i referti degli esami

Due operatrici sanitarie in una corsia d’ospedale

Le difficoltà sono tali che anche per quest’anno il dg dell’Ast, Alessandro Marini, ha firmato una determina con la quale l’Azienda ha sottoscritto una convenzione con l’Ast di Pesaro per l’effettuazione di prestazioni di diagnostica istopatologica all’ospedale di Macerata. La crescita dell’attività, non è solo dovuta a una maggiore incidenza di determinate patologie, ma anche a un’accresciuta attenzione. Ma servono più risorse e personale. “Per tamponare questa situazione sarebbe necessario aumentare i posti nelle Scuole di specializzazione come Anatomia patologica e diminuirli in quelle di Medicina estetica, molto ambite dai giovani medici”, sottolinea il nostro lettore.

“Bisogna dare forti incentivi economici a chi lavora nei reparti di Medicina d’urgenza e Anatomia patologica, perché questi medici, a differenza di altri, non possono fare la libera professione, né intramoenia, né fuori dall’ospedale”.

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