Il centrosinistra rischia di perdere prima ancora di votare. Per due motivi

Il centrosinistra è già in ritardo. Le elezioni potrebbero arrivare molto prima del previsto e – al di là delle frasi di circostanza – il campo largo non è pronto: il programma va scritto dall’inizio e il nodo della leadership e tutt’altro che risolto. 

Intanto, giovedì 8 ottobre – salvo improbabili colpi di scena – il centrodestra approverà la nuova legge elettorale. Giusto in tempo per andare al voto in primavera. 

Giorgia Meloni, nelle ultime settimane, ha fatto l’unica cosa possibile per un presidente del Consiglio, ovvero continuare a smentire i rumors sulle elezioni anticipate. Eppure il sentiment generale è che dopo il via libera allo Stabilicum – Melonellum, tutto può succedere.

E nell’ipotesi – per molti analisti più che probabile – di voto in primavera, il centrosinistra di Schlein e Conte inizierebbe la partita già dai tempi supplementari.

Perché il campo largo deve fare presto?

Il centrosinistra deve fare presto per due motivi. Primo perché con l’approvazione della legge elettorale Giorgia Meloni non avrebbe più motivo di arrivare all’autunno del 2027.

Secondo perché, che si voti in aprile o in novembre, il centrodestra ha già iniziato la campagna elettorale. 

E i leader del campo largo? Ancora non pervenuti. O meglio discutono di leadership, ma sul programma sono ancora in alto mare. E la formula ripetuta come un mantra da Elly Schlein: “prima il programma” adesso suona quasi come una sentenza. 

Negli ultimi giorni la disputa per la leadership è entrata in una nuova fase, quella del federatore. Conte ha fatto la sua mossa, rivelando di aver chiesto a Schlein un doppio passo indietro, ovvero, farsi entrambi da parte per trovare una figura terza che metta tutti d’accordo.

La segretaria dem - secondo quanto riferito - avrebbe rifiutato. Perché avrebbe dovuto accettare? È la leader del principale partito della coalizione quindi resta la designata naturale per la guida dell’alleanza. L’apertura alle primarie - secondo molti- è già una concessione. 

In ogni caso la segretaria dem sarebbe intenzionata a mettere in stand-by la discussione fino a febbraio, per concentrarsi solo sulla definizione del programma e all’allargamento del perimetro della coalizione. Impresa che si annuncia complessa nonostante le cose in comune. 

Aspettare febbraio potrebbe essere troppo tardi

Tuttavia a febbraio sarebbe già tardi. Se davvero Giorgia Meloni sta pensando di andare al voto tra marzo e aprile – come gli indizi delle ultime settimane farebbero supporre – allora la scelta del leader potrebbe arrivare fuori tempo massimo.  

A quel punto, se si votasse ad aprile, il centrosinistra avrebbe tre mesi scarsi per la campagna elettorale. Nelle ultime settimane si è parlato anche di giugno. Anche in quel caso i mesi sarebbero appena cinque.

Ma anche se tutte le previsioni di elezioni anticipate si rivelassero infondate, e si andasse alle urne a scadenza naturale tra ottobre e novembre 2027, il centrosinistra sarebbe comunque in netto ritardo rispetto al centrodestra che, invece, sembra già in piena modalità campagna elettorale. 

Bonelli: “Ogni giorno che passa è già tardi”

Angelo Bonelli, leader di AVS, lo ripete da settimane. Insieme al co-leader Nicola Fratoianni continua ad esortare gli alleati a fare presto, a mettere da parte le beghe per la leadership e a iniziare a lavorare davvero al programma. Il tempo degli annunci e dei selfie di gruppo sono finiti.

virgolette

Ogni giorno che passa è già tardi. Ora dobbiamo dire agli italiani cosa vogliamo fare, sennò rischiano di ridurre l'intero progetto a una contesa personale e ora vuol dire subito. Urge scrivere il programma e solo dopo stabilire la data delle primarie, visto che sono state decise. Anche se non da noi.

Ha dichiarato oggi – mercoledì 7 ottobre - il leader di Avs in una intervista alla Repubblica.

virgolette

Non possiamo completare il programma a ridosso delle elezioni. Dobbiamo illustrarlo al Paese, fare iniziative sul territorio, portare nelle piazze i nostri assi portanti. Bisognerebbe chiudere al massimo entro fine novembre.

Spiega Bonelli che sulla data delle primarie afferma: 

virgolette

Tra gennaio e marzo mi sembra un po' tardi Fissiamo le regole e facciamole il prima possibile,

perché avverte: 

virgolette

Attenzione che su queste lentezze Meloni si inserisce. Sono convinto che voglia andare a votare tra marzo e aprile per anticipare le decisioni della Consulta sulla legge elettorale. E noi corriamo un rischio serio: non farci trovare pronti.