Il coraggio del soldato Demuru  - L'Unione Sarda.it

Girasole.

11 ottobre 2026 alle 00:39

Medaglia d’Oro al fante sopravvissuto al campo di sterminio 

Quando fu liberato, dopo 663 giorni di prigionia nel lager nazista di Stalag, Attilio Demuru, di Girasole, pesava 37 chili. Aveva conosciuto la fame, i maltrattamenti, le malattie senza cure e il lavoro forzato. Fu catturato in Grecia il 9 settembre 1943 mentre si trovava con il suo battaglione impegnato nella vigilanza del Canale di Corinto. Fu deportato con il numero di matricola 20213. Uno dei circa 650mila militari italiani che, dopo l’armistizio, rifiutarono di continuare a combattere al fianco dei tedeschi o di aderire alla Repubblica di Salò. Per questo rifiuto Hitler trasformò il loro status da prigionieri di guerra a “internati militari italiani”, privandoli di tutte le tutele previste.

Dai documenti e dai racconti lasciati da Demuru emerge la storia di un uomo trasferito in diversi campi di lavoro e sottoposto a condizioni durissime. Per mesi lavorò nelle miniere di carbone a 700 metri di profondità, fino alla liberazione da parte delle truppe americane. Tornò a casa, riuscì a ricostruire la propria vita e a creare una famiglia. Molti altri non fecero ritorno. È una pagina della storia italiana rimasta a lungo nell’ombra, quella degli Internati militari italiani, alla quale solo negli ultimi anni è stata restituita attenzione.

La cerimonia

Il 20 settembre, in occasione della “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale”, è stata consegnata la Medaglia d’Onore alla memoria di Attilio Demuru. A riceverla nella cerimonia tenuta a Sassari con grande commozione è stata la figlia Renata, da tempo impegnata a far conoscere la storia del padre. «Parlava poco della prigionia – racconta – Era voluto tornare in Grecia per rivedere quei luoghi. Ho provato un’emozione fortissima ricevendo questa onorificenza. Ho guardato in alto per ritrovarlo», dice commossa.

«Quando è tornato in Sardegna voleva solo lavorare e avere una vita dignitosa per sé e per la sua famiglia. Ma soffriva molto del fatto che loro fossero invisibili. Per loro era stato una grande sofferenza». Lo scorso anno ha donato al Comune di Girasole anche il suo baule di guerra, contribuendo a conservare una testimonianza diretta di quella vicenda. Alla valorizzazione della memoria si è dedicato con passione anche il consigliere comunale Federico Erminio Todde, che ha voluto approfondirne la storia e restituire voce alla vicenda di un compaesano per troppo tempo dimenticato.

Eroi sardi

Online è consultabile l’Atlante degli IMI Sardi, importante lavoro della professoressa Marina Moncelsi che raccoglie i nomi dei militari sardi internati nei lager tedeschi. Tra gli ogliastrini Battista Melis (Ilbono), Antonio Lai (Baunei), Angelo Cucca (Bari Sardo), Luigino Lai (Jerzu), Basilio Leoni (Villagrande), Giovanni Deplano (Ussassai), Raimondo Farri (Seui) e Luigi Girau (Gairo). In Prefettura a Nuoro, è stata conferita anche alla memoria di Giuseppe Schilirò, originario di Maletto, ritirata in un momento molto intenso nel ricordo del padre dal figlio Nino, che vive a Girasole da oltre trent’anni.

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