Il giallo delle sorelline, portate in comunità coi quattro fratelli - Notizie - Ansa.it

Le due sorelle di 12 e 8 anni scomparse venerdì sera verso le 20 a San Cataldo, 8 km da Caltanissetta, e ritrovate sabato pomeriggio verso le 17, all'interno di un negozio di abbigliamento gestito da una donna cinese e che si trova non lontano dalla loro abitazione, sono state trasferite in una comunità protetta insieme agli altri quattro fratelli. I sei minori - tre maschi e tre femmine - abitavano con il padre, Alessandro Costanza, che è in via di separazione dalla moglie che vive in Nord Italia.

Le bambine, dopo il ritrovamento, erano state accompagnate in ambulanza all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta per certificare le loro condizioni e poi dimesse. Costanza vuole che i figli tornino a casa "il più presto possibile". "E' stata una marachella", afferma, facendo ascoltare un audio whatsapp della negoziante cinese, che avrebbe un rapporto con lui, che alle 17.02 lo avvertiva del ritrovamento liberando lui e l'intero paese dall'angoscia: "Amore le bambine sono qui, dentro il negozio".

"Io ero convinto che le mie figlie fossero uscite dal locale - aggiunge l'uomo - Invece la ragazza ha calato la saracinesca mentre loro erano ancora dentro". Alla domanda sul perché non abbia avvertito la sera della scomparsa le forze dell'ordine, ha risposto: "Ho fatto un giro tutta la notte per cercarle e ho pensato che non ci fosse bisogno di fare allarmismo. La mattina sono andato dai carabinieri".
E per trovare "riscontri alle dichiarazioni fin qui raccolte" i carabinieri proseguono le indagini. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire se le bambine siano arrivate nel negozio col padre, come afferma lui e se poi lui sia uscito dicendo "vado a comprare il pane ci vediamo a casa", come ha dichiarato nel lunghissimo interrogatorio durato diverse ore. Un altro aspetto che gli inquirenti vogliono approfondire è se le bambine e i loro 4 fratelli, vivano una situazione di disagio. Nel 2023 i genitori delle bambine sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase sarebbero stati affidati a una comunità. Il procuratore nisseno salvatore De Luca, ha detto che gli "approfondimenti d'indagine sono assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilità e a verificare alcune circostanze ancora poco chiare".

Poco prima del ritrovamento la proprietaria dell'attività era stata sentita in caserma e, uscendo, aveva riferito ai giornalisti di avere visto per l'ultima volta le due bambine la sera precedente, intorno alle 19.40. Dopo il ritrovamento la donna è stata nuovamente condotta in caserma. Tra gli aspetti sui quali sono in corso accertamenti c'è anche la ricostruzione delle ore trascorse tra la scomparsa delle bambine e la denuncia presentata dal padre ai carabinieri la mattina successiva. Dopo il ritrovamento "non parlavano. Abbiamo chiesto loro se stessero bene e ci hanno detto di sì, ma null'altro. Apparivano serene", ha raccontato Manuel Bonaffini, volontario della Protezione civile.

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