Vannacci su utero in affitto e centrodestra annacquato

Politica

Dal palco del Forum dell’Indipendenza italiana a Orvieto, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci apre il proprio intervento rispondendo alle polemiche sollevate dai vertici della Lega e illustrando i cardini ideologici del suo movimento. Le prime frecciate sono riservate agli ex compagni di partito, il capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Al primo, che lo ha accusato di aver ‘lordato il prato di Pontida’, l’europarlamentare risponde citando i celebri versi di Fabrizio De André: “Vi ho fatto un favore Molinari, vi ho fatto un favore perché ricordatevi, dai diamanti non nasce niente, ma dall’etame nascono i fiori“. Subito dopo replica al governatore veneto, ironizzando sul suo richiamo alla formula latina “Natura non facit saltus”: “Zaia, riferendosi a me, fa finta di essere un latinista. Ma tu dimentichi che parli proprio con un professionista dei lanci e dei salti. Lo so che a te manca il fegato, ma tale è, io i salti li faccio invece. E vedrete fra poco che salti faremo. Mi dispiace per te, hai sbagliato persona”.

Entrando nel merito delle sue battaglie culturali, rivendica il concetto di “patriarcato mediterraneo”, premettendo la sua analisi con una bordata alla stampa: “Adesso mi aspetto che i nostri amici giornalisti saltino in piedi. Siete pronti col defibrillatore?”. Poi spiega: “Noi proteggiamo la nostra famiglia anche con il patriarcato mediterraneo. Che non è oppressione o possesso o violenza o sopruso o prevaricazione. Queste sono le deviazioni al concetto di patriarcato mediterraneo. Il patriarcato mediterraneo è rispetto, dovere, sacrificio, determinazione, fedeltà, ritorno, devozione. Ed è il modello di famiglia che ci ha consentito di prevalere su tutto il pianeta negli ultimi duemila anni“. L’ex generale lega questa visione all’idea del pater familias, proponendo come figure di riferimento Ulisse ed Enea, simboli di responsabilità è dovere.

Sul tema dei reati di genere, Vannacci ribadisce di rifiutare la categoria concettuale di “femminicidio”, pur precisando di non negare la violenza e augurandosi che “chiunque faccia del male alle donne marcisca in galera e abbia le pene più severe”. Ancora una volta definisce le donne “esseri fragili” e respinge qualsiasi “svolta gramsciana al diritto penale” intesa a educare la società attraverso le sanzioni, ricordando come il sistema preveda già le aggravanti e citando la condanna all’ergastolo inflitta nel caso Turetta. Strali anche contro la sinistra e la maternità surrogata: “L’utero in affitto, che invece questa sinistra sbandiera come libertà, è proprio l’indice di schiavizzazione delle donne. La donna è ridotta a un forno dove si inserisce una pizza e la si toglie nove mesi dopo. Significa sdoganare il concetto di un essere umano che può essere ceduto, venduto, prestato. E questo concetto è sbandierato da chi si dice protettore dei diritti e protettore delle donne”.

Poi un’altra stoccata alla destra di governo: “Ha fatto tanto per inquadrare questa pratica come delitto universale. Peccato che poi sono gli stessi che invece danno il patrocinio e finanziano a volte le manifestazioni di Gay Pride che invece portano questa pratica come loro manifesto”. Nella parte conclusiva, l’attenzione si sposta su un contributo video, accolto dal pubblico della kermesse con fischi e borbottii di dissenso. Si tratta di un intervento dell’ex parlamentare del Pdl Italo Bocchino a Otto e mezzo, dove sostiene la totale impossibilità di una convergenza tra Giorgia Meloni e Roberto Vannacci, bollato come pro-Russia e anti-europeista. Secondo il direttore editoriale del Secolo d’Italia, per la leader di Fratelli d’Italia è “meglio perdere le elezioni che vincerle con Vannacci”, perché una sconfitta la porterebbe soltanto a un breve periodo all’opposizione prima di tornare al governo, mentre i due terzi dell’elettorato del movimento rientrerebbero nel centrodestra pur di non favorire Schlein o Conte.

Alla conclusione dell’estratto video, mentre dalla platea si solleva l’esclamazione “Finiano! Finiano!”, Vannacci riprende la parola per attaccare la strategia della maggioranza: “Ecco chi ha fatto i conti. Meglio perdere che vincere con Vannacci. Questa è la politica di questo centrodestra annacquato“. Respinta l’accusa di favorire la sinistra per non essersi prostrato ai diktat della coalizione, il leader di Futuro Nazionale replica che sono invece gli stessi vertici ad aver “già pianificato di lasciare il paese in mano alla sinistra”, definendo Bocchino “fondamentalmente il portaparola di Giorgia Meloni”. L’ex generale conclude rassicurando la platea sulla fermezza della linea politica intrapresa: “Noi seguiamo i nostri obiettivi e su questo avete la mia assoluta promessa che non ci scosteremo dai nostri obiettivi. L’unico voto utile che può essere espresso è quello nei confronti di Futuro Nazionale, cioè nei confronti dell’Italia e degli italiani”.