«Il medico in paese un miracolo? Quelli li fa solo Dio»  - L'Unione Sarda.it

Intervista.

21 luglio 2026 alle 00:13

Matteo Manca, sindaco di Norbello, punta alle prossime Regionali 

«Nel futuro? Vorrei portare il mio modo di amministrare nel resto del territorio, della provincia, della regione. Ho dimostrato che funziona». Matteo Manca, sindaco di Norbello riconfermato alle Amministrative di giugno con una percentuale bulgara, è diretto in aeroporto. «Vivo ad Arezzo ma sono segretario comunale a Montevarchi. Per fare il trasfertista faccio tanti tanti tanti sacrifici e, quando ho momenti di sconforto come questo in cui preferirei restare in Sardegna, penso che non c’è un’altra soluzione: per arrivare in alto bisogna sacrificarsi tanto».

Dove vuole arrivare?

«Vivo del mio lavoro. Ho vinto il concorso come segretario di fascia A, dovevo scegliere se restare in Sardegna e accontentarmi dei piccoli comuni o fare un passaggio di due anni fuori e poter esercitare nei municipi delle grandi città».

E la politica?

«Non la trascuro e vorrei che questo percorso mi portasse alle prossime Regionali a rappresentare il mio territorio».

A Norbello è stato rieletto con l’80% dei voti.

«È stato premiato il lavoro fatto in questi anni, è evidente che per percentuali di questo tipo non c’è un’altra risposta: è il riconoscimento del lavoro fatto».

Allora perché ha bisogno di altri 5 anni da sindaco?

«Prima delle elezioni ho cercato un’alternativa, dialogato con tante persone. Poi, a discapito della mia serenità, ho ragionato per il bene del paese: era un momento difficile, l’unico negozietto aveva chiuso, non c’era medico di base né pediatra».

Entrambi, medico e pediatra, stanno per tornare. Ha parlato di “miracolo”.

«I miracoli li fa solo Dio, questa è una cosa alla quale mi sono dedicato molto».

Cosa ha fatto?

«Ho chiesto ai medici quello di cui avevano bisogno e quali fossero le loro paure. È inutile fare i bandi regionali per i piccoli centri proponendo le stesse cose che si propongono a Cagliari o Roma».

Di cosa avevano paura?

«Per esempio di avere 2000 pazienti in un paese senza specialisti e, dunque, doversi fare carico anche di questo».

Avete risolto?

«Offriamo uno studio gratis, vicino alla farmacia, dove prenderà servizio anche il pediatra e, spero presto, anche un infermiere che sarebbe utilissimo non solo a Norbello ma in tutto il territorio».

Voleva presiedere il Distretto sanitario Ghilarza-Bosa ma hanno eletto la sindaca di Ghilarza.

«Non ho nulla contro i colleghi della Planargia e Barigadu. Nella mia Unione dei Comuni chi aveva detto che mi avrebbe appoggiato poi non l’ha fatto».

Ha detto che c’è stata l’influenza dei consiglieri regionali, quali?

«Non faccio i nomi, ma sono quelli locali del centrosinistra che in questo modo hanno marcato il territorio mettendo una persona vicina a loro».

Cosa farà?

«Quando deciderà la gente sarà un’altra cosa».

Ha ordinato ai cittadini di non ammalarsi. Una provocazione.

«È stata utile, la dottoressa in arrivo ha saputo di noi proprio così».

Ha anche ordinato di difendere gli animali dal caldo.

«Penso che sia doveroso, soffrono come le persone».

Sta promuovendo il suo libro “Omicidio a Torregrande” edito da Mondadori. Quando ha trovato il tempo di scriverlo?

«Non dormo molto e nel poco tempo libero mi dedico alle cose che mi piacciono, cerco di farle bene, se poi non va non importa. Quel che conta è avere sempre la coscienza a posto».

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