Il monito di Neulichedl: "Si facciano scelte forti. I diritti edificatori non siano più intoccabili"

L’assessore del M5s: "Bisogna cercare di creare nuovi strumenti legislativi". Sui rapporti con gli alleati di maggioranza: "Sono contrario alla crescita illimitata. Avere un posizionamento diverso non è indice di debolezza, ma di forza".

L’assessore del M5s: "Bisogna cercare di creare nuovi strumenti legislativi". Sui rapporti con gli alleati di maggioranza: "Sono contrario alla crescita illimitata. Avere un posizionamento diverso non è indice di debolezza, ma di forza".

Un appello rivolto al M5s in primis, e ai Verdi perché sostengano all’interno della maggioranza di governo le istanze ambientaliste: "Non possiamo arrenderci ai diritti acquisiti come quelli edificatori". All’indomani dell’ordinanza del Consiglio di Stato che ha annullato l’eliminazione di altre piante nel polo urbanistico Ospizio, l’assessore alla Tutela ambientale e Università Roberto Neulichedl, iscritto ai Cinque stelle, invoca "scelte politiche forti".

Roberto Neulichedl, assessore a Tutela ambientale e Università, quali riflessioni suscita in lei l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha stoppato ulteriori abbattimenti di alberi in zona Ospizio? "È un provvedimento emesso troppo tardi per bloccare qualsiasi attività. Ora bisognerà arrivare a fine corsa per capire se aveva ragione chi sosteneva la necessità di attuare il piano urbanistico o se si sia trattato di un piccolo ecocidio. Il problema si verifica soprattutto quando accadono fatti, come in questo caso, in cui non si può più tornare indietro. Si pone una questione seria: non possiamo più considerare intoccabili i cosiddetti diritti acquisiti, come quelli edificatori".

A Reggio ci sono ulteriori terreni edificabili: come gestire ambiente e sviluppo urbanistico? "In futuro il vero banco di prova sarà il centinaio di ettari con diritti edificatori che tuttora sussistono: per intenderci, venti volte l’area del bosco Ospizio. In passato una sentenza del Consiglio di Stato per altre aree dichiarò inammissibile il tentativo di cancellazione, da parte del Comune, di diritti edificatori già acquisiti. Il Comune aveva inserito una norma che era più restrittiva rispetto a quella regionale. Alla giustizia amministrativa si rivolsero i costruttori e il Comune ha perso. Questo provvedimento ha dato la stura per costruire in zone che si pensava fossero non più edificabili".

Il centrosinistra ha palesato posizioni differenti sul bosco Ospizio. Come affrontare in giunta d’ora in poi le controversie? "Penso soprattutto al M5s e ai Verdi: non ci possiamo arrendere ai diritti acquisiti. In questo senso occorre fare scelte politiche forti. Un paio di anni fa, prima del consiglio comunale aperto in cui fu portata la mozione popolare sul bosco Ospizio, dissi alla giunta che ciò che possiamo fare lo decidono i giudici, mentre ciò che vogliamo fare lo decidiamo noi. Ma su quest’ultima cosa ciascuno ha dato le proprie risposte".

Lei quest’estate si era schierato coi manifestanti. Nell’alleanza di governo altre posizioni, a partire dal sindaco Marco Massari, sono diverse dalla sua. Come potete garantire la tenuta di governo? "In maggioranza rivendico, e continuo a dirlo, che il posizionamento diverso non è segno di debolezza, ma di forza. Io sono contrario alla crescita illimitata".

Come spiegarlo ai cittadini? "Spesso sento che nella maggioranza c’è il timore della narrazione pubblica, ma se le cose le facciamo bene si narrano da sole. Invece se le raccontiamo bene, e poi le facciamo male, la gente si arrabbia".

Come tenere insieme il rispetto dei diritti, le scelte politiche e il profilo etico in abito ambientale? "Volere è anche potere. Se mancano gli strumenti legislativi, possiamo provare a crearli: ricordiamo che in Regione abbiamo la maggioranza, ed è anche in atto una revisione della legge sul consumo di suolo. Al momento non possiamo scrivere le leggi nazionali, ma se dovessimo vincere alle prossime elezioni si potrebbe ripartire anche da lì. Giuseppe Conte ed Elly Schlein devono chiarire all’elettorato la loro idea di sviluppo e progresso, altrimenti i cittadini rischiano di essere disorientati".

Nel frattempo cosa può fare la politica di fronte ai diritti acquisiti? "Mi avvarrei di avvocati per vedere se si possono erodere o no. E va approfondito come possono essere rapportati all’articolo 9 della Costituzione che tutela l’ambiente anche per le future generazioni"

Su bosco Ospizio si poteva tornare indietro? "Sul piano di riqualificazione urbanistica non ho elementi per dire se in ambito giuridico si potesse farlo. Ho sostenuto quest’estate che sarebbe servito un miracolo, nel senso che Conad ci ripensasse e magari facesse un bosco chiamato Conad".

Dal quartiere hanno chiesto di introdurre servizi di cui segnalano la mancanza e di cui il Comune ha sostenuto la progettazione. "Nessuno ha mai negato il diritto del quartiere ai servizi di cui necessita. Il problema è come farlo, anche nell’ottica di migliorare servizi come l’attuale biblioteca".

C’è chi ha lamentato che lei non è mai andato al presidio permanente di Ospizio. "C’è stato chi mi ha detto che dovevo venire anch’io davanti alle ruspe. Io ho ribattuto che pure io sono davanti alle ruspe, ma a quelle della politica. Bosco Ospizio non è un grande polmone verde, come ho detto anche agli attivisti: è piccolo, ma ha assunto un enorme valore simbolico. Siamo di fronte a una prova di maturità politica che vede un conflitto tra ecologia ed economia. Noi eravamo entrati in giunta per cercare di correggere la rotta, quindi proseguremo anche se il timone non è nelle nostre mani. E speriamo che le istanze degli ambientalisti trovino finalmente patria".