Quando si parla di risorse idriche si pensa subito a fiumi, laghi e dighe. Eppure il vero gigante dell'acqua italiana è quasi invisibile, nascosto nel sottosuolo. Proprio lì si trova una gigantesca riserva naturale che, ogni giorno, disseta milioni di persone e garantisce gran parte dell'acqua che arriva nelle case degli italiani.
A riportare l'attenzione su questo patrimonio è la nuova Carta idrogeologica d'Italia realizzata dall'Ispra, pubblicata dopo circa quarant'anni dall'ultima ricognizione nazionale. Il lavoro offre una fotografia aggiornata di ciò che si nasconde sotto la superficie del Paese e racconta una realtà sorprendente.
Le falde acquifere in Italia
Le falde acquifere del nostro paese coprono oltre l'84% del fabbisogno nazionale di acqua potabile, confermandosi una risorsa fondamentale per la vita quotidiana.
L'indagine ha mostrato come circa due terzi del territorio italiano siano caratterizzati dalla presenza di grandi serbatoi naturali con una buona capacità di accumulare e distribuire acqua. Le aree più ricche si trovano soprattutto nella Pianura Padano-Veneta e lungo la dorsale appenninica, dove il sottosuolo funziona come una gigantesca spugna capace di trattenere preziose riserve idriche.
I numeri della mappatura
Per questa mappatura sono state censite 957 grandi sorgenti con una portata superiore ai dieci litri al secondo, dalle quali ogni anno vengono prelevati circa 2,7 miliardi di metri cubi di acqua destinata al consumo civile. Questa quantità rappresenta circa l'80% di tutta l'acqua sorgiva utilizzata in Italia per uso potabile.
La ricognizione ha individuato anche circa 60 mila pozzi, 241 sorgenti termominerali e oltre sessanta sorgenti costiere e sottomarine. Queste ultime, oggi, disperdono la loro acqua direttamente in mare, ma potrebbero diventare in futuro una risorsa preziosa qualora nuove tecnologie ne rendessero possibile l'utilizzo per affrontare eventuali crisi idriche.
Tra gli aspetti più interessanti del progetto c'è anche il censimento dei fontanili della Pianura Padano-Veneta, sorgenti naturali che testimoniano ancora oggi la straordinaria ricchezza idrica del sottosuolo italiano. La loro presenza conferma come, in molte aree della penisola, l'acqua sia custodita sotto terra in quantità ben maggiori di quanto si possa immaginare osservando soltanto il paesaggio in superficie.
Parallelamente è stata resa disponibile una banca dati online, destinata ad aggiornarsi continuamente grazie al contributo di enti scientifici e istituzioni. Il progetto guarda già al futuro con la realizzazione di un archivio nazionale dedicato alle sorgenti e di una carta che individuerà le zone più favorevoli alla ricarica naturale delle falde. L'idea è sfruttare questi enormi serbatoi sotterranei, riducendo così la necessità di costruire nuovi invasi artificiali e affrontare meglio la siccità.
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