A più di due anni dalla conclusione del manga di My Hero Academia, Kohei Horikoshi è tornato con Quit Laughing, Shijima, un one-shot horror che mantiene molti dei tratti visivi riconoscibili del mangaka, ma cambia radicalmente il tipo di atmosfera e di conflitto al centro della vicenda.
Basta sfogliare le prime pagine, o anche solo guardare la copertina, per riconoscere delle fisionomie, delle espressioni e dei movimenti che ricordano immediatamente i lavori di Horikoshi. E la somiglianza non si ferma all'aspetto grafico, perché in alcuni passaggi del one-shot sembra quasi di trovarsi davanti a una versione più cupa di alcune idee già esplorate in My Hero Academia. Eppure, quando si guarda alla struttura della storia, il riferimento che viene in mente è un altro: Jujutsu Kaisen.
Il motivo è soprattutto nel modo in cui viene costruito il soprannaturale. La storia è ambientata in una zona del Giappone tormentata da fenomeni paranormali che soltanto Azumi, il protagonista, riesce a percepire.
Quello che inizialmente potrebbe sembrare un semplice elemento horror diventa progressivamente parte di una tradizione molto più antica, legata alla stessa comunità in cui vive. Da generazioni, infatti, gli abitanti della regione seguono un rituale in cui viene scelta una persona da sacrificare per placare una presenza soprannaturale legata alle acque della zona e salvare tutti gli altri.
La storia ricorda Jujutsu Kaisen non tanto per la presenza di fantasmi o spiriti in sé, elementi che appartengono da sempre al genere horror, quanto per il rapporto tra esseri umani e fenomeni soprannaturali. In entrambe le opere esiste una realtà invisibile alla maggior parte delle persone e accessibile soltanto a individui dotati di una particolare capacità percettiva.
La differenza è che Horikoshi non costruisce un sistema complesso come quello di Gege Akutami, anche perché non ne ha il tempo, dato il formato dell'opera. Se in Jujutsu Kaisen le maledizioni nascono dalle emozioni negative degli esseri umani e diventano il centro di un intero universo narrativo, con tecniche, combattenti e regole precise, in Quit Laughing, Shijima c'è semplicemente una persona che vede ciò che gli altri non possono vedere e decide di intervenire contro qualcosa che la società ha imparato ad accettare.
Dato il successo riscosso da Quit Laughing, Shijima, viene spontaneo chiedersi cosa potrebbe succedere se Horikoshi decidesse di sviluppare l'idea in una serie vera e propria. Anche se la storia funziona perché arriva rapidamente al punto, alcuni dei suoi elementi potrebbero sostenere una narrazione molto più lunga, con protagonisti che vedono ciò che gli altri ignorano, comunità legate a rituali soprannaturali e dei casi apparentemente indipendenti che potrebbero diventare la base per uno shonen con una componente horror marcata. Non è detto, però, che questo sia ciò che Horikoshi ha intenzione di fare.
Su L''ultima caccia di Kraven. Spider-Man è uno dei più venduti di oggi.