Alla periferia ovest di Vienna, nel quartiere di Hietzing, sorge uno dei complessi imperiali più celebri d'Europa: il Palazzo di Schönbrunn. Per quasi due secoli fu la residenza estiva della casa d'Asburgo, ma dentro le oltre 1400 stanze si sono intrecciate anche le vicende di Napoleone, il Congresso che ridisegnò l'Europa dell'Ottocento, e la vita irrequieta di un'imperatrice diventata leggenda: Sissi.
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Dalle origini imperiali alla grande residenza barocca
La storia del luogo comincia molto prima che diventasse un palazzo. Fin dal XIV secolo l'area era conosciuta come Katterburg, un appezzamento di terreno con una casa colonica, un mulino ad acqua e delle stalle. Nel 1569 la proprietà entrò a far parte del patrimonio asburgico, quando l'imperatore Massimiliano II acquistò la tenuta. Il nome che oggi conosciamo, invece, nacque per caso: durante una battuta di caccia, l'imperatore Mattia scoprì in quest'area una sorgente d'acqua particolarmente limpida, che chiamò schöner Brunn, "bella fonte". Secondo alcuni storici, però, la nomenclatura che conosciamo oggi viene compare sui documenti ufficiali solo dopo il 1642, anno in cui Eleonora Gonzaga, italiana che aveva sposato Ferdinando II d'Austria, la elesse come sua residenza personale dopo la morte del marito.

Il vero salto di qualità arrivò nel Settecento, sotto l'impero di Maria Teresa. Tra il 1743 e il 1780 la sovrana trasformò radicalmente il complesso, affidando all'architetto di corte Nikolaus Pacassi il compito di ridisegnarlo in stile barocco: nuove ali, nuove sale, un teatro, un parco monumentale ispirato a Versailles. Fu in questi anni che Schönbrunn divenne il centro pulsante della vita politica e culturale della corte, lo sfarzoso palcoscenico su cui l'impero mostrava la propria magnificenza. Ancora oggi il palazzo conta 1441 stanze, anche se soltanto una quarantina sono aperte al pubblico.
Il quartier generale di Napoleone
Dopo la morte di Maria Teresa, nel 1780, Schönbrunn rimase per anni disabitato, riportato in uso come residenza estiva solo agli inizi dell'Ottocento. Fu proprio in questo periodo che il palazzo entrò in una delle pagine più drammatiche della sua storia austriaca: l'occupazione napoleonica.
Nel 1805 e di nuovo nel 1809, quando le truppe francesi occuparono Vienna, Napoleone scelse Schönbrunn come proprio quartier generale, alloggiando nelle stanze un tempo appartenute a Francesco Stefano di Lorena, nell'ala orientale del palazzo. Quella camera, in cui l'imperatore francese dormì durante entrambi i soggiorni, è ancora oggi visitabile ed è nota come "Stanza di Napoleone". Fu proprio a Schönbrunn, il 14 ottobre 1809, che venne firmato il Trattato che porta il nome del palazzo (talvolta chiamato anche Trattato di Vienna), che pose fine alla guerra della Quinta Coalizione tra Austria e Francia napoleonica.

Ma il legame tra Napoleone e Schönbrunn non si esaurì con la sconfitta militare. Nel 1810 l'imperatore sposò l'arciduchessa Maria Luisa d'Asburgo, nel tentativo di fondare una propria dinastia legata al sangue degli Asburgo. Da quel matrimonio nacque un figlio, Napoleone Francesco, che dopo la caduta del padre fu cresciuto a Vienna con il titolo di Duca di Reichstadt, sotto lo sguardo vigile del nonno, l'imperatore Francesco I. Il duca visse propria nella reggia asburgica e morì di tubercolosi nel 1832, a soli 21 anni, nella stessa stanza che era stata di suo padre. Ancora oggi sono conservate la sua maschera funebre e un'allodola imbalsamata, unica compagna durante la sua esistenza solitaria a Schönbrunn.
Il Congresso di Vienna e gli anni della Restaurazione
Con la caduta definitiva di Napoleone, Schönbrunn tornò protagonista della grande politica europea. In vista del Congresso di Vienna del 1814-1815, il palazzo fu sottoposto a lavori di restauro per adeguarlo al gusto e al protocollo dell'epoca: fu in quell'occasione che ricevette l'aspetto della facciata che conosciamo oggi, curato dall'architetto di corte Johann Aman.
Il Congresso, che riunì i rappresentanti delle principali potenze europee per ridisegnare la mappa del continente dopo le guerre napoleoniche, si svolse tra feste sontuose e trattative interminabili, tanto da ispirare la celebre battuta secondo cui "il Congresso non cammina, ma danza".
La prigione dorata di Sissi
Oggi Schönbrunn è associato al nome di Sissi. L'imperatrice Elisabetta d'Austria, nata duchessa in Baviera, arrivò a Vienna appena sedicenne e si trovò a doversi adattare a un mondo di rigidissimo cerimoniale che sentì da subito come una gabbia. Fu lei stessa a definire Schönbrunn "un castello dei sogni, ma anche una prigione dorata e amata": un'immagine che racconta perfettamente la contraddizione della sua vita di corte, sospesa tra la magnificenza del ruolo e il desiderio disperato di libertà.

Ma il tratto che più di ogni altro definisce il rapporto di Sissi con la vita di corte è la fuga costante: dai cerimoniali, dagli obblighi di rappresentanza, dalle aspettative di moglie e madre. Questo bisogno di allontanarsi si fece ancora più forte dopo la tragica morte del figlio Rodolfo, nel 1889. Fu proprio per provare a trattenerla a Vienna che l'imperatore Francesco Giuseppe le fece costruire, nella vicina riserva di caccia del Lainzer Tiergarten, la Hermesvilla: un piccolo "castello dei sogni" personale, immerso nel verde, dove Sissi poteva cavalcare e camminare lontano dal protocollo. Anche questo tentativo, però, non bastò a placare il suo animo inquieto, e l'imperatrice continuò a girovagare senza sosta fino alla sua tragica morte, assassinata a Ginevra nel 1898.
Da residenza imperiale a patrimonio dell'umanità
Il 1918 segnò la fine di un'epoca: fu proprio a Schönbrunn che l'ultimo imperatore, Carlo I, rinunciò formalmente al trono, decretando la fine della monarchia asburgica dopo secoli di storia. Il palazzo e il parco passarono così alla neonata Repubblica d'Austria.
Dopo la Seconda guerra mondiale, durante l'occupazione alleata dell'Austria (1945-1955), il palazzo fu requisito e ospitò gli uffici della delegazione britannica. Con il ritorno della piena sovranità austriaca, tornò a essere un museo, ma non smise di essere un palcoscenico per la diplomazia internazionale: nel 1961 vi si tenne il celebre incontro tra il presidente americano John F. Kennedy e il premier sovietico Nikita Chruščёv, nel pieno della Guerra Fredda.
Dal 1996 Schönbrunn è patrimonio dell'umanità UNESCO, e oggi è il monumento più visitato d'Austria, con circa 8 milioni di visitatori l'anno. Tra le sale sontuose e gli sterminati giardini barocchi, con la Gloriette che domina il panorama viennese dall'alto della collina, il palazzo continua a raccontare una storia lunga più di quattro secoli: quella di un impero, di un conquistatore, e di un'imperatrice che in quelle stesse sale cercò, senza mai trovarla davvero, la propria libertà.
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