Perché l'ossessione per Fedez ricoverato ha poco a che fare con il voler sapere come sta

Prima ancora di chiederci perché ci interessa (ossessiona) che Fedez sia ricoverato, vale la pena osservare quanto ci interessi tutto ciò che lo riguarda: quando è diventato padre, quando la sua compagna era incinta, il rapporto con i figli, quello con l'ex moglie Chiara Ferragni e qualsiasi dettaglio della sua vita privata. L'istinto porta a una risposta semplice: perché è famoso ma forse

La salute di un personaggio così noto è inevitabilmente una notizia e, sinceramente può suscitare un interesse, empatico. Eppure c'è un elemento che rende questo caso diverso. Negli ultimi anni Fedez ha scelto di proteggere molto di più alcuni aspetti della sua vita privata, compresa la salute, adottando un riserbo lontano dall'esposizione a cui aveva abituato il pubblico. Paradossalmente, però, quella maggiore discrezione non sembra aver generato più rispetto dei confini, ma l'effetto opposto: ha alimentato ancora di più la curiosità e il bisogno di sapere.

Qualche giorno fa con un'amica ragionavamo sul fatto che la fama ci sembrasse una cosa davvero orribile, e, a riprova di quest'assunto, ci eravamo messe ad elencare persone famose con vite disastrate, non solo ma anche, da una mole di notorietà insostenibile. Poi lei se n'era uscita con un'immagine colorita, ma efficace: "La privacy - diceva - è un po' come la verginità, una volta che è andata non la puoi riavere indietro". Non ero del tutto d'accordo: esistono esempi, seppur datati, di grandi dive e grandi divi, che hanno scelto di sparire dalla circolazione e non far sapere né vedere più nulla di sé, riuscendoci persino nell'era dei telefoni con la videocamera. Pensa a Mina, le ho detto, o a Brigitte Bardot, che quando hanno deciso che fosse sufficiente così, che avessero condiviso con il pubblico anche troppo, si sono ritirate a fare l'una chissà cosa da qualche parte in Svizzera, l'altra l'accuditrice di millemila animali da qualche parte nel sud della Francia.

Ci ripenso ora, a quella conversazione, quando ovunque sulle testate italiane è stata data la brutta notizia di un nuovo ricovero (forse d'urgenza, forse no, non è chiaro) di Fedez, al quale, poveraccio, si sarebbe riaperta una vecchia ulcera. Riprendo un passaggio di un articolo di stamattina: "Ieri pomeriggio, martedì, la decisione del ricovero a Rozzano alll'IRCCS Istituto Clinico Humanitas (Fedez era stato prima portato al Fatebenefratelli, nds). Il passaggio tra i due poli ospedalieri si è svolto in totale riservatezza attraverso un ingresso secondario della struttura, una misura concordata per tutelare l'artista dall'esposizione mediatica". Mi verrebbe da sollevare più di un'obiezione su quella "totale riservatezza", visto che si sa praticamente tutto riguardo a questi nuovi problemi di salute di Federico Lucia, ma mi sembra verosimile l'idea che, rispetto al passato, il diretto interessato di quella totale riservatezza avrebbe un gran desiderio. Il problema, per Fedez, è che è un lavoro difficile, anzi per lui attualmente impossibile, quello di rimpossessarsi della propria privacy, dopo mezza vita passata a condividere tutto sui social.

Il fatto che oggi, e lo dimostra il parco uso che sta facendo da un anno a questa parte di Instagram per raccontare la propria vita personale, Fedez desideri una minor esposizione, dovrebbe bastare a garantirgliela, eppure non funziona così, per nessuno, mai. Ce lo ha ricordato anche il recente caso di Belen Rodriguez, diventata argomento di chiacchiere da aperitivo mentre stava attraversando, probabilmente, un esaurimento nervoso. E qui ritorniamo alla contestazione del fatto che inseguire la fama sia una mossa scarsamente auto conservativa. E che dà ragione in parte a un recente film horror, Obsession, che non parla di notorietà, ma racconta piuttosto bene quelli che sono i rischi nascosti in ciò che desideriamo.

Vogliamo essere famosi per essere inoltratati, elogiati, amati? Okay, ma la nota in piccolo del patto che stiamo firmando dice che saremo altresì derisi, odiati, o più banalmente anche solo raccontati quando non avremmo voluto esserlo.

Certo, poi occorre dire che il rapporto di Fedez con i social è a dir poco ondivago, e questa fase low profile che dura da un annetto, da quando, cioè, è iniziata la sua storia d'amore con Giulia Honegger (che da poco lo ha reso papà per la terza volta, evento per il quale il rapper ha postato, dopo una lunga pausa, un carosello di foto sul suo Instagram), è arrivata, al contrario, dopo un periodo di uso bulimico degli stessi.

Questo non significa che per lui non sia arrivato un sincero ripensamento di come desideri posizionarsi rispetto alla totale esposizione pubblica che ha abbracciato in passato, ma significa che, purtroppo, si tenderà ad usare, con tutta probabilità, meno cautela e meno delicatezza (che comunque sono già in generale ai minimi termini della storia dell'uomo) nel trattare i fatti suoi, problemi di salute compresi. Se il desiderio di Fedez (che, si dice, è stato quello che nell'ormai ex coppia Ferragnez avrebbe imposto di non mostrare più sui social i figli Leone e Vittoria) di provare a recuperare pezzetti di privacy perduta sarà duraturo, gli chiederà in conto parecchio lavoro. Ma sembra che al suo fianco abbia, oggi, una persona con scarso interesse per i social (ha un profilo privato, e ditemi voi se la vita non riserva sorprese) e forse pure per la fama, una donna che lavora, che non parla con i giornalisti, che non fa ospitiate per raccontare la sua relazione, che non si nasconde ma che nemmeno appare ogni scendo, che, insomma, ad oggi sta delimitando dei confini molto chiari entro i quali far rientrare l'inevitabile esposizione che ti dà l'essere partner di qualcuno di famoso. Un approccio auto conservativo di invidiabile saggezza, da parte di una giovane donna di 23 anni, che forse, chissà, potrebbe aver convinto anche Fedez del fatto che possa essere una buona idea, quella di mostrarsi un po' meno, e tutelarsi un po' di più. Per quel che è possibile, che è poco, ma è già qualcosa.