Il patto della sabbia. Albergatori e bagnini : "Con le maxi spiagge rilanceremo il turismo"

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Accordo tra cinque strutture ricettive e gli stabilimenti di Rivazzurra "Potremo investire più risorse per alzare il livello e offrire più servizi".

Accordo tra cinque strutture ricettive e gli stabilimenti di Rivazzurra "Potremo investire più risorse per alzare il livello e offrire più servizi".

Accordo tra cinque strutture ricettive e gli stabilimenti di Rivazzurra "Potremo investire più risorse per alzare il livello e offrire più servizi".

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"La macro aggregazione è il modello che ci può consentire realmente di migliorare il prodotto balneare". Non lo dicono i bagnini che hanno aderito alla manifestazione di interesse del Comune. In questo caso a metterci denaro e speranze sono gli albergatori. Andrea Castrichino dell’hotel Casablanca e Giorgio Mulazzani dell’albergo Rivazzurra fanno parte di un gruppo di cinque strutture ricettive che hanno aderito alla macro aggregazione nata dall’esperienza del Rivazzurra Village, in zona sud. Albergatori e bagnini uniti su un fronte spiaggia che conta una decina di zone.

Non è da oggi che questo gruppo di hotel guarda alla spiaggia. "Ci siamo messi insieme nel 2021 acquisendo la gestione di una concessione demaniale – premette Castrichino -. Siamo partiti da lì per cercare di creare un prodotto nuovo. Ma anche se siamo più realtà imprenditoriali, resta difficile cambiare il modello attuale. Per questo credo che le macro aggregazioni siano vincenti. Oggi con ombre e lettini sei limitato a vendere questo invece che alzare il livello e offrire più servizi. Serve un prodotto che possa essere alternativo e al medesimo tempo sia in grado di rilanciare il prodotto balneare".

Tradotto, macro è bello e offre opportunità a partire dalla maggiore capacità di investimento che il gruppo di imprenditori avrebbe. Una delle principali obiezioni mosse dalla presidente di Federalberghi, Patrizia Rinaldis, sta nel rischio per gli hotel non aderenti, di non trovare più spazio per i propri clienti in una macro aggregazione. "Il problema non esiste - riprende Mulazzani -. Nelle ultime stagioni abbiamo assistito a preoccupazioni per le spiagge vuote mentre negli hotel andava bene. Chi farà parte delle macro aggregazioni avrà tutti gli interessi a riempire gli ombrelloni e a promuovere il prodotto per cercare di portare quante più persone sulla spiaggia".

Per Mulazzani il rischio per gli hotel di non trovare ombrelloni liberi sulla sabbia lo si corre più con le micro aggregazioni. "Con una piccola c’è meno capacità di investire grandi risorse. Mettiamo poi che un albergatore ha già la piscina in hotel per i propri clienti. Chiaramente avrà meno interesse a realizzarla anche in spiaggia. Tutto questo con le macro non accade, perché c’è il massimo interesse a rilanciare il prodotto balneare ampliando la clientela".

Tradotto, gli albergatori che partecipano avranno tutti gli interessi a intercettare una clientela che trascorre quanto più tempo possibile sulla sabbia. E cercheranno di trovare una modalità per portare in spiaggia anche quegli stranieri refrattari allo stare più giorni sotto l’ombrellone.

Grande è bello per Castrichino, che vorrebbe superare un luogo comune: "Non si può pensare alla spiaggia come al mio orticello, quello che potrebbe fare un albergatore con una micro aggregazione. Questo è quello che si pensava trent’anni fa. Oggi il turismo è cambiato. Noi, nella nostra esperienza, abbiamo rivisto il modello di vendita. Crediamo che si debba partire dal presupposto che va riportato il turista al mare. Il cliente deve avere voglia di stare sulla spiaggia perché può sfruttare determinati servizi e occasioni. Questo è un passaggio fondamentale che dobbiamo fare soprattutto con gli stranieri".

Sì, ma a che prezzo? "Quello dell’aumento delle tariffe in una macro è un falso mito - chiude Mulazzani -. Ci saranno opportunità per tutti, è interesse di chi gestisce la macro aggregazione avere più clienti possibili. Tant’è che abbiamo pensato anche a una zona libera al suo interno".

Andrea Oliva

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