Marias è un grazioso ristorante di Forte dei Marmi, e alzi la mano chi non è mai stato in questa iconica cittadina della costa tirrenica almeno una volta nella vita. Eccola. Quarantaquattro anni suonati e non ci avevo mai messo piede. Ci sono sempre andata vicina, tra Pisa, Viareggio, Pietrasanta, Camaiore, ma “il Forte” per un motivo o per l’altro me l’ero sempre perso. Così per parecchio tempo mi sono dovuta accontentare dei racconti dei miei amici facoltosi, quelli che, rasentando l’impresa, si fanno sei ore di macchina andata e ritorno solo per un pranzo.
Questa volta però è toccato a me. Sia chiaro, non avevo nessuna aspirazione in particolare, ma una certa curiosità, devo ammettere, sì. In questo caso ho fatto di necessità virtù e, colpevole una bella scocciatura burocratica da espletare a Massa un bel venerdì, ho pensato di festeggiare il lieto fine di questa storia proprio a Forte dei Marmi e più precisamente al Principessa Forte dei Marmi Autograph Collection. Prima, ovviamente, ho fatto i doverosi compiti sul suo ristorante Marias, che sulla carta prometteva parecchio bene. Ma andiamo per ordine e vediamo cos’è successo in questo weekend a 5 stelle.
Ah per i leoni da tastiera che stanno già affilando i polpastrelli: sì, parlo di un cinque stelle. No, non è per tutti, lo so. Non è nemmeno per me. Ma ogni tanto un affare ben concluso va onorato come si deve.

Passiamo quindi alla parte più golosa di questa storia: il cibo. Il ristorante Marias si trova al piano terra dell’hotel e si apre sulla piscina, proprio accanto al Beach Bar.
Dietro il progetto culinario c’è Jason Atherton, chef britannico con due stelle Michelin e una serie di indirizzi di riferimento tra Londra e Dubai. Lui e la moglie Irha frequentano il Forte da anni, da habitué della passeggiata e del cartoccio di mandorle zuccherate comprato alle bancarelle.
Il passo da cliente affezionato a firma di un ristorante sul lungomare è stato breve. Ai fornelli, ogni giorno, c’è però l’Executive Chef Giorgio Cicero, passato da tre cucine che solo a nominarle fanno girare la testa: Pollen Street Social a Londra, Frantzén a Stoccolma e Quince a San Francisco. Nei piatti porta tutto quel bagaglio, ma anche e soprattutto la sua terra, la Sicilia.
Quanto spendete al ristorante Marias ve lo dico subito: in media 80 euro.
E per voi che siete curiosi, oltre ai piatti di cui vi racconto come sono (e a quali prezzi di questo ottobre 2026), ecco qualche esempio anche dei più costosi.
Gambero Rosso di Mazara — 40 €
Insalata di Pomodoro con burrata di bufala — 28 €
Spaghettini tiepidi con caviale, burro acido e gambero rosso — 95 €
Pescato del giorno — 130 € al kg.
E sì, c’è anche di contorno la pizza e l’irrinunciabile margherita (18 €) anche se noi – lo vedrete – ne abbiamo scelta un’altra.
Come si mangia al Marias

Marias è aperto tutto l’anno, dalla colazione alla cena, anche a chi non dorme in hotel. Lavora con una rete di produttori toscani costruita con pazienza. A pranzo e a cena si comincia con un piccolo rito: l’assaggio di alcuni oli extravergine toscani, tra cui si sceglie quello che resterà in tavola per tutto il pasto. Il menù gioca soprattutto in mare, con pesce e crostacei scelti ogni giorno al mercato di Livorno, poco più giù lungo la costa. La struttura è quella classica all’italiana, con antipasti, primi, secondi, contorni e dolci, e la carta cambia seguendo la stagione. La filosofia del ristorante è basata sulla condivisione, quindi la maggior parte delle portate in carta hanno porzioni più generose, pensate proprio per essere condivise.
Ve lo dico senza troppi giri di parole: ho fatto una cena stellare, che, a mio modesto parere, spesso è molto meglio di stellata.
Gli antipasti

Si parte con le ostriche del mercato, Bora (sul delta del Po) e Arborea, servite con marmellata di limone salato, tabasco e mignonette. Ostriche super buone, ma di questo dobbiamo ringraziare il mare, chi le ha allevate e chi ha sapute sceglierle. In carta a 8 € al pezzo.

Abbiamo proseguito con la battuta di crostacei di Sanremo, con burrata di bufala e composta di pomodoro. Una goduria. Davvero. La composta di pomodoro è qualcosa a cui non riesco a dare voce, e ci ho provato. So però che fa l’effetto delle droghe buone (tipo la crema al cioccolato, la nduja, la pasta di miso piccante). In carta a 37 €.

Ovviamente non potevano mancare all’appello i gamberi rossi di Mazara, con basilico, burro di teste (sì, avete letto bene) e pane tostato. Ho amato questo piatto in modo particolare perché il gambero arriva bagnato con un olio leggermente temperato, che rassoda il crudo fino quasi a renderlo croccante. Un piccolo dettaglio che cambia tutto. In carta a 40 €.
I primi piatti di Marias

Pensando ai primi ancora sogno, e mi rendo conto di quanto il mio palato sia legato ai sapori del sud, decisi, goduriosi, tutt’altro che dietetici. Ma del resto, chi è a dieta perchè dovrebbe andare a mangiare fuori?
Ignorando (volontariamente) il concetto di condivisione del Marias abbiamo preso due primi, la pasta fritta con ragù alla Luciana e mollica aromatizzata e gli spaghetti ai ricci di mare siciliani. Sono molto confusa quest’oggi. Non saprei quale dei due mi sia piaciuto di più. Gli spaghetti ai ricci di mare li ho mangiati tante volte e non dirò che questi sono i più buoni della mia vita. Non perché non lo siano, ma perché penso che ogni versione, anche a parità di ingredienti, sia una storia a sé. È un piatto che mi ha davvero scaldato il cuore. In carta a 40 euro.

Poi a quel cuore in pace con il mondo, è arrivata la scossa mediterranea della pasta fritta, non so se serve raccontarla, perchè la foto parla molto chiaramente (spero). «Datemene ancora», avrei voluto e dovuto urlare, se solo quello sciocco freno inibitore del contegno non mi avesse trattenuta. In carta a 32 €.
Il resto

A questo punto una persona normale si sarebbe concessa al massimo una frittura di paranza (40 €) o un’orata al forno. O anche niente, che sarebbe stato già ragionevole. E invece no. Durante la serata ci erano passate accanto due o tre pizze, e il profumo ci ha chiamati a sé, ragion per cui non potevamo resistere al canto di quelle sirene. Sia chiaro Marias non è una pizzeria, e in carta ci sono solo tre pizze. Noi abbiamo scelto quella con mozzarella, zucchine, fiori di zucca e acciughe, con ciuffetti di spuma di ricotta e parmigiano (25 €). Lì per lì la fame era ormai un ricordo. Ma la mattina dopo, ripensandoci, ho maledetto l’istante in cui ho pensato con vergogna di portarmela in camera e alla fine ha vinto la vergogna.
Vorrei parlarvi dei dolci, ma capirete da soli che l’argomento è spinoso: nella lotta tra ingordigia e contegno, anche stavolta ha vinto il secondo. E allora mi chiedo, per chiudere alla Carrie Bradshaw: è davvero giusto trattenersi, quando l’unica cosa che vorremmo fare è continuare a mangiare?
Marias. Via Caio Duilio, 3, 55042 Forte dei Marmi (LU). Telefono: 0584 181 8111. Instagram

Il Principessa Forte dei Marmi Autograph Collection si trova in quello che è probabilmente il punto più iconico della città, di fronte a La Capannina di Franceschi, momentanamente chiusa per lavori dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Armani, ma che ha già annunciato un ritorno in pompa magna per la prossima stagione.
Da qui capirete quindi che l’hotel si trova proprio sul mare, lungo quella storica passeggiata da sempre affollata di biciclette e sandali battenti.
Da fuori l’edificio sembra piuttosto austero. L’idea dichiarata è quella di uno yacht che prende il largo, e in effetti dalla strada sembra intravedersi la prua. L’interno invece ha tutt’altro aspetto. Gli spazi comuni sono divisi in piccoli salotti raccolti, ognuno con un suo carattere. C’è ovviamente del lusso, ma mai troppo ostentato. Nessuna mania di perfezione oppure ossessione per l’ordine.
Le camere

Alla reception mi annunciano un upgrade di camera. Non ho idea di quella precedente, di cui credo non aver guardato solo 2 o 3 foto e non so quantificare quindi il mio reale guadagno. So però che mi ritrovo in una sorta di junior suite con una bellissima terrazza vista mare e con un bagno di luce capace di far aprire gli occhi anche al più temerario dei dormiglioni. La giornata è soleggiata, il mare da fuori è agitato da un alito di vento, che nella realtà si percepisce solo dalle sue onde. Il Principessa Forte dei Marmi lo guarda e lo sorveglia, sopra un’estate che sembrava agli sgoccioli e che invece ancora sembra allungare un instancabile calendario delle vacanze.
Se volete soggiornare qui una camera per due persone vi costerà dai 400 ai 550 euro a notte, ma dipende dal periodo e dal giorno della settimana.
Il Beach Bar

A bordo di una piscina romantica e per niente affolata c’è il Beach Bar che non vi fa rimpiangere la spiaggia. Lì mi è sembrato più che doveroso fermarmi per la mia personalissima, e ormai temutissima, prova del margarita. Complice il buon umore mi sono concessa qualcosa che non mi concedo mai:uscire dalle righe del solito classico.
Così ho ordinato il loro signature: Pizza Margarita con tequila, mezcal, sciroppo d’agave al basilico, succo di lime e sale al pomodoro secco. A servirmelo è il Food&Beverage Manager Marco Calvaruso, che dopo diverse esperienze come Bartender e Barmanager è arrivato al Principessa Forte dei Marmi già dall’apertura lo scorso aprile. L’ho trovato delizioso (il margarita intendo), nonostante la mia reticenza nell’ingurgitare mezcal e sciroppo d’agave. La sera dopo siamo tornati a chiudere il soggiorno con la prova del margarita classico, questa volta seguiti dal giovanissimo Denis Boccino, un ragazzo di 21 anni promettente e preparato. Ah, prova margarita ampiamente superata.