- Home
- Milano
- Politica
- Il sindaco e la tessera Pd: Beppe Sala “vola” verso il Senato. Ma c’è il nodo politico delle dimissioni anticipate
L’annuncio del primo cittadino (“mi iscrivo ai dem”) conferma l’asse con Schlein. La segretaria ha promesso a Beppe una candidatura “blindata“ per il voto nazionale. Ma, in caso delle due elezioni ravvicinate, passo indietro e commissario prefettizio

Il sindaco Sala

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Milano – Da sindaco indipendente a politico iscritto al Partito democratico. L’annuncio dell’altra sera di Giuseppe Sala (“Io mi sento del Pd. Fare il sindaco senza tessera di partito è stato anche un vantaggio, ma credo che una tessera la dovrò prendere se continuerò a fare politica. Del resto già una parte dei milanesi pensa che io sia del Pd”) non è casuale. La mossa del primo cittadino – manager di Pirelli e Telecom diventato direttore generale del Comune nel 2009, poi commissario dell’Expo 2015 e, infine, dopo le Comunali del 2016, sindaco di Milano, rieletto nel 2021 – conferma l’accordo stretto nelle scorse settimane con la segretaria del Pd Elly Schlein, la quale ha promesso a Sala la candidatura al Senato alle Politiche del 2027, da capolista milanese o comunque in un posto “blindato“ in lista, in attesa di capire quale sarà la prossima legge elettorale in discussione in Parlamento.
Verso Palazzo Madama
L’iscrizione di Sala al Pd è un passo preliminare per rendere il suo obiettivo politico post-Palazzo Marino, cioè l’elezione a Palazzo Madama, un passo naturale. Ma qualcuno, nella sede del Comune, fa notare che il sindaco guarda anche oltre, a un’eventuale vittoria del centrosinistra alle Politiche. Per entrare nel futuro Governo, in cui Sala vedrebbe bene Schlein presidente del Consiglio (“Alle primarie nazionali, se ci saranno, io voterò e voterò per Elly”, ha aggiunto giovedì sera), essere iscritto al Pd potrebbe essere un grande vantaggio. Fantapolitica? Chissà. Ma il sindaco, lo scorso 5 giugno, sollecitato, tra una battuta e l’altra, dai conduttori di “Un Giorno da Pecora“ (“ministro o giardinetti dopo gli anni da sindaco?”) l’ha già buttata lì: “Mi vedrei ministro. Con quale delega? Lo Sviluppo economico, il settore di cui mi sono sempre occupato durante la mia vita”.

Il sindaco Beppe Sala e la segretaria Dem Elly Schlein durante un incontro a Palazzo Marino
Cosa può succedere ora
“Tre indizi fanno una prova”, diceva Agatha Christie. E Sala, di indizi, ne sta spargendo parecchi in questi ultimi mesi a Palazzo Marino. Il suo obiettivo è continuare a fare politica, far parte della politica nazionale e, se il centrosinistra riuscirà a battere il centrodestra l’anno prossimo, diventare ministro. Insomma, completare in bellezza un “cursus honorum“ che l’ha visto entrare in politica da adulto, ma che gli ha offerto finora due vittorie elettorali a Milano, la seconda in modo trionfale. Il disegno di Sala attende adesso di essere completato con dettagli fondamentali, come già accennato sopra: la legge elettorale, la data del voto di Comunali e Politiche, che comprende anche l’ipotesi di un election day tra aprile e maggio.
Le tempistiche
Il “timing“ è importantissimo per Sala. Sì, perché in caso di scioglimento anticipato delle Camere ed elezioni politiche in primavera, il sindaco dovrà presentare le dimissioni tassativamente entro sette giorni dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali, giorno che deve essere fissato non oltre il 45° giorno antecedente alla data fissata per il voto delle Politiche. Una mossa non indolore, quella delle dimissioni anticipate, per Sala. Perché il suo passo indietro comporterebbe la decadenza del Comune tra febbraio e marzo – nel caso in cui le elezioni nazionali fossero ad aprile o maggio – e la nomina di un commissario prefettizio o, nel caso in cui il tempo dalle dimissioni alle elezioni sia limitato, di una soluzione tecnica interna all’amministrazione. Scenario delicato, perché farebbe restare comunque senza guida politica Palazzo Marino nelle ultime settimane prima del voto per le Comunali.
© Riproduzione riservata