Il sindaco: "Potrà risorgere anche migliore"

"Ieri pomeriggio mentre mi trovavo alla Mole per un evento io, come tutti i presenti, ho sentito un fragore incredibile. Saranno state le 17-17:30. Nessuno poteva immaginare che quel tuono fosse stato preceduto da un fulmine così violento. E stamattina poi la scoperta del grave danno alla struttura del vecchio faro". Daniele Silvetti, sindaco di Ancona, ha saputo di quanto accaduto soltanto nella prima mattinata di ieri: "Sono rimasto in costante contatto con il consigliere della mia maggioranza, Daniele Giachi, che è pure vigile del fuoco e stamattina (ieri, ndr) è intervenuto al Cardeto. Mi sono subito sentito al telefono con il direttore dell’Agenzia del Demanio, Pierpaolo Russo – ha detto Silvetti al Carlino – che mi ha anticipato la presenza del Demanio già lunedì mattina per un sopralluogo, oltre a ricordarmi la recente concessione temporanea attribuita al prof Gianuizzi. Sarà importante anche vedere le carte, in particolare la stipula di una polizza assicurativa proprio sul faro (procedura confermata dallo stesso Gianuizzi, ndr). Vedere la foto del faro lesionato mi ha turbato, quello squarcio enorme, ma forse da un danno così grave potrà risorgere qualcosa di migliore e in tempi anche più rapidi. Di una cosa sono certo, dopo questo episodio il vecchio faro diventerà sempre di più un altro dei simboli di Ancona". Nel pomeriggio il primo cittadino ha anche pubblicato un post sulla sua pagina social: "È stata la potenza di un fulmine, ma la ferita non è del solo ‘Vecchio Faro’ – ha scritto Silvetti – Lo squarcio così netto e profondo non ha lasciato impassibili neppure gli anconetani più lontani. Tanti anzi tantissimi sono i solleciti che ci spingono per un pronto ripristino. Eppure quel Faro del 1860, sorto per scolpire l’oscurità e dare riferimenti ai naviganti era in disuso dal 1972. È stato al centro di tanti progetti sino al recente concessionario. Oggi però – il post prosegue in modo identitario – si sono fatti sentire in tanti, forse perché non c’è in gioco solo un monumento della città, a cui è legata la storia di tanti guardiani fanalisti, oggi si risveglia una cosciente consapevolezza. Il Faro con la sua antica luce è stato ed è il simbolo della coscienza, della ragione e della volontà di un popolo che ha attraversato l’oscurità per 112 anni ad indicare la presenza di una comunità. Noi siamo il Faro ed in qualche modo siamo anche il mare intorno. Ritornerai a essere il nostro punto di riferimento. Grande vecchio Faro".

Pierfrancesco Curzi