I dati che preoccupano. Famiglie sempre più indebitate: . Piceno e Fermano in forte crescita

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Debiti in aumento tra inflazione e spese impreviste: cresce il ricorso al credito al consumo, con importi medi sempre più pesanti. "Così è stato eroso negli ultimi anni il potere di acquisto di molte persone".

Per molti gli stipendi e le pensioni sono rimaste sostanzialmente ferme, mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati

Per molti gli stipendi e le pensioni sono rimaste sostanzialmente ferme, mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati

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Le famiglie del Piceno e del Fermano sono sempre più indebitate. Ascoli occupa il 67° posto della classifica delle province stilata prendendo a riferimento l’indebitamento "al consumo" delle famiglie. Alla fine del 2024 il debito ammontava a 540,1 milioni di euro passati dopo dodici mesi a 560,3 milioni di euro. L’incremento in valore assoluto è stato pari a +20,1 milioni di euro e in termini percentuali pari a +3,7%. Alla fine del 2025 il debito al consumo per famiglia nel Piceno era pari a 6.341 euro.

La provincia di Fermo occupa, invece, la 90° posizione. Le famiglie fermano avevano accumulato un debito "al consumo" alla fine del 2024 pari a 403,2 milioni di euro cresciuto fino a raggiungere i 422,6 milioni di euro alla fine del 2025 con un aumento in valore assoluto pari a +19,4 milioni di euro e in termini percentuali pari a +4,8%. L’idebitamento medio delle famiglie fermane è pari a 5.808 euro.

L’andamento dei dati riferiti alle due province a sud delle Marche trovano conferma anche a livello nazionale. L’Ufficio Studi della Cgia che ha curato la ricerca evidenzia, infatti, che nel 2025, se togliamo dal conto i mutui per la casa (che sono un capitolo a parte, trattandosi di investimenti di lungo periodo finalizzato ad accrescere il patrimonio immobiliare), il credito al consumo erogato dalle banche e dalle finanziarie alle famiglie consumatrici italiane ha sfiorato i 178 miliardi di euro. Per avere un termine di paragone: nove anni fa questa cifra era molto più contenuta. L’aumento è stato del 62 per cento pari, in termini assoluti, a +68 miliardi circa.

Un balzo notevole che dice molto sui cambiamenti nelle abitudini di spesa e, soprattutto, nella capacità economica delle famiglie. Se al credito al consumo erogato dalle sole banche (127 miliardi di euro) aggiungiamo i 447,5 miliardi di mutui per l’acquisto di un’abitazione che 3,8 milioni di famiglie hanno acceso con gli istituti di credito e altre forme di prestiti residuali, il debito complessivo sale a 612,6 miliardi di euro. Le famiglie ricorrono all’indebitamento per soddisfare un bisogno di liquidità immediata, magari per far fronte a spese impreviste o per arrivare a fine mese. Nel contempo c’è chi accende un prestito per acquistare beni durevoli: l’auto nuova, il televisore, i mobili, gli elettrodomestici — tutti quegli acquisti importanti che un tempo si facevano con i risparmi.

"Dietro questi numeri – si legge nella ricerca – non sempre si intravede il disagio economico che sta attraversando una parte importante del Paese. Tuttavia, negli ultimi anni l’aumento dell’inflazione ha progressivamente eroso il potere d’acquisto degli italiani: per molti gli stipendi e le pensioni sono rimaste sostanzialmente ferme, mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati all’insù. Il risultato è che molte famiglie si sono trovate costrette a ricorrere al credito".

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