Import cereali in primi 4 mesi -0,8% a volume e -8,4% a valore

Roma, 21 lug. (askanews) – Nei primi 4 mesi dell’anno le importazioni in Italia nel settore dei cereali, semi oleosi e farine proteiche sono leggermente diminuite nelle quantità di 67.500 tonnellate (-0,8%) e più marcatamente nei valori di 260,4 milioni di euro (-8,4%), rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono diminuite le quantità arrivate dall’estero dei cereali in granella di 205.000 t (-3,3%), per un controvalore in diminuzione di 209,1 milioni di euro (-12,4%) da imputare soprattutto al mais (-158.000 tonnellate, pari a -74,1 milioni di euro) ed al grano duro (-91.500 tonnellate, pari a -78,6 milioni di euro).

Aumentano invece l’import di orzo di 48.000 t (+19,3%), corrispondente a +6,9 milioni di euro e di riso, considerato tra risone, riso semigreggio e lavorato, con un incremento di circa 20.000 tonnellate (+19,9%). L’import di farine proteiche vegetali aumenta nelle quantità (+62.000 t) e diminuisce nei valori (-8,5 milioni di euro), così pure i semi e frutti oleosi (+32.500 t nelle quantità e -20,9 milioni di euro in valore).

Anche le esportazioni dall’Italia nei primi quattro mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente risultano in diminuzione sia nelle quantità di 71.300 tonnellate (-4,1%), sia nei valori di 34 milioni di euro (-1,7%). Si riducono le quantità esportate dei cereali in granella (-57.700 t, di cui -18.000 t di grano tenero e -39.800 t di grano duro), del riso considerato nel suo complesso (-17.900 t) e dei prodotti trasformati (-49.000 t). Aumentano invece le vendite all’estero della farina di grano tenero (+17.000 t, pari a +12,1 milioni di euro), della pasta alimentare (+27.900 t, con valori in diminuzione dello 0,7%) e dei mangimi a base cereali (+10.700 t nelle quantità e +15,5 milioni di euro nei valori).

I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi quattro mesi del 2026 un esborso di valuta pari a 2.837,4 milioni di euro (3.097,8 nel 2025) ed introiti per 1.960,3 milioni di euro (1.994,3 nel 2025). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -877,1 milioni di euro, contro -1.103,5 milioni di euro nel 2025.