Il parco del Piraghetto di Mestre
(Venezia) si è illuminato oggi, 22 settembre, con la cena di
quartiere organizzata dagli attivisti del Laboratorio Climatico
Pandora, del Centro sociale Rivolta e di tante altre
associazioni per ricordare Giacomo "Jack" Gobbato, il 26enne
ucciso due anni fa a coltellate per aver tentato di sventare uno
scippo. Il parco è stato scelto come sede dell'iniziativa dopo
che due settimane fa, nello stesso posto, l'influencer di
estrema destra Simone Carabella aveva interrotto la preghiera
del venerdì della comunità bengalese. Proprio oggi era previsto
un altro sit-in, negato dalla Questura. Nei giorni scorsi,
inoltre, diverse scritte "No Islam" sono comparse nell'area
verde. Stasera, invece, faceva bella mostra lo striscione "Una
città più forte dell'odio".
"La cena per Jack era in programma sabato scorso - ha detto
Sebastiano Bergamaschi di Pandora, l'amico che era con Gobbato
quella sera e che è stato ferito - ma abbiamo deciso di
spostarla al Piraghetto che in queste settimane si è trasformato
nel palcoscenico di qualcuno che punta a buttare benzina sul
fuoco. L'evento vuole essere un presidio contro qualsiasi tipo
di passeggiata, speculazione, passerella".
Presenti diversi esponenti dell'opposizione: "Siamo qui per
dire che questa è una città democratica, accogliente, inclusiva,
che guarda in faccia i problemi - ha sottolineato Giulia
Albanese, capogruppo Pd in consiglio comunale - al contrario di
questa amministrazione e di quella precedente, che hanno
lasciato solo questo quartiere".
"Era essenziale esserci - le parole di Monica Sambo,
consigliera regionale Pd - per ricordare un momento buio della
storia di questa città e il sacrificio di Jack. In questi
giorni, parlando di integrazione, si tirano in mezzo i bambini
con una politica becera e vile".
Per Kamrul Syed, portavoce della comunità e presidente della
Venice Bangla School, "i problemi subentrano con i bambini
neo-arrivati, non con chi è nato qui".
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