In auto sotto la grandine? I consigli di Cesare Galbiati (Unasca) a Tgcom24

intervista all'esperto

Il componente della segreteria nazionale Autoscuole affronta il tema della guida sicura anche durante i fenomeni atmosferici più violenti e improvvisi

di Gabriella Persiani

23 Lug 2026 - 08:27

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Se la grandine ci sorprende mentre siamo alla guida, cosa fare? A Tgcom24 i consigli di Cesare Galbiati, componente della segreteria nazionale Autoscuole, presso Unasca, (Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica). Suggerimenti pratici che vengono trattati anche in aula con gli aspiranti patentati, "perché è fondamentale il ruolo della docenza nell'affrontare anche queste situazioni di rischio sempre più frequenti", sottolinea l'esperto.

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Cosa deve fare un automobilista quando all'improvviso viene sorpreso da una grandinata?
"La chiave della risposta sta proprio in quella locuzione avverbiale: 'all'improvviso', perché purtroppo la grandine non ci dà tante avvisaglie. È una situazione molto pericolosa, molto insidiosa, proprio perché il fattore tempo non gioca a nostro favore. Spesso un temporale, una pioggia intensa, si trasforma in chicchi di ghiaccio anche di grandi dimensioni, tante volte così velocemente da non avere il tempo di gestire la situazione in maniera razionale".

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Restando razionali, cosa fare?
"L'intervento è repentino. Senz'altro attivare tutti i dispositivi necessari, come quando piove. Direi che è quasi banale sottolineare questo aspetto: azionare anche i tergicristalli, ai quali, però, dobbiamo pensare prima, perché devono essere in buone condizioni. E, poi, come ci insegnano le tecniche di guida più avanzate, diventa fondamentale tenere correttamente il volante, quando l'asfalto diventa viscido e insidioso, perché il volante è un po' come se fosse una bilancia a due piatti. Quindi, due mani salde sul volante per avere il massimo del controllo".

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© Withub

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Poi?
"Consideriamo anche che ci sarà un forte abbassamento della visibilità. Quindi, rallentare, aumentare molto la distanza di sicurezza, evitare tutti quelli che possono essere movimenti bruschi del veicolo, perché ci potrebbero far perdere il controllo. Inoltre, c'è, da studiare, un aspetto importante".

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Quale?
"La carrozzeria danneggiata in qualche modo si può riparare, mentre le persone si possano ferire anche gravemente. Non è quindi saggio uscire dal veicolo, perché se la grandine è quella che è arrivata nel Milanese nei giorni scorsi, come al concerto di Bad Banny, fa davvero male. Proteggersi, allora, in un luogo adeguato. Ovviamente, come ci insegnano i nonni, evitiamo gli alberi se c'è un temporale: i fulmini possono essere mortali se usciamo dal veicolo. La nostra automobile resta sempre una protezione maggiore. Possiamo però trovarci incolonnati, non ci possiamo muovere: mantenere il sangue freddo e affrontare con attenzione quelle che possono essere le evoluzioni della situazione".

Comportamenti questi che valgono sia su strada che in autostrada?
"In autostrada, se riusciamo a utilizzare la corsia di emergenza, è meglio. Se ci fermiamo sulla carreggiata accendiamo le quattro frecce: così come previsto dal codice alla strada, è sempre meglio rendersi visibili. Questo anche se ci fermiamo su una strada ordinaria in una situazione di scarsa visibilità".

Queste situazioni si affrontano anche a lezione di guida?
"Abbiamo affrontato questo discorso proprio lunedì in aula: con i ragazzi presenti c'è stata l'opportunità di parlare di queste situazioni che tante volte sono poco frequenti e anche un po' trascurate dalla letteratura. E lo abbiamo fatto in maniera puntuale. Sul cosa fare, alcuni degli spunti che vi ho suggerito sono stati in qualche modo condivisi e sono emersi dalla discussione con i miei allievi".

A scuola guida, dunque, l'argomento è trattato.
"Le condizioni avverse fanno parte di quelle che vengono considerate le cause possibili di incidente stradale. La grandine non è affrontata in maniera così esaustiva, perché è poco frequente. Si parla molto di più di pioggia, di più di abbagliamento da sole, di vento, soprattutto quando si fa la lezione ai conducenti dei mezzi pesanti, perché il vento è un elemento subdolo, non visibile e quindi va percepito con elementi esterni. All'estero, ma sono sempre più diffusi anche in Italia, troviamo le maniche a vento sui viadotti o all'uscita delle gallerie proprio per rendere percepibile questo agente atmosferico".

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© Tgcom24 | Un percorso di golf in Brianza dopo la grandine 

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Ci sono però differenze di approccio?
"La grandine ha questo fattore maggiore di imprevedibilità. Sappiamo che queste perturbazioni a carattere temporalesco hanno anche una dimensione di localizzazione estrema: a distanza di un chilometro non c'è niente, dall'altra parte c'è devastazione. Se sono alla guida, il comportamento è soprattutto quello di avere un buon controllo del veicolo, magari eliminare anche forme di distrazione, come potrebbero essere l'autoradio o altri dispositivi che potrebbero farmi perdere la concentrazione. Ripeto: aumentare la distanza di sicurezza, cercare di evitare tutto quello che è brusco e assumere una posizione di guida idonea, perché il nostro veicolo con poco potrebbe cambiare la traiettoria. Se poi la situazione diventasse problematica, fermarsi in un luogo sicuro, pensando anche alla criticità dei fulmini".

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Dov'è meglio fermarsi?
"E' importante scegliere correttamente il luogo. In condizioni di pioggia intensa, con la grandine legata a pioggia intensa, non fermarsi in un sottopasso, perché potrebbe allagarsi. E' una scelta che deve essere ponderata, caso per caso".

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Parlando di luogo sicuro escludiamo i sottopassi, ma anche gallerie, viadotti?
"Ovviamente sì. Tutto dipende dalla morfologia della strada: se è una struttura un po' a cunetta, con una forma a cattino, c'è il rischio di accumulare acqua. Nelle gallerie autostradale possono subentrare altre criticità. In ogni caso, se mi fermo devo rendermi visibile, non dimenticando che fermarsi in galleria è sempre un'operazione complessa da fare con grande prudenza".

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© Ansa

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Parlava di danni alla carrozzeria: le ultime immagini di grandinate dal Ferrarese o dall'Ascolano mostrano cristalli in frantumi. Impossibile rimettersi in marcia, passata la bufera?
"Consideriamo che oggi abbiamo anche tanti veicoli con il tettuccio sì con vetro temperato, ma certi chicchi fanno esplodere i vetri. Alcuni miei colleghi a Desio (Monza Brianza) hanno avuto le auto parcheggiate danneggiate con i cristalli rotti. Se poi sto anche viaggiando, devo sommare alla velocità della caduta della grandine anche la velocità relativa del veicolo. Il parabrezza di per sé è un vetro multistrato, che in qualche modo resiste anche a forti sollecitazioni; diversa la storia del lunotto posteriore. Per questo, fermiamoci in un luogo sicuro e riparato. Se poi l'auto risulta pesantemente danneggiata non si può circolare e bisogna attendere il soccorso stradale".

A lezione si danno consigli anche sull'assicurazione da stipulare in questi casi?
"È un concetto che si affronta quando si tratta il discorso assicurativo generale. L'atto vandalico e i danni da maltempo sono opzioni facoltative. Sicuramente l'automobilista deve fare delle considerazioni: se il veicolo per me è una fonte di guadagno oppure resta in strada, perché a Milano, per esempio, le auto non hanno un ricovero notturno. Allora è opportuno valutare la possibilità di fare una copertura assicurativa adeguata. Negli ultimi anni, con l'aumento di questi fenomeni atmosferici avversi, i costi delle assicurazioni di questo tipo sono saliti notevolmente, ma anche perché le compagnie hanno dovuto dare risarcimenti consistenti, quindi c'è una correlazione tra il premio e il rischio che cresce. Una volta il temporale arrivava soprattutto nel periodo estivo, adesso abbiamo iniziato a prendere grandine dalla primavera. Con i ragazzi, in aula, sono sempre più frequenti questi momenti di confronto, di spunto, e si fa molto coaching anche sotto questo punto di vista".

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